Da dieci anni la temperature scende, mentre le emissioni carboniose di origine umana salgono. «Su questo non ci sono vedute contrastanti fra gli scienziati», ha aggiunto la biologa. «Di fatto l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate change) ha riconosciuto la cosa: ha ammesso che negli ultimi otto anni, in questo secolo, la temperatura è ‘piatta’, nonostante i livelli di CO2 siano continuamente crescenti. Ciò che dovrebbe far salire le temperature. E’ qualcosa di inatteso, ma non viene discusso».Ci sono solo delle ipotesi su questo fenomeno imprevisto dai modelli matematici: «Il capo dell’IPCC ipotizza che siano in gioco fattori naturali che compensano l’effetto-serra prodotto dal CO2, che è quello che dicono da sempre gli scettici dell’effetto-serra». Nell’ambiente scientifico «si è parlato molto dell’influenza del Sole, se andiamo verso un periodo di meno intensa attività solare, e se questo contribuisca all’attuale raffreddamento». Attuale raffreddamento, non riscaldamento.I dati più sorprendenti vengono dal satellite «Aqua», lanciato dalla NASA soltanto nel 2002, che raccoglie dati non solo sulle temperature terrestri, ma sulla formazioni nuvolose e il vapor d’acqua. «I modelli che usiamo attualmente», spiega la Marohasy, «sono basati sull’idea che quando il CO2 crescente produce l’effetto-serra, aumenta anche il vapor acqueo nell’atmosfera, intensificando il riscaldamento. I dati del satellite ‘Aqua’ mostrano che avviene l’esatto contrario, ossia che quando (l’effetto serra) produce un aumento del riscaldamento, l’aumento del vapor d’acqua di fatto limitano l’effetto serra, lo compensano, con l’effetto di contrastare il riscaldamento anziché intensificarlo».«Queste scoperte (del satellite Aqua) non sono messe in discussione dai meteorologi; solo, fanno fatica a ‘digerirle’. Penso che presto riconosceranno che i modelli su cui si basano hanno bisogno di una completa revisione, e che i nuovi modelli mostreranno un minore influsso dell’anidride carbonica nel riscaldamento». Secondo la biologa, la comunità metereologica mondiale cambierà i suoi paradigmi entro sei mesi. Intervista istruttiva per molti versi. Mostra come la «comunità scientifica» si basi oggi totalitariamente su modelli computerizzati di previsione e proiezione elaborati da essa stessa e sia renitente a revisionarli quando fatti e scoperte nuove li smentiscono. Perché su quei modelli (e non sui fatti reali scientificamente accertati) gli scienziati e i tecnocrati politici hanno fondato una sorta di «ortodossia», che hanno imposto ideologicamente all’opinione pubblica. Questo è molti tipico della nostra epoca virtualistica.
Il britannico Hadley Climate Research Unit, il GISS (Godard Institute for Space Studies) che appartiene alla NASA, lo UAH (University of Alabama Huntsville), il RSS (Remote Sensing System di Santa Mosa) hanno pubblicato i dati per gennaio 2008, e il responso convergentedi questi istituti è: nell’anno scorso, le temperature sono calate precipitosamente.Secondo i loro dati, il raffreddamento prodottosi varia da 0,65 a 0.75 gradi centigradi.In un solo anno, è il più rapido cambiamento di temperatura mai registrato, sia in su o in giù della colonnina di mercurio.Qualcosa di inatteso e di inusuale.
Secondo alcuni ricercatori il fenomeno sembra collegato alla forte riduzione dell’attività solare, ritenuta un fattore più potente dei gas serra nei cambiamenti climatici (2).Kenneth Tapping, che dirige la ricerche sul sole al National Research Council canadese, sostiene che la quiete anomala del Sole (la sparizione delle macchie solari) attualmente in corso avvenne anche 400 anni fa, e innescò quella che è ricordata come «la piccola glaciazione».Allora in certi inverni ghiacciò la Senna, e i ghiacciai della Norvegia avanzarono di cento metri l’anno, distruggendo abitati e coltivazioni.
2) Michael Asher, «Solar activity diminishes: researchers predict another Ice Age», Daily Tech, 9 febbraio 2008.
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martedì 29 aprile 2008
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