martedì 27 ottobre 2009

Vero o Falso.....

ALBERTO DA GIUSSANO…ASSENTE? NO. FALSO STORICO!!
IL CASO. Il film «Barbarossa» si vende come pellicola storica; in realtà gli esperti hanno smentito da tempo l'esistenza di Alberto da Giussano…
Uno: Alberto da Giussano non è mai esistito. Due: il «giuramento di Pontida» probabilmente pure. Adesso che nelle sale d’Italia imperversa (pare comunque con successo inferiore alle aspettative) il kolossal di Renzo Martinelli Barbarossa, chi glielo dice alla Lega Nord che il film sul quale ha puntato per far risalire le sue radici sino al Medioevo è in realtà un polpettone che non rispetta affatto la storia? Eppure è così, praticamente tutti gli studiosi sono d’accordo; e davvero non si sa dove Federico Rossi di Marignano (consulente storico della pellicola) abbia – sono parole del regista – «trovato traccia del carroccio, oltre che naturalmente di un certo Alberto da Giuxano».
Lo storico settantenne Rossi di Marignano, del quale in concomitanza col film è uscito anche un libro sullo stesso argomento, risulta laureato in economia, diplomato in pittura e licenziato in scienze religiose: tutto fuorché storia...), è stato subito massacrato da parecchi studiosi con le carte accademiche in regola.
Uno su tutti: Franco Cardini. Il quale – avendo già scritto nel 1991 La vera storia della Lega Lombarda (Mondadori), dove Alberto da Giussano non è citato nemmeno una volta – ha evitato di far da consulente alla pellicola, poi si è affrettato a pubblicare sul suo sito un lungo articolo: «La storia raccontata dal film è profondamente falsa. A parte il giuramento di Pontida che forse non ci fu mai e Alberto da Giussano che fu inventato nel Trecento, il mostrare il Barbarossa come una specie di “dittatore centralista”, per giunta “straniero”, che spietatamente impone il suo tallone di ferro e le sue ruberie fiscali a un popolo oppresso il quale alla fine giustamente si ribella, è semplicemente ridicolo».
Insomma, come si vede, viviamo sempre più nel falso, di falso, e di falsità…

…la terra si sta scaldando…. è falso!!
Lo rivela, se mai non bastasse, tal professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato “tomo tomo cacchio cacchio”a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero». lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lui invece sostiene che è l’intero sistema solare.

« L’Intergovernmental panel on climate change teorizzò che l’uomo governa il clima, e per questo essere è stato insignito del premio Nobel per tale teoria… quello che forse non si ricorda che gli fu dato un Nobel per la pace, non per la scienza….(”un falso Nobel” Un nonsense Nobel!!” ) Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Si scopre così che i modelli dell’Ipcc, nel tentativo di contemplare la massima quantità di informazioni possibili, hanno incluso un numero enorme di parametri. Ma con un numero enorme di parametri liberi si può ottenere qualunque risultato…soprattutto quelli a cui si è interessati!!
Lo Scarfetta ha notato la presenza di cicli: i più importanti sono un ciclo di 60 anni e uno di 20. I cicli di 60 e 20 anni sono due cicli naturali, che influenzano tutto il sistema solare: il periodo sinodico di Giove e Saturno, precisamente 20 anni, e il periodo dell’orbita combinata di Giove e Saturno, precisamente 60 anni. Giove e Saturno col loro movimento intorno al Sole producono onde gravitazionali e magnetiche, che investono tutto il sistema solare e fanno letteralmente “ballare” anche il Sole e la Terra.
Ora per farla breve l’analisi da lui fatta evidenzia che almeno il 60% del riscaldamento del clima terrestre osservato sin dal 1975 è causato dalle attività del Sole e degli altri pianeti. E, se così è, dovremmo attenderci un raffreddamento fino agli anni Trenta di questo secolo!!! . Il futuro previsto dallo Scarfetta appare ben diverso dalle proiezioni catastrofiche dell’Ipcc.
C’è nella comunità scientifica qualche altro studioso convinto che non siano le attività umane a governare il clima?
«Ne esistono moltissimi. Faccio parte di un comitato non governativo, l’Nipcc, Nongovernmental international panel on climate change, che ha prodotto quest’anno un corposo rapporto, il Climate change reconsidered, il quale è giunto alla conclusione che è la natura, e non l’uomo, a governare il clima. Questa conclusione è stata fatta propria da oltre 31.000 scienziati americani».

Come è falsa la nuova malattia che incombe: l’omofobia
stanno già preparando il vaccino?…forse.
La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.
MA tutto questo «volerla approvare a tutti i costi» è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.
Fino a prova storica contraria, e fino a ieri ci si sposava “naturalmente con una persona dell’altro sesso” e i figli erano concepiti…naturalmente…
Ma ad un certo momento la lobby gay si inventò e ci ribattezzò «eterosessuali», e nessuno reagì. Io rifiuto la neolingua gay e affermo che il mio percorso di vita non è «eterosessuale», è semplicemente un percorso «normale», non avendo in sé niente di anormale.
La distinzione da fare è tra rapporti sessuali e rapporti omosessuali: questi ultimi sono scelte personali (una persona può avere tendenze omosessuali e scegliere di NON avere rapporti), sono infecondi e privi di rilevanza sociale. Ma la neolingua gay parlò di rapporti «eterosessuali ed omosessuali», come se fossero due opzioni sullo stesso piano. Il fare figli o il non farli non sono proprio irrilevanti per una comunità! Guarda caso il dictat degli imam islamici è di fare 5 figli a coppia per impadronirsi dell’europa nel giro di un ventennio!! (O.Fallaci)
Poi qualcuno cominciò a sostituire la parola «omosessuale» con la parola «gay». Più spiccio, dicevano. Spiccio e falso: omosessuale e gay non sono sinonimi. Gli omosessuali non gay sono la maggioranza: sono persone riservate, che non amano il chiasso, che non vanno in TV e non sfilano in piazza, che non rivendicano diritti particolari. Ognuno di noi ne conosce qualcuno.
Nelle nostre menti però tutti gli omosessuali si sono trasformati in militanti gay, e questo falsa completamente il dibattito. Io credo che la maggioranza degli omosessuali sono «omosessuali non gay».

Poi la lobby gay inventò il «genere». Solo una parola elegante da usare al posto di «sesso»? No, un’invenzione ideologica che sostituisce i due sessi, reali e constatabili alla nascita di ognuno, con 5 o 7 opzioni di «genere», di carattere culturale. Mi rifiuto di mettere la “cultura” nella biologia, poiché i sessi sono due e sono un dato genetico constatabile da chiunque in natura; il resto sono opzioni personali, irrilevanti per la società…(a meno di essere “holliwooddiani” ….come da articolo seguente )

Infine la lobby gay inventò l’omofobia. Ha un «suono» simile a una malattia, ma è una malattia inesistente, inventata dall’ideologia gay per i suoi scopi….gettare scompiglio fra la gente, dividere le coscienza, esasperare tutto fino alla concessione finale dello status “diverso = superiore”, perché va sempre così, c’è una minoranza che arriva e fa casino al punto che non se ne può più, allora i politici ipocriti e codini gli danno per “par condicio” uno status giuridico….Conoscete casi di persone rifiutate sul lavoro perché omosessuali? Si sa, è cosa di ogni giorno invece il caso di donne a cui si rifiuta il lavoro perché giovani spose a “rischio” di maternità., o di donne che non fanno carriera perché potrebbero rimanere incinta…(e nessuno parla di “madri fobia”)
Persone omosessuali siedono in Parlamento, sono ai vertici di diverse regioni, sono presenti nel mondo dell’arte, del teatro, della TV, del cinema, della letteratura, della moda, nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado, hanno una disponibilità di reddito ben superiore alla media, hanno organizzazioni nazionali a loro disposizione: la discriminazione non esiste, anzi qualche illustre personaggio afferma che l’essere gay l’ha aiutato nella carriera.

La finta malattia detta «omofobia» serve solo a zittire coloro che contestano l’ideologia gay (si dà dell’omofobo un po’ come un tempo si dava del fascista). Io credo che non esista discriminazione basata «sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere» (che sono libere opzioni personali se non le si vuole modificare con terapie mediche. Ho già scritto di un amico medico che si è trovato a curare –perché così si dice da medico- uomini che venivano da relazioni normali, ma che improvvisamente, chi a 40, a 30 o altra età, si trovava a desiderare rapporti con rappresentanti del proprio sesso…”la cura” è semplice come la diagnosi…niente Dna, ma alterazioni ormonali a seguito di episodi emotivi forti, stress….) mentre c’è una evidente e chiara discriminazione per la famiglia «costituzionale», società naturale fondata sul matrimonio. Tutti sanno ad es. della legge sul part time alle donne che vogliono seguire i figli…provate a chiedere quante aziende la applicano!!
Tutto va verso la rottura dei rapporti familiari, nessuno si alza a dire niente, ne da sinistra ne da destra, che infatti sono esattamente allineati per venderci al mercato globale dei polli.
«Ma ci sono le aggressioni ai gay!»dirà qualcuno.
A parte che la fumosità delle statistiche su queste aggressioni è totale (ad esempio: nessuno ci comunica quante aggressioni a gay sono fatte da altri gay; nessuno fa una statistica sull’ambientazione di queste aggressioni), le aggressioni ai gay vanno perseguite e punite come ogni altra aggressione. Col passaggio di questa legge, accadrà che un’aggressione a me o a voi verrà punita con meno rigore rispetto all’aggressione a un gay.
Si arriverà alla «omocrazia»? In un’Italia in cui si può satireggiare chiunque fino all’insulto, con l’approvazione di questa proposta di legge un militante gay non potrà nemmeno essere contraddetto. Se passa la legge in Parlamento, nasce una nuova «casta» intoccabile…dopo quella ebraica.

C’è da appaltare una radio per trasmettere le dirette del Parlamento italiano: FALSO
tutti i partiti si preparano a rinnovare la convenzione con cui Radio Radicale si è fatta affidare le dirette dal Parlamento. E’ un servizio pubblico – o così si dice – per cui Radio Radicale riceve 10 milioni di euro l’anno, e questo da decenni.

…dovrebbe essere evidente a tutti che qui c’è un grave conflitto d’interesse. Un servizio pubblico, che dovrebbe svolgere la radio pubblica, è stato affidato non solo a un privato, ma a un partito. La convenzione per trasmettere le sedute parlamentari, inoltre, non viene mai messa a concorso fra diversi concorrenti: è inteso che la devano fare i radicali. E perchè?

Per far vivere il partito radicale, è ovvio. Un partitello che il 93-94 % dei contribuenti italiani non votano, ma di cui pagano l’esistenza con venti miliardi di lire l’anno. Qualcuno, probabilmente in grembiule squadra e compasso, ha sancito che i radicali «devono» vivere; e siccome nessuno li vota, devono vivere di denaro pubblico.

Naturalmente, loro ribattono che il servizio pubblico lo forniscono, e bene. Ma si provi a mettere a concorso quel servizio pubblico coi 20 miliardi di lire annue annessi, e in un attimo vedrete nascere cooperative disposte a fare quel servizio in modo apolitico e neutrale pur di prendere 20 miliardi!!
Sarà che i radicali sono un trans-partito trans-versale e transessuale, e stanno in tutti i partiti maggiori…regioni comprese?
No, non è una cosa legittima. Non si può affidare un servizio pubblico a un partito. Non senza concorso, almeno. Il conflitto d’interesse esiste solo per Berlusconi !!…FALSO!

Al Roma Film Festival ha vinto un film «italo-danese» che narra «la imprevedibile storia d’amore omosessuale fra neonazisti» deve essere un caso! Italo-danese? Storia d’amore omosessuale. Fra neonazisti. Nessun comico romanesco avrebbe potuto inventarsi una gag del genere in questa settimana di Transgender quotidiani… La realtà, nell’Italia dei film pagati con sussidi pubblici, supera ogni scenetta e gag possibile. Il Corriere, compunto e serio, ci informa che il film «non aveva un distributore, ma finalmente la società Lucky Red di Andrea Occhipinti l’ha comprato. Così anche i cinespettatori italiani potranno vederlo».
Non aspettiamo altro. Ecco i film che l’Italia (un po’ danese) sa produrre: segno certo della mancanza di talento, si prova a fare un film su un imprevedibile amore omosessuale. Ma siccome gli omosessuali che hanno rapporti in film non fanno più scandalo, facciamo che sono anche neonazisti. Altro scandalo, perchè essere finocchi passi, ma neonazisti no. Non si deve.
Che brivido proibito: stivaloni, teste rasate, croci uncinate, e Natalì di via Gradolì (con l’accento sulla i, come dice la Carlà che è una nota f…à)

Ingrandire per vedere: è gente che incontrate nella vostra vita di gente normale? Che vorreste incontrare? Labbroni e tettoni al silicone, sete cafonissime. E chi è quell’essere in primo piano con il trucco sulle rughe rapaci e il sbaffo del rossetto? Di che sesso è?
Trattasi, ci informa per fortuna Dagospia, di tale «Valentina Verany». Pare che sia una pittrice, così dice lei…anche se dipinge fuori dalle labbra…avrà influenze cubiste??


E del comportamento di Polanskì…(con l’accento sulla i,come.. )
“all’avanguardia, una scelta di stile di vita non convenzionale di una persona creativa e di talento”…

La vita di Polanski come fuggitivo non è stata esattamente una valle di lacrime. Ha diretto un certo numero di film, alcuni dei quali con importanti stelle di Hollywood. Il suo film del 2002, Il Pianista, fu largamente acclamato, vincendo un oscar come Miglior Regista, oltre a altri riconoscimenti.
Ovviamente non dobbiamo dare troppa importanza al fatto che Il Pianista ricevette questi riconoscimenti poiché fare film sull’olocausto, è risaputo essere la chiave del successo per l’Oscar.
D’altronde, fare film come La Passione di Cristo non porta altro che infamia e accuse di antisemitismo. Il perché debba essere così è uno dei “grandi” misteri della vita.

Un articolo del Los Angeles Times (sotto riportato) discute della differenza fra l’atteggiamento verso Polanski fra le élites di Hollywood e il resto del paese: dalle politiche di Michael Moore alla violenza e sesso sullo schermo, il business del cinema viene costantemente assalito per il fatto di non condividere i valori del paese. Raramente l’argomento della moralità è stato così rancoroso come nel caso di Roman Polanski.
Hollywood si sta mobilitando a favore del regista fuggitivo. Importanti registi cinematografici stanno firmando una petizione pro-Polanski, Whoopi Goldberg dice che il regista non ha commesso un vero stupro e Debra Wingers lamenta che “l’intero mondo artistico soffre” per questo arresto.

Il resto della nazione sembra avere una prospettiva drammaticamente diversa dell’arresto di Polanski nel fine settimana. Anche se sono passati decenni da quando se ne è andato da Los Angeles prima della sua irrogazione della pena nel 1978, Polanski deve essere estradato e pagare il suo debito, questo è il pensiero. Non ci sono scuse per aver obbligato una ragazzina di 13 anni a fare sesso. Le persone che lo difendono non hanno principi. Nelle lettere al direttore, nei commenti sui blog di internet e negli interventi sulle trasmissioni radiofoniche e canali televisivi, il sentimento nazionale è contro Polanski , e contro il sostegno di Hollywood del settantaseienne regista, in modo preponderante.
L’articolo continua ritenendo che il rifiuto di Hollywood di condannare Polanski è semplicemente un modo di proteggere se stessi. Come prova, l’articolo evidenzia che quando Mel Gibson sfogò il suo rancore anti-ebraico dopo essere stato arrestato per eccesso di velocità e guida in stato di ubriachezza da un ufficiale di polizia ebreo, a Hollywood sembrò non importasse a nessuno.
Perché Hollywood è sola nel sostenere Polanski? la risposta è che l’atteggiamento hollywoodiano riflette la sua identità ebraica.
Uno studio sociologico che confronta gli atteggiamenti della élite di Hollywood agli atteggiamenti tenuti dal pubblico generale e dalle élite tradizionali (non ebraiche) dell’America bianca prima degli anni 60 (cioè: leader politici, affaristici e militari, nonché figure religiose della Chiesa Cattolica e Protestante…
La più grande differenza fra Hollywood e gli altri gruppi era sull’ “ individualismo espressivo “.
L’individualismo espressivo fornisce idee di liberazione sessuale (inclusa l’approvazione dell’omosessualità ed il matrimonio fra persone dello stesso sesso), relativismo morale ed un disprezzo per le istituzioni religiose (cristiane). Gli artisti si sa, sono anche più tolleranti verso stili di vita insoliti o devianti e da parte di minorità religiose e gruppi etnici.
In breve, gli atteggiamenti di Hollywood riflettono gli atteggiamenti culturali della sinistra liberale appartenente alla comunità ebraica, atteggiamenti che sono ostili alla gente tradizionale e alla cultura dell’America e dell’Ovest. Qualunque cosa si possa dire di lui, Polanski è il reperto N° 1 nella categoria degli stili di vita insoliti e deviati.
Come ho già potuto evidenziare altre volte, i movimenti intellettuali ebraici che dominarono negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, abbandonarono le loro radici marxiste a favore della promozione dell’individualismo radicale fra i non ebrei. Essi lo fecero non per la loro fedeltà agli ideali dell’Illuminismo, ma come utile strumento per mettere fine all’anti-semitismo e prevenire i movimenti di massa di destra.

Un aspetto dell’individualismo radicale fu la mancanza di identità razziale dei bianchi. Per la Scuola di Francoforte, il non ebreo ideale era qualcuno che fosse completamente staccato dai gruppi, inclusa la sua razza, la sua affiliazione religiosa cristiana e addirittura la sua famiglia.

Infatti, una persona bianca col senso di orgoglio etnico veniva analizzata come un qualcuno che soffriva di un problema psichiatrico, una diagnosi che non era applicata a nessuna altra razza o gruppo etnico. Polanski può così essere esempio di individualismo espressivo e nello stesso tempo dimostrare la sua identità ebraica girando un film sull’olocausto.
Per i non ebrei, l’individualismo espressivo significa non identificarsi con la propria razza o gruppo etnico.

Un altro aspetto dell’individualismo radicale è la sessualità disinibita. La psicoanalisi fu particolarmente importante come strumento intellettuale per minare i costumi tradizionali sessuali americani, profondamente intrisi nella tradizione religiosa cristiana della cultura americana.

La deviata e pervertita sessualità di Polanski si sposa bene con l’individualismo espressivo, sebbene ne è senz’altro una versione piuttosto estrema.
D’altra parte, le responsabilità del matrimonio monogamo, la famiglia e i parenti non aderiscono a questo profilo culturale. Tuttavia l’individualismo espressivo è uno stampo culturale che ha influenzato una notevole parte della popolazione bianca.
Una tendenza verso l’individualismo espressivo è parte della vena individualista nella cultura tradizionale americana, ma era un fenomeno marginale, ristretto ad aree come il Greenwich Village ed il mondo dell’arte, non era certo parte della culture delle scuole e delle chiese nelle cittadine dell’America anglo-tedesca del Midwest.

L’individualismo espressivo divenne una parte integrante della controcultura degli anni 60, specialmente della componente hippy di quel periodo. A quel punto, come afferma Eric P. Kaufmann, esso divenne radicato nella cultura di massa americana, invadendo il mondo intellettuale e la gente di alto livello scolastico dei mass-media, delle università e del governo.
Questo movimento di individualismo espressivo al centro della cultura americana è stato portato dai movimenti intellettuali ebraici che descrivo in Culture of Critique, in particolare la psicoanalisi e la Scuola di Francoforte (assieme ai loro alleati fra gli intellettuali di New York ed i loro propagandisti nella comunità ebraica organizzata e nei media).
Nel loro contesto, questi movimenti sono ostili alla cultura cristiana tradizionale dell’America, ai suoi costumi sessuali, al suo orgoglio etnico e addirittura all’idea che i bianchi abbiano il diritto o un interesse legittimo a mantenere il loro status come maggioranza politica.

Questi movimenti razionalizzarono e promossero questo elemento di cultura americana ai più alti livelli del discorso intellettuale.
Un altro esempio che riflette la promozione ebraica dell’individualismo espressivo fra i non ebrei, può essere notato nei recenti articoli della D.ssa Lasha Darkmoon sull’influenza ebraica nel mondo dell’arte. Essa evidenzia la predominanza degli ebrei ricchi fra i collezionisti di arte, critici e galleristi.

Mentre conservano la loro propria identità etnica, essi promuovono esattamente il tipo di non ebreo apprezzato dagli autori della Scuola di Francoforte di The Authoritarian Personality.
Un individualista espressivo con nessuna appartenenza alla sua razza, alla sua famiglia, alla religione cristiana o alla tradizionale cultura dell’Occidente.

Il risultato è che un individualista estremamente espressivo, come l’artista britannico Damien Hirst, può guadagnare centinaia di milioni di dollari costruendo opere d’arte come una cassa di vetro con vermi e mosche che si alimentano su una testa bovina in decomposizione. Oppure uno squalo sospeso in formaldeide. Una recente mostra di Hirst ha realizzato vendite per almeno 200 milioni di dollari.

Hirst è la pura creazione del ricco collezionista d’arte ebraico Charles Saatchi il quale fu impressionato dalla testa bovina infestata di vermi di Hirst e gli fece da promotore per i successivi dieci anni. Hirst si è comportato come il prototipo individualista espressivo, incluso l’abuso di alcool e droga, nonché comportamento personale oltraggioso e violento: Hirst ha ammesso gravi problemi di alcool e droga per dieci anni dagli inizi degli anni 90 (proprio quando Saatchi fu il suo promotore).
“Iniziai a prendere cocaina e a bere. Diventai un maledetto rottame balbettante “
Durante questo periodo era conosciuto per il suo comportamento selvaggio e per le sue azioni estroverse (noi psicologi la chiamiamo psicopatia disinibita), incluso, ad esempio, mettere una sigaretta in punta al pene davanti a giornalisti. Era un frequentatore abituale del club intellettuale Groucho Club di Soho a Londra dal quale fu cacciato in occasione di questi comportamenti.
Kevin MacDonald (Editore del The Occidental Observer e professore di psicologia alla California State University di Long Beach

Lo scandalo del prof negazionista
ROMA - Dalla comunità ebraica romana al rettore, sono durissime le reazioni alle tesi negazioniste del ricercatore Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto alla Sapienza di Roma.
La Comunità ebraica romana preannuncia un'iniziativa legale: "Ci sono molti "signor nessuno" - dice il presidente, Riccardo Pacifici, parlando da Israele - che pensano di aver una ribalta e una notorietà cercando di sorprendere o di stupire. Questi signori devono sapere che i tempi dell'indignazione della protesta non hanno più senso. L'Italia. l'Europa le Nazioni Unite hanno fatto propria la lezione della Shoah a tal punto che il 27 gennaio, Giornata della Memoria è celebrata ovunque. Questi "signori" in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, (per me ogni commento a questo fascista è superfluo) sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono. Ed è per questo che, come abbiamo fatto con altri, adiremo le vie legali".
Il sindaco, (neo ebreo ad onorem) Gianni Alemanno, che domenica volerà ad Auschwitz nell'ambito dell'iniziativa del Viaggio della Memoria, chiede che si prendano provvedimenti: "Mi attiverò con il rettore - ha spiegato - affinché il professore venga sospeso (per una opinione diversa??). Per Alemanno il professore "o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale".
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che "sarà l'università stessa a reagire": "Le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione (di un presidente di provincia??) è evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell'ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo". Politichese fumoso ma buono per riempire di autoreferenzialismo chi lo pratica.
Tra quanti chiedono l'allontanamento del docente, Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, e il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, secondo il quale "non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea,(grande per numero di studenti ma non certo per qualità!) e per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. (chissà che diritto è quello di negarlo ad un altro?forse si chiama rovescio?) Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all'insegnamento e va allontanato". (Se era gay, pedofilo, o aveva chiesto favori sessuali alle allieve per superare i suoi esami era OK!! )
L'assessore alla Cultura, Umberto Croppi: "È necessario coltivare e approfondire il tema della memoria e la scuola riveste un ruolo fondamentale. Serve una presenza pedagogica su questo punto".
Il rettore della Sapienza Luigi Frati: "Vada a Dachau"

Il sito "Informazione Corretta", che già seguiva i blog del docente, commenta: "In altri paesi sarebbe già stato condannato da un tribunale, in Italia no. La legge c'è, è la Mancino, ma non è mai stata applicata. Finirà a tarallucci e vino anche questa volta".(i cani fascisticamente corretti se ne dispiacciono!!)
Il ”presidente della Regione”, Piero Marrazzo: " vorrei poter guardare negli occhi questo professore", per potergli "trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem"."Vorrei che lui andasse a Birkenau ed entrasse nella stanza dei bambini". Mi sa che ora rischierebbe di «trasmettergli» non le «immagini di Auschwitz», nè della «stanza dei bambini di Birkenau», ma la stanza di Natalì, il transessuale che «conosce da sette anni», in via Gradoli..
L'eco della notizia arriva anche al Festival Internazionale del Film, in corso a Roma e dove i fratelli Joel e Ethan Coen, nell'ambito della presentazione del loro ultimo lavoro, hanno commentato: "Mamma mia! Ci sono molti pazzi nel mondo, è molto strano sentire cose di questo genere in un contesto accademico". Certo che a Hollywood dove sono tutti ebrei è più difficile!
Si difende il proff. "Ai miei studenti - dice a proposito della sua attività accademica - insegno a ragionare. Ne ho pochi, meno di una decina, perché Scienze politiche non è molto frequentata, il programma di quest'anno verte su un libro di Carl Schmitt che io ho tradotto, quindi non tratto i temi dell'Olocausto". Il Proff. Caracciolo ci tiene anche a sottolineare di aver tradotto e curato, con un propria prefazione, diversi libri del giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt, sostenitore del regime nazista.
Il docente non sembra voler arretrare rispetto alle sue posizioni: "Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca".
(Fonte > Repubblica.it)
questa è la storia, purtroppo ripetuta, del «calcio dell’asino»: il leone era morente, e allora l’asino si fece finalmente coraggio e lo scalciò. Decine di asini fanno a gara a scalciare il leone, ora che possono farlo senza pericolo…ora che “tutti” sono stati convinti, nessuno può esimersi, tutti gli asini si producono in calci spaccaossa, perchè c’è Pacifici che guarda e prende nota degli asini più zelanti, di chi calcia più forte.
Il fatto è che il leone scalciato, qui, non è un leone se non per inerme coraggio: Antonio Caracciolo, uno fra i maggiori studiosi di Schmitt, a 58 anni, è ancora solo un ricercatore alla Sapienza. Facile perseguitarlo, togliergli il magro stipendio da precario, metterlo alla fame.
Una massa di asini strapagati, parassiti privilegiati ben accomodati al potere, con poltrone inamovibili e di emolumenti miliardari a spese del contribuente, sta spaccando le ossa a uno studioso povero e precario, che solitario accampa il suo diritto di ricerca… il povero ingenuo crede di vivere in un regime di libertà e democrazia!

Ma non sono esattamente il tipo di scene che, come ci hanno raccontato ad nauseam, avvenivano nella Germania degli anni ’30. Allora vuol dire che non abbiamo imparato nulla dalle continue visite ad Auschwitz!!
Purchè ne sia data licenza dal potere, è sempre lo stesso tipo di persone ignobili che perpetrano le stesse ignobili persecuzioni su deboli che non possono difendersi.

Diceva Solgenitsin, in ogni momento storico c’è una quota di vili e di meschini, o di criminali assetati di sangue, su cui il Potere malvagio - qualunque sia - può contare per compiere atti ripugnanti: come delatori, aguzzini, kapò, linciatori, si offrono volontariamente. Non importa l’etichetta ideologica: ogni scusa è buona agli asini per scalciare, quando gli danno il permesso di farlo.

Oggi, i nazisti di questa generazione sono Alemanno, Frati, Croppi, Zingaretti e Marrazzo, il nano della FGCI; mentre l’ebreo, oggi, è Antonio Caracciolo. Del resto, la frase del rettore Frati contro Caracciolo rivela più di quanto l’asino capisca: «Vada a Dachau». Sì, a Dachau, a Dachau! Sbattiamoli tutti a Dachau, quelli che non si adeguano al pensiero conforme! Bello ed equo-eco-solidale…


DAL CORRISPONDENTE A GERUSALEMME - Quel che non fanno i turchi, lo fanno gli italiani. E i generali israeliani ringraziano: le manovre aeree congiunte Nato-Turchia-Israele che Ankara aveva cancellato dieci giorni fa (motivazione ufficiale: «Non possiamo prestare il nostro cielo a chi ha massacrato i palestinesi di Gaza») sono state ospitate la settimana scorsa in Sardegna. Prove di guerra: con la discrezione che si usa in queste circostanze, cinque F-15i, cinque F-16i, un Boeing 707 per il rifornimento e un Hercules con l' equipaggiamento tecnico sono arrivati da Tel Aviv alla base di Decimomannu e qui si sono esercitati in una «simulazione di combattimento a lungo raggio», che sarebbe poi la simulazione d' un attacco all' Iran. Non erano presenti altre aeronautiche oltre all' italiana, spiegano fonti militari israeliane. L' appoggio del governo italiano alle scelte militari del governo Netanyahu appare sempre più netto: prima con la rinuncia della nostra Aeronautica alle manovre delle polemiche in Turchia, in segno di solidarietà con gli esclusi; poi col voto all' Onu di venerdì scorso, uno dei pochi Paesi europei che hanno bocciato il Rapporto Goldstone e le accuse di crimini di guerra a Gaza.

Battistini Francesco Fonte > Corriere della Sera | 20 ottobre

Israele chiederà di modificare il diritto bellico internazionale Netanyahu sfida le Nazioni Unite.
TEL AVIV - Israele chiederà di modificare le leggi di guerra internazionali. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha incaricato ieri, martedì, il suo Governo di avviare un'iniziativa di questo tipo con il sostegno di altri Paesi.
La decisione è giunta a circa una settimana dall'approvazione da parte del Consiglio Onu per i diritti umani del rapporto Goldstone sull'operazione "Piombo Fuso" e nello stesso giorno in cui le Nazioni Unite hanno annunciato che il rapporto sarà discusso dall'Assemblea generale entro la fine dell'anno.

Il documento, che accusa Israele e Hamas di aver commesso crimini di guerra e contro l'umanità nei ventidue giorni di scontri a Gaza dalla fine del 2008, è stato duramente criticato dal Governo Netanyahu. Secondo il quotidiano "Yedioth Ahronot", il ministro della Difesa e vice premier, Ehud Barak, si è incontrato con i leader dei Paesi impegnati in Afghanistan e li ha trovati favorevoli a una modifica del diritto bellico.

"È nell'interesse di chiunque combatta il terrorismo - ha dichiarato Barak - modificare le leggi di guerra; dobbiamo sostenere le forze armate e dare loro libertà di azione". Fonte > L'Osservatore Romano
Avigdor Lieberman, il ministro degli Esteri razzista d’Israele, ha già cominciato la grande campagna di lobby. Ha scelto un bersaglio molle – Javier Solana, capo della politica estera della UE – e l’ha minacciato: Israele non può far progredire il processo di pace con i palestinesi finchè il rapporto Goldstone ha il sostegno internazionale.

«Ma di quale processo di pace stanno parlando? Non c’è nessun processo di pace. Il ministro degli Esteri non vuole nessuna pace»: così ha replicato Richard Goldstone, il giurista ebreo-sudafricano responsabile del Rapporto inviso ad Israele.
Verissimo: il ricatto è vuoto, dato che proprio Liebermnan ha dichiarato di non volere una sistemazione del problema palestinese.

Il fatto è che anche Goldstone, sionista appassionato, è esasperato dagli attacchi personali che riceve dalla lobby fanatica, dalle accuse di parzialità, e di essere un «ebreo che odia se stesso». E adesso, anche una parte degli ebrei americani, che si autonominano «J-street» (strada degli ebrei) sta criticando il comportamento israeliano, si rifiuta al richiamo alla disciplina etnica, ed espone una disillusione verso lo Stato sionista, mai prima espresso ad alta voce.
Il mutato atteggiamento si può spiegare solo così: a Washington c’è un altro padrone, con un programma che (anche se Obama non riesce ad imporlo) le diplomazie occidentali stanno sostenendo.
Alla fine, anche Obama cederà. Gli USA metteranno il veto al rapporto Goldstone al Consiglio di Sicurezza, ed eviteranno ai capi israeliani di essere trascinati al tribunale dell’Aja. Ma è chiaro che il mondo, finchè resta Obama, non accetterà una nuova operazione «Piombo Colato» a Gaza. Naturalmente il regime israeliano sta facendo un altro calcolo: che fra meno di quattro anni Obama non ci sarà più, perchè non sarà rieletto ad un secondo termine: la lobby sta lavorando senza scrupoli a questo fine.

lunedì 19 ottobre 2009

A proposito di Lodo Alfano ...

Per non dimenticare:
chi applaude per la cassazione del Lodo Alfano:
Santoro quando era a Bruxelles piangente ma (profumatamente compensato)
il 23 giugno 2005, faceva parte di quella larghissima maggioranza (403 favorevoli, 89 contrari e 92 astenuti) che fece approvare la nuova legge per l’euroimmunità. Era in buona compagnia, perché nessuno degli italiani a Bruxelles disse una parola contro il provvedimento. Anzi. Tutti d’accordo. Compresi esponenti della sinistra e dell’Italia dei valori, partiti che oggi gridano allo scandalo di fronte alla sospensione dei processi per le quattro massime cariche dello Stato e rabbrividiscono alla sola idea di riproporre una discussione sull’articolo 68 della SACRA Costituzione, quello che prevedeva in Italia fino al 1993 appunto l’immunità parlamentare.
Qualche nome noto? Gianni Pittella, plenipotenziario della campagna di Pierluigi Bersani nel Pd ed eletto a luglio vicepresidente del Parlamento di Bruxelles; l’altro dalemiano Mauro Zani; Giovanni Berlinguer, uno dei fratelli del leader Enrico e lui stesso tra i leader del «correntone»; Pasqualina Napoletano della sinistra Ds; Marta Vincenzi, due volte sindaco rosso di Genova; l’agguerrito Claudio Fava di Sinistra e Libertà e ancora l’ex sindacalista della Cgil Guido Sacconi.
Tra i contrari all’immunità parlamentare non figura neppure un nome italiano.
Tra quelli che sostennero l’euroimmunità, anche l’attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Giorgio Ruffolo, Demetrio Volcic, Renzo Imbeni. Per il gruppo dell’Italia dei valori votò per l’approvazione il filosofo Gianni Vattimo, (l’unico che riesce a pensarsi cattolico, comunista e gay…deve essere proprio un filosofo!)
L’allora presidente, dei parlamentari era Giuseppe Gargani che ricorda: “che tutti i parlamentari stranieri già godono nei loro Paesi della tutela dell’immunità per il loro ruolo. Così, l’introduzione dello scudo fu sposato anche dal Pse nella sua interezza. Per i socialisti europei, infatti, questa legge era definita fondamentale. E dovrebbe essere presa a modello in Italia, unico Paese a non prevedere questa protezione per i suoi parlamentari”

Chi spergiura:
Napolitano: «Già da ministro dell’Interno fui uomo delle istituzioni, non di parte».
È invece vero che quando sedeva al Viminale si rese protagonista di un’iniziativa clamorosa, (stigmatizzata dal centrodestra quanto sfruttata dalla criminalità organizzata) tesa a tagliare le gambe agli scomodi reparti speciali delle forze dell’ordine (Ros dei carabinieri, Scico della Guardia di finanza, Sco della polizia) con un apposito decreto ministeriale che porta in calce la sua firma.
Successe il finimondo con la direttiva che azzoppò definitivamente i reparti scelti che avevano indagato su Di Pietro e Pacini Battaglia, le coop rosse, i Ds, la Tav, che avevano arrestato Riina, che stavano puntando Provenzano e via discorrendo. Che strano.
I vertici dei reparti vennero via via rimossi. Inascoltate, protestarono le rappresentanze di base. Alcuni magistrati alzarono la voce contro quel decreto che di fatto rendeva inoperativi i reparti con una scelta d’imperio mirata a togliere la centralità decisionale ai reparti delle tre forze dell’ordine attuando la «frammentazione» degli stessi, ridotti così a meri centri di analisi, raccordo informativo e supporto tecnico, senza più nessun raccordo operativo con le direzioni centrali né uno straccio di coordinamento per la lotta alla mafia, al terrorismo, alla corruzione.
Lo «Scico», tornò a essere quello che era stato in passato il «Ccaico» (centro coordinamento attività investigativa sulla criminalità organizzata) il primo servizio centrale investigativo sulla criminalità organizzata che di fatto fallì perché impegnato in soli compiti di coordinamento informativo.
A dimostrazione dei danni fatti dal decreto Napolitano, il comando generale della Guardia di finanza dovette prendere atto, il 4 febbraio 1999, che a seguito della pesantissima ristrutturazione l’attività di contrasto alle mafie aveva subito una «notevole diminuzione». Il capo dello Scico (contro il quale Antonio Di Pietro scrisse una lettera aperta indirizzandola al ministero delle Finanze parlando di «oscure minacce») venne sollevato dall’incarico e spedito a Torino. Idem per il colonnello e il capitano del Gico di Palermo, rimossi entrambi quand’avevano trovato la preziosissima traccia investigativa dell’«insufficienza renale»» di Bernardo Provenzano, la stessa che solo otto anni più tardi porterà all’arresto del boss. I carabinieri riuscirono ad aggirare in parte la tagliola ministeriale inventandosi una sorta di «dipendenza funzionale» con la casa-madre del Ros, lo Sco si ridimensionò a vantaggio delle Squadre Mobili mentre lo Scico di fatto venne ammazzato dall’allora comandante generale, Rolando Mosca Moschini, che oggi vediamo (anche ai funerali) sempre un passo indietro al presidente Giorgio Napolitano quale consigliere militare. Nel 1998 il Viminale di Napolitano sciorinò numeri improbabili sulla lotta alla criminalità per tentare di arginare le polemiche. Ma la verità raccontata in imbarazzanti interpellanze fu che numerose e importanti indagini, alcune di rilevantissimo spessore, vennero abbandonate, spezzettate, diluite e disperse in più procure.
Il decreto Napolitano fu la pietra tombale sull’operatività dei reparti scelti.
L’allora superprocuratore antimafia, Pierluigi Vigna, se la prese addirittura con Massimo D’Alema che s’era permesso di parlare di potenziamento (sic!) dei reparti operativi e non di ridimensionamento: «No, non è così. Vi è stato un calo sensibilissimo nelle indagini», tuonò. Per Vigna la carenza nella lotta alla grande criminalità veniva aggravata proprio da quella circolare che indebolì il Ros e lo Scico in quanto «non potendo più contare su una direzione centralizzata» erano di fatto «legati alle iniziative delle singole procure». Sempre Vigna sostenne che la circolare ministeriale aveva addirittura violato l’articolo 371bis del codice di procedura penale poiché, come atto amministrativo, non poteva assolutamente modificare una norma di legge. Vi era un problema di legittimità grande come una casa: «Con un decreto - aggiunse - non si può cambiare una legge che ha una forza superiore a un decreto ministeriale». Napolitano riuscì nell’impresa.
E quei colleghi parlamentari già sotto inchiesta tirarono tutti un sospiro di sollievo.
Super partes!!!


il popolo Glbt !!!???

Chi sono? Da dove vengono?...sono già tra di noi e non lo sapevamo!
Sono semplicemente : gay, lesbiche, bisessuali, transessuali.
Già nel 2007, l’Italia ha ricevuto dal Parlamento europeo una lettera d’ingiunzione relativa ai problemi concernenti il mancato rispetto delle disposizioni sovranazionali che vietano ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale.
La discriminazione contro il popolo Glbt in Italia per qualcuno ecologicamente corretto c’è, ed è evidente nella società e nel diritto: se non si pone un immediato rimedio, la storia ci giudicherà allo stesso modo dei persecutori dei neri e degli ebrei. Ma ddeche?? Qualcuno ha sentito/visto discriminazioni di questi poveri emarginati che troviamo in tutte le salse, in parlamento, tv, radio, spettacoli, carta stampata, tanto che si disse che era meglio fingersi gay per assicurarsi la pagnotta!!
Solo in Italia sono quasi sei milioni…qualcuno dice 18…
In Francia, sono avanti, addirittura il ministro della Cultura Frederic Mitterand è un gay dichiarato, al centro di una polemica per una sua autobiografia pubblicata nel 2005, (che tempismo nello scandalo )in cui confessava di aver pagato per fare sesso con dei ragazzi in Thailandia.
“Il rito del mercato dei giovani, il mercato degli schiavi mi eccitava enormemente” è un passaggio dell'autobiografia, intitolata ''La Mauvaise Vie'' (la vita cattiva). ”L'abbondanza di ragazzini bellissimi e subito disponibili me li faceva desiderare”. Letteratura da spazzatura, “Porco, malato ma coi soldi” era un titolo più consono, ma vuoi mettere il richiamo “intellettuale” di “la mouvaise vie!. Ci si fa un film. Si indice un dibattito e tutto ad un tratto essere eterosessuali è vietato perché non c’è poesia, non c’è arte. Dagli europoidi non eletti ci si può aspettare di tutto.
Il porco scrive “Un desiderio non scalfito dalla consapevolezza dei “sordidi dettagli di questo traffico” di giovane carne umana”. Mitterrand, che ha 62 anni, si è difeso dicendo di non essere un pedofilo e di aver usato il termine «ragazzini» in senso lato. L'entourage del Presidente, Nicolas Sarkozy, lo difende da chi ne chiede le dimissioni….cosa direbbe un De Gaulle?
Ovviamente la scorsa settimana Mitterand aveva preso le difese del regista Roman Polanski… se non ci si da una mano fra maiali!
l’ebreo Svizzero CARLO DE BENEDETTI
Il Corriere della Sera del 15 febbraio 1992, …. Franco Marini ministro del Lavoro annunciava trionfalmente che gli esuberi Olivetti sarebbero stati «appena 1.700 anziché 2.200» e che in mille sarebbero stati «assunti dalla Pubblica amministrazione». È stato «l’unico caso», scrive un imprenditore in cui lo Stato «ha assorbito esuberi da un’azienda privata».
Si ricorda il De Benedetti che «va in televisione dopo essere stato arrestato, dichiara spontaneamente di aver truffato lo Stato per salvare l’azienda» e poi viene «rimesso in libertà senza che nessuno abbia istruito un processo». Era il 17 maggio 1993, Repubblica titolò «De Benedetti confessa: Anch’io pagavo tangenti - drammatico memoriale consegnato nelle mani dei magistrati». E due giorni dopo l’Ingegnere ripetè: «Se dovessi rifare tutto di nuovo, lo rifarei: pagherei le tangenti...». LIBERO!!! Questa si che è avere la schiena dritta. Si spaventano i magistrati, e non ti processano più..
«Lavoro alla Sorgenia spa dal 2001 - scrive un quarantenne M.M. - da quando cioè la legge Bersani liberalizzò l’energia. E da allora quanti finanziamenti...>>

Dove va il risparmio?
Lo stato dei mercati finanziari e delle sottostanti economie? Confrontando i dati passati con quelli attuali, nemmeno una delle grandi difficoltà che attanagliano il mondo finanziario è cambiata. I sostegni che i vari governi e le Banche Centrali avevano elargito al sistema bancario mondiale erano solo dei sostegni perché il sistema non implodesse immediatamente, ma erano, solo dei sostegni. Questo significa che tutto l’impianto strutturale era ed è quanto mai fragile.
Anche il G20 non ha detto molto: nuova regolamentazione dei mercati finanziari, che resta una risposta abbastanza marginale nella soluzione di questa crisi. La dichiarazione finale congiunta, peraltro già concordata da mesi, non dà soluzioni pratiche ma enunciazioni di principio che poi dovranno essere messe in atto non si sa con quali tempi…dall’inizio della crisi ripetono che ci vogliono regole nuove ma intanto non ne dicono una! La Tobin tax? Facile e sicura, ma non si vara,
mentre le centinaia di migliaia di nuovi disoccupati USA, europei e del resto del mondo, vorrebbero sapere, perché da questa semplice tassazione si estrarrebbero denari utili…. i governi come provvederanno alle loro necessità nei prossimi mesi?

La “nuova”soluzione di creare nuova moneta virtuale per il Fondo Monetario Internazionale che tanto entusiasmo ha suscitato nelle Borse di tutto il mondo, è la solita goccia nell’oceano se rivolta al salvataggio di banche e di istituzioni finanziarie più o meno amiche. Se è vero (documento riservato della Commissione Europea pubblicato dal Telegraph nel febbraio 2009), che i soli debiti dell’Est Europa verso l’Europa Occidentale ammontano a 25.000 miliardi di dollari, a cosa servono 1,1 miliardi di dollari dati al FMI per aiutare i Paesi Emergenti?

Certamente fanno molto più effetto sulla pubblica opinione le dichiarazioni roboanti nel voler distruggere i paradisi fiscali e punire i banchieri (che sono coloro che hanno foraggiato la classe politica in tutto il mondo) togliendo loro i futuri bonus. Ma i paradisi fiscali e i banchieri avidi non sarebbero esistiti se i politici di tutto il mondo negli ultimi venti anni non avessero sistematicamente distrutto tutte le regole ed i principi che già erano in atto per un buon funzionamento dei mercati.

Ecco che allora trovare un capro espiatorio e fare la figura dei salvatori è la via più comoda per mantenere il consenso. Purtroppo una notizia è stata ampiamente sottaciuta, se non nascosta. Negli stessi giorni in cui così tanto si parlava del G20 e dei suoi «epocali» cambiamenti («un Nuovo Ordine Mondiale» l’ha definito Gordon Brown), l’autorità di controllo americana che stabilisce le regole di contabilità ha dovuto, su pressione del Congresso, allentare i vincoli nella valutazione della qualità di alcuni cosiddetti titoli tossici in possesso delle banche.
Come dire: ti lascio la discrezionalità di metter nel tuo bilancio il valore che tu ritieni più opportuno in questo momento. Tradotto in parole povere: se hai delle perdite non farle vedere, almeno finchè ci riesci. Alla faccia della trasparenza dei mercati e delle liste di Paesi canaglia in campo finanziario! Ecco i luoghi comuni dei “Draghi” pensieri
il mercato borsistico anticipa sempre la ripresa economica di circa sei mesi. Bene. Una disoccupazione che sta crescendo a ritmi dell’1% al mese e che arriverà oltre il 10% si riassorbirà da qui a sei mesi?

b) Un crollo del commercio mondiale nell’ordine dell’80/90% si riassorbirà in sei mesi?

c) I prezzi delle case in America, che hanno scatenato tutto questo disastro, riacquisteranno il loro valore, riguadagnando circa il 35% fra sei mesi?

d) Quanti soldi saranno ancora in grado di mettere sul piatto i Paesi ricchi per fronteggiare la crisi e soprattutto a chi li chiederanno?

A questo punto sorge spontanea un’altra domanda: chi sono coloro che con le loro dichiarazioni vogliono farci credere che la crisi è ormai finita comprando massicciamente in Borsa? E soprattutto perché ce lo vogliono far credere? Probabilmente perché si possa continuare a fare il gioco dello spennare il pollo attratto dal guadagno facile e veloce.
I vari DRAGHI non festeggiano il reale successo dell’evento, ma solo lo scampato pericolo che il meeting fallisse platealmente.
Un’altra spiegazione è di ordine psicologico: è nella natura dell’uomo non sopportare troppo a lungo le situazioni di disagio e quindi ogni tanto è opportuno far finta che vada tutto bene per allentare la tensione. Infatti sentire la Marcegaglia o Draghi, proclamare a gran voce che la crisi e la recessione sono finite e che, a parte qualche temporaneo scossone, non c’è quasi più nulla da temere…solleva un po’ il morale. Questo tipo di affermazioni hanno buon gioco nel convincere il pubblico perché si basano su una tecnica comunicativa nota, che è quella del sollievo psicologico, mentre per confutarla, o almeno per riuscire a dire come stiano realmente le cose, bisogna addentrarsi in complessi argomenti tecnici, che danno invece un quadro decisamente diverso da questo ottimismo a buon mercato. Argomenti tecnici che non sono facilmente e rapidamente comprensibili da parte del pubblico e, molto probabilmente, neanche da parte di molti dei politici che fanno questi proclami.

Ogni analisi razionale ed ortodossa porta a concludere tutto, meno che a giustificare una crescita degli indici di borsa del 50% da marzo ad oggi.
- Sull’affermazione che dice «la ripresa è cominciata»: quella che gli ottimisti chiamano ripresa in realtà è solo una fase in cui le cose peggiorano solo più lentamente o, come dice Trichet, vanno meglio di quanto previsto: l’economia a livello globale continua quindi a contrarsi, ma più lentamente di prima. Com’è che allora le Borse si entusiasmano così tanto?
E’ la saga dei risultati al di sopra delle attese che ha contribuito a gonfiare gli indici di Borsa in questi mesi. In realtà l’unica operazione fatta è stata quella di creare una nuova bolla nel mercato finanziario che prima o poi qualcuno (i contribuenti) dovrà pagare.

Un’altra operazione ben costruita è quella che riguarda i dati sulla disoccupazione: le statistiche dicono che sta calando. Qui gli elementi del trucco sono due: il primo è che dalle statistiche escono coloro che hanno finito il periodo di sussidio che è di 26 settimane, abbiano o non abbiano trovato un nuovo lavoro. Il secondo trucco (come sopra) è che la disoccupazione aumenta ad un ritmo più lento rispetto a sei mesi fa, ma non che si sta riprendendo ad assumere lavoratori. Potremo casomai dire ad un certo punto che la situazione sarà stabilizzata, ma a quale livello? E a che prezzo?
E della «ripresa» del mercato immobiliare? : - Continua a crescere il tasso di insolvenza sui mutui casa negli USA. Secondo le dichiarazioni rese al Congresso degli Stati Uniti da Michael Barr vice-ministro del Tesoro USA, sono previsti milioni di pignoramenti di case e in Cina si sta preparando un’altra bolla immobiliare.
Si dirà : «Ma questo riguarda l’America e la Cina, non l’Italia». Certo, ma non scordiamoci che il collegamento tra le economie è molto stretto ed è come un elastico. La grande difficoltà in queste economie non possono non riflettersi anche sulla nostra. La nostra Borsa verrà trascinata al ribasso in caso di forti ribassi delle altre due. Un altro fattore sottaciuto dai vari governi è che non sembra affatto che i sistemi bancari mondiali siano ancora in grado di camminare sulle proprie gambe e potrebbero essere necessari nuovi e massicci interventi della mano pubblica per mantenerli in vita. Inoltre il debito pubblico viene assorbito in maniera artificiale dalle Banche Centrali allo scopo di mantenere bassi i tassi di interesse. Se poi fosse vero che la crescita dell’economia cinese viaggia ad un tasso di crescita dell’8%, non si capisce perché il presidente Wen Jabao abbia sentito la necessità l’11 settembre di dichiarare che debbano essere ancora mantenuti gli straordinari stimoli all’economia.
Morale: il destino dei mercati è ancora in discesa.

PRIMA DEL GULAG EUROPEO ATTRAVERSIAMO LO STIGE ITALIANO

SIAMO in una melma che è già dittatura non è un rischio da sventare, ma una realtà già concreta e presente. Già applica sopra ciascuno di noi i suoi esproprii, i suoi soprusi e il suo terrorismo collettivo. Cacciare Berlusconi, strappargli «le sue televisioni», ridurlo a chiedere l’elemosina davanti alle chiese, non basterebbe a liberarcene. Il nemico è onnipresente e multiforme.
L’Italia ha creato – ed accetta e applaude – la dittatura di nuovo tipo, che richiede una diagnosi un po’ più sofisticata di quella neanderthaliana di Di Pietro & Co, che evocano «il fascismo».
La dittatura sotto cui languiamo non ha un tallone, ma ne ha miriadi. La novità del nuovo secolo è la dittatura diffusa, corpuscolare. Perciò più asfissiante; non c’è spazio pubblico, e nemmeno intimo e privato, che sfugga al suo potere multiforme.

Denunciare la Casta, le angherie da omissione o le persecuzioni attive delle burocrazie pubbliche inadempienti nei suoi numerosissimi livelli, non basta più a descrivere il fenomeno. Non basta più segnalare che uno o tutti gli ordini del potere pubblico – esecutivo, legislativo, giudizario – travalicano i loro poteri legittimi; qui, ormai, qualunque gruppuscolo e libera associazione fa altrettanto.

Non sono solo «le procure», o «Bankitalia», o il terribile «TAR del Lazio», ad arrogarsi compiti che spettano al governo, espropriandolo, occupandole le prerogative e le responsabilità, o annullandone i poteri. E’ un segno della dittatura nuova il fatto che Mario Draghi, invece di occuparsi della sorveglianza delle banche (che non può fare, essendo le banche private azioniste di Bankitalia) inviti a tagliare le pensioni (altrui, non le sue e dei suoi fastosi funzionari), venga applaudito anzichè invitato a tacere dai «liberi giornalai italioti».

Ma fosse solo Bankitalia, il fatto è che a governare – o a legiferare / pontificare – di fatto, e più che possono, sono la Conferenza Episcopale, il Consiglio Superiore della Magistratura, Radio Radicale, i sindacati, le soprintendenze, i consorzi montani, qualunque organo immaginabile. Ciascuna di queste istituzioni o associazioni esercita la sua parte di dittatura diffusa: ossia non si limita ad esercitare i suoi compiti, ma esercita – o prova ad esercitare, o almeno a impedire e condizionare – quelli di altri organi. Chi ha visto “Report” sui regolamenti dell’edilizia in Italia si è fatto un’idea…spendi 1000 euro per alzare un muro in casa, ma 5000 euro di bolli carte e onorari per essere “in regola” con comune provincia regione…
Qui, basta essere un gruppo qualunque, anche momentaneo, per arraffare una fetta di potere indebito. Non è necessario essere «governatore di Bankitalia» con un milione e passa di euro di stipendio; basta essere, poniamo, «insegnante», «bidello», e persino «precario», purchè organizzato, per poter esercitare poteri indebiti e pretenderne di illegittimi.
Facciamo l’esempio del corpo sociale potentissimo chiamato «comici televisivi»: possono pronunciare, in prima serata, pesantissimi doppi sensi sessuali da avanspettacolo (che ti avrebbero fatto espellere da un’osteria di paese solo qualche anno addietro), ma non oggi. Se sei un «comico televisivo», potrai inoltre pronunciare calunnie e diffamazioni che, da isolato cittadino, ti porterebbero dritto a una condanna penale per direttissima. Loro possono in nome della “libertà” esercitare liberamente – solo al contrario – i compiti educativi e pedagogici di cui hanno espropriato maestri e genitori, i quali ripetono invano ai bambini che «certe cose non si dicono». Provate a protestare per queste innominabili volgarità: tutti i corpi sociali si leveranno contro di voi, in nome della «libertà d’opinione», o peggio di «espressione», ossia il diritto alla volgarità…salvo appuntarlo a un esasperato Berlusconi…così non si dice, così è volgare…

Come sempre in ogni dittatura, sono «le masse» a difendere gli abusi di potere del dittatore, ad invocarli. Avviene lo stesso al Dittatore Diffuso, corpuscolare e collettivo. La sua forza, è la debolezza del popolo su cui domina. Debolezza mentale, in questo caso.
Il corpo noto come «omosessuali» può pretendere una legge contro la «omofobia», ossia la punizione di un’opinione: qui, la libertà di pensiero non si applica più. Gli «zingari» come corpo organizzato possono darsi il diritto di non pagare il biglietto del tram, e se commettono un omicidio, godono di un trattamento di favore che è negato ad altre categorie: il papà musulmano che ha ucciso la figlia perchè svergognava la famiglia ha preso 30 anni senza alcuno sconto, lo zingaro stupratore omicida – categoria protetta – gli arresti domiciliari. La magistratura mostra così il suo potere d’arbitrio: la legge, nelle sue mani, non è uguale per tutti.
E che dire della casta chiamata «RAI»? ora il canone si chiama «tassa di possesso» E’ un inghippo disonesto da bassa dittatura libica. Oltretutto, il canone rinominato «tassa di possesso» svincola la RAI da ogni obbligo di prestazione decente. Perchè non subiamo una tassa di possesso sulla lavatrice e il frigorifero? Perchè i «fabbricanti di elettrodomestici» non sono per il momento una casta organizzata, con agganci in Parlamento! ! Invece la lobby delle officine auto per la manutenzione obbligatoria (per il nostro bene) biennale, o quelli che manutengono le nostre caldaie obbligatoriamente (per il nostro bene)…ci sono riusciti… Le centrali del latte sono state privatizzate, e così non devono più assicurare il latte, nè sottoporsi a controlli pubblici, ma solo «fare profitto»: come tutte le municipalizzate di servizio, sono diventate autonome, ossia possono assumere i raccomandati senza concorso.
Gli «autonomi» dei centro sociali occupano le case altrui. Per gli uffici fiscali, i contribuenti sono per principio evasori da perseguire. Autonomia, ecco il nome della dittatura diffusa.

lunedì 12 ottobre 2009

Nobel ..Obama ricevi Il Dalai Lama..

IL PRENOBEL

Il Nobel che gli è stato dato è giudicato prematuro? Forse, invece, è arrivato troppo tardi…
Obama sarà probabilmente uno dei pochi presidenti non riconfermati per un altro quadriennio;
e sarà fortunato se nel 2012, quando toccherà a lui esporsi al voto, sarà ancora vivo.

I signori del comitato norvegese, premiando Obama per le sue pie intenzioni, hanno dato un segnale in questo senso. Un segnale che voleva essere forte.
I personaggi che ne vengono investiti ricevono una specie di aureola di santità laica (magari massonica), almeno agli occhi dei media; non è sempre un male, quando questi personaggi necessitano di una forza aggiuntiva (come Arafat-Rabin. El Baradei e l’ex presidente Carter), di una sorta di intoccabilità, venerabile nel nome del politicamente corretto.

Non si dimentichi che durante l’aggressione israeliana a Gaza, hanno operato lì due rispettati medici norvegesi, il dottor Mads Gilbert e il dottor Erik Fosse: che per dieci giorni si sono trovati ad amputare decine di arti suppuranti senza ferite da shrapnel, perchè colpiti da bombe a particelle inerziali, visto morire sotto i loro ferri donne incinte e bambini ustionati dal fosforo bianco, operato giorno e notte con metodi eroici due feriti gravi per volta nella stessa sala operatoria, mentre altri 80 agonizzavano nei corridoi inondati di sangue.

Questi due medici, al ritorno ad Oslo, sono ovviamente comparsi in decine di interviste nei giornali e nelle TV locali e scandinave; delle atrocità israeliane, norvegesi e svedesi sono molto meglio informati delle opinioni pubbliche europee, e quindi molto più indignati. Loro sono in generale gente colta che parla inglese, gli scandinavi sanno anche meglio di noi delle difficoltà in cui si dibatte Obama, il presidente che in qualche modo ha promesso un cambiamento della linea americana sul Medio Oriente. La Norvegia (5 milioni di abitanti) ha voluto aiutarlo con il solo mezzo che ha.

Ma, a giudicare i commenti in USA e in Europa, la buona intenzione è fallita. La gravità della crisi americana - morale e intellettuale, oltrechè economica - è abissale. Obama non ha fatto niente, e appare indeciso a tutto; ma non può fare altro. E’ letteralmente paralizzato dalla situazione interna.

Per riformare il sistema, Obama dovrebbe scontrarsi contemporaneamente con la lobby israeliana, con il sistema militare-industriale, con la speculazione di Wall Street e i suoi banchieri d’affari colpevoli della immane truffa finanziaria e del collasso economico, e tuttavia riempiti di bonus scremati dal denaro pubblico.
Bisogna rendersi conto che queste non sono solo tre lobby strapotenti: queste tre forze «sono» l’America. Al di fuori di esse, non c’è - nella società organizzata - null’altro.

Su quale lobby potrebbe appoggiarsi Obama? Le due più numerose e influenti sono la lobby dei pensionati e quella del «diritto di portare armi da fuoco», che in realtà non hanno nulla da dire in politica estera e in economia, e gli sono ostili. La galassia dei cristiani rinati, i 70 milioni di americani che hanno votato Bush e approvato le sue guerre perchè vi hanno visto l’avvicinarsi dei «tempi ultimi», detestano Obama perchè è liberal sull’aborto, no di certo.

La sola forza che ha sostenuto Obama è quella «democratica»: effettivamente è stato votato da una maggioranza ragguardevole, stufa della guerra e ostile a Wall Street. Nelle due camere, ha una maggioranza schiacciante. Ma ce l’ha ancora?
I senatori e i deputati democratici eletti con lui, che dovrebbero sostenerlo però sono terrorizzati.
Fra un anno, novembre 2010, dovranno affrontare le elezioni di mezzo termine, e vedono davanti lo spettro della bocciatura elettorale: la lobby è quella che gestisce i voti che contano, e soprattutto convoglia o nega i fondi elettorali. E – in mezzo ad una campagna forsennata di odio e disprezzo antiObama – sta facendo mancare quei fondi.

Il vicepresidente Joe Biden sta compiendo giri in lungo e in largo per gli Stati Uniti per rastrellare denaro, e non pare che abbia alcun successo. I senatori e i deputati democratici, sottoposti a pressioni e minacce della lobby, oltrechè da sempre in mano a Wall Street e ai grandi complessi industriali e militari, premono a loro volta su Obama perchè attenui la sua politica – quella politica che non ha attuato- ma la cui sola enunciazione gli ha coalizzato contro quelle forze.

L’opinione pubblica liberal o pacifista, inasprita dalla disoccupazione, dall’iniquità sociale crescente, e dall’indecisione del presidente, è stata in qualche modo la prima a deridere Obama e ad abbandonarlo: basta vedere i blog progressisti. Ciò che rimproverano ad Obama è giusto: non ha sconfessato Bush, ne prosegue le politiche; ha dato altri fondi agli speculatori che invece doveva far arrestare non ha denunciato la menzogna dell’11 settembre. Ma in un’America dove già scoppiano rivolte che evocano la guerra civile (i «Tea Parties», a ricordo della grande rivolta fiscale anti-britannica che portò all’indipendenza americana) ogni gesto in questo senso – ammesso che Obama avesse l’audacia di compierlo, cosa da escludere visto che è una creatura del Council on Foreign Relations – non farebbe che precipitare la spaccatura del Paese.

Il fatto è che il blocco elettorale pro-Obama non è affatto un blocco; la «sinistra liberal » è divisa, mentre le forze contrarie sono organizzatissime, hanno denaro, usano metodi sperimentati da un secolo, hanno accesso diretto e dietro le quinte presso gli attori politici.
Inoltre, la mentalità americana è contro di lui. Per descrivere l’umore dominante, basta dire che Obama è accusato di essere «socialista», anzi di voler fare degli Stati Uniti «uno Stato marxista».

John Perry, un opinionista che scrive su Newsmax ha avuto il coraggio di auspicare in un suo articolo un colpo di Stato militare per «risolvere il problema Obama». Ovviamente «senza spargimento di sangue». Credete che non possano farlo? Tutto si può in America quando si hanno dalla propria parte le tre lobby suddette. I media a loro disposizione faranno passare questi eventi come una «vittoria del liberismo»; E’ un buco nero mentale collettivo da cui – grazie alla crisi – può, in ogni momento, esplodere qualche evento brutale e catastrofico. Forse non solo per l’America.

Ecco cosa scrivono in america a proposito del Nobel a Obama…
Obama : un criminale di guerra degno di un Oscar, non di un premio Nobel
In un mondo nel quale vengono ricompensati dei criminali di guerra come Tony Blair mentre quelli che si oppongono ai criminali di guerra, come il lanciatore di scarpe iracheno Muntdhar al-Zeidi vengono imprigionati e torturati, non desta la minima sorpresa che un altro criminale di guerra - Barack H. Obama - sia ricompensato, per il suo stoico servizio prestato alla mattanza imperiale, con il Premio Nobel per la Pace.

L'uomo che ha amabilmente promesso un "change" [ cambiamento ] rispetto alle guerre illegali del regime Bush ed un ritorno al predominio della diplomazia sulla belligeranza nella gestione dell'Iran. ha perpetuato le guerre illegali in Afghanistan ed Iraq espandendone contemporaneamente un'altra in Pakistan e diventando belligerante nei confronti dell'Iran.

Nella testa di chi un tale comportamento costituisce un passo verso la pace ?

Obama non ha fatto nulla per smantellare la proliferante rete di ben oltre 700 basi militari USA sparse per il mondo.

Invece di giungere ad un accordo con l'Iran sul loro piano di energia nucleare, Obama ha allegramente letto dal suo fedele gobbo televisivo ed ha snocciolato la truffa secondo la quale l'impianto nucleare di Qom era un diabolico segreto che gli Iraniani avevano tenuto nascosto all'America come parte di una agenda segreta volta a costruire armi nucleari. In realtà, l'Iran aveva seguito precise linee guida messe a punto dall'AIEA sulla tempistica relativa alla comunicazione da dare circa nuovi impianti, linee guida che gli USA conoscevano già da anni.

La falsa propaganda di Obama nell'esprimere la sua sorpresa alla 'scoperta' del nuovo impianto è stata degna di un Oscar, ma non del Premio Nobel per la Pace, dato che la truffa ha aumentato la plausibilità di sanzioni contro l'Iran, sanzioni che potrebbero solo accelerare la strada che porta alla guerra.

Recitando disciplinatamente la sua parte in questo imbroglio inventato, Obama stava imitando le tattiche usate da George W. Bush per vendere l'attacco all'Iraq.

Come scritto da Paul Craig Roberts : " Accusando l'Iran di aver un segreto " programma per armi nucleari " e chiedendo che l'Iran "faccia chiarezza" sulla non esistenza di un tale programma, ed aggiungendo che non ha intenzione di portare un attacco militare all'Iran, Obama ha imitato quell'uso discreditato che il regime di Bush fece delle "armi di distruzione di massa" irachene - peraltro inesistenti - inventate per metter su l'invasione dell'Iraq. "

Il fatto che Obama si sia messo lui per primo nel ruolo del falco guerrafondaio nell'intento di propagandare la belligeranza verso l'Iran, discredita completamente l'affermazione del presidente del Premio Nobel - Thorbjoern Jagland - secondo la quale Obama : " Ha avuto un ruolo chiave per importanti iniziative dell'ONU per il disarmo nucleare e per la messa a punto di una nuova agenda per il mondo musulmano e le relazioni est-ovest. "

Le doti di recitazione di Obama - davanti ad un gobbo tv - e la sua viscida retorica sulla pace e la diplomazia potrebbero apparire a prima vista valide, ma la realtà circa quello che di fatto sta facendo per portare avanti i piani del PNAC per una guerra infinita evidenzia perchè il premio per la Pace sia solo un gioco malato.

Se davvero Obama voleva portare la pace nel mondo, come mai le sue prime nomine sono state principalmente di falchi della guerra neo-liberal, falchi che avevano un passato di sostenitori dell'avventurismo guerrafondaio ?

Se Obama è un simile gigantesco pacifista, allora perchè ha di già inviato altre 21.000 truppe in Afghanistan, con minimo altre decine di migliaia pronte a seguire ?

Se Obama progetta di tirar via le truppe USA dall'Iraq e di portare la pace nell'area, allora perchè ha fatto retromarcia sulle sue promesse ed ha garantito che decine di migliaia di soldati resteranno nel paese?

Se Obama è così meritevole che gli venga riconosciuto il suo impegno per la pace, perchè ha allora intensificato gli attacchi di droni - tipici dell'era Bush - su Afghanistan e Pakistan, attacchi che hanno ucciso e ferito innumerevoli civili innocenti ?

Se Obama è così interessato a promuovere la pace, allora perchè protegge dall'incriminazione dei criminali di guerra che hanno violato la Convenzione di Ginevra ?

Al di là dei vuoti luoghi comuni forniti dai suoi amici snob elitari, la vera cosa tragicomica su Obama che riceve il premio è stata illustrata da un paio di persone che i media allineati non hanno osato citare.

Issam al-Khazsraji - un lavoratore giornaliero a Bagdad, ha detto alla Reuters : " Quello non si merita il premio. Tutti questi problemi - Iraq, Afghanistan - non sono stati risolti... L'uomo del 'cambiamento' non ha ancora cambiato niente.

" Liaqat Baluch, un leader anziano del partito conservatore religioso Jamaat-e-Islami, in Pakistan, ha definito il premio uno 'scherzo' imbarazzante. "

" Portando avanti i suoi piani per la prosecuzione della guerra, Obama porterà a termine il lavoro di Bush e della sua cricca militare, " così lo scrittore Chris Floyd che prosegue : " [ nel farlo manda ] un fiume apparentemente senza fine di militari americani a morire - e, in un numero ancor maggiore, ad uccidere - con una azione criminale che ha aiutato il nostro paese a far bancarotta mentre spediva per il mondo ondate violente di instabilità ed estremismo. Così riempirà ancora di più la cloaca della corruzione e dei profittatori di guerra, benchè abbia già raggiunto proporzioni sorprendenti, di portata storica. "

Floyd riassume perfettamente il perchè il Premio Nobel per la Pace ad Obama sia una disgustosa farsa ed un insulto per quelli che veramente, al mondo, lottano per la pace, ed è una ulteriore testimonianza che il Premio Nobel per la Pace sia l'espressione di un gregge di elitari leccaculo che si conferiscono premi l'un l'altro così da potersi mostrare al pubblico come salvatori globali mentre in realtà sono essenzialmente un crocchio di bugiardi e di artisti della menzogna e della mistificazione.

Paul Joseph Watson

Fonte > Prison Planet.com | 9 Ottobre

venerdì 9 ottobre 2009

DARWIN disse ..

Gentile Professoressa ……..
bentrovata per un nuovo inizio d’anno scolastico.
Con il mese di settembre, riprendono le pubblicazioni mensili della rivista di didattica della storia “Per la Storia Mail”, dopo la pausa estiva.
Abbiamo voluto dedicare questo numero 24/2009 alla figura del grande naturalista inglese Charles Darwin nel 200° anniversario della nascita e a 150 anni dalla pubblicazione dell’Origine delle specie, un’opera che ha segnato la scienza, la filosofia, la storia, non meno delle mentalità e delle visioni del mondo. Può scaricarla cliccando al link http://www.pbmstoria.it/rivista/24_set_09.pdf
Per informazioni, eventuali esigenze o per inviarci materiali e proposte di pubblicazione, suggerimenti e riflessioni è attivo l’indirizzo info@brunomondadoristoria.it
Augurandole buona lettura e buona ripresa, la saluto cordialmente.
Cristina Rolfini
per la redazione di “Per la Storia Mail”

Storia e scienza Darwin200 Ind
iPercorsi didattici fra storia e attualità
Darwin sui giornali. Critica e celebrazioni, a cura di Vittorio Caporrella
Lezione d’autore
Cinque grandi enigmi e il corallo della vita, testo di Emanuele Serrelli
Storia in corso
I nemici di Darwin, a cura di Marco Fossati
Dossier didattici
Sei tracce tematiche con documenti e parole chiave sulla teoria dell’evoluzione, a cura di Giuseppe Barreca
Risorse on line
Darwin sul web, a cura di Lino Valentini
Pensate che questi percorsi tra storia e attualità e lezioni d’autore, siano casuali perché è un anniversario…perché Darwin …..è Darwin no? E’ dato per acquisito, lo si conosce senza neanche averlo letto…ma è Importante perché ci ha detto che noi siamo il frutto di una mutazione genetica che ci ha trasformato da scimmie in uomini, laddove si evince che sono i più forti ha sopravvivere e a continuare la specie….questo è più o meno quel che si dice fra il popolino. Ma basta ed è quello che le elite vogliono che si sappia. E’ tutto così semplice….che quasi quasi quando ce la dicono (la teoria) la sappiamo senza averla mai studiata. C’è stato un ignoto meccanismo moltiplicatore che però ha funzionato…lo sappiamo “senza saperlo”! Perché ? Ma perché ce lo ripetono da sempre, Hollywood ci fa i soldi senza dimenticare di catechizzarci con le sue idee…che oplà sono nostre senza che ce ne accorgiamo. Ci saranno maestri ignoranti che ce lo ripeteranno fin dall’asilo…e vai con i dinosauri e tutto il contorno di storie e fumetti e fumogeni….il risultato? Screditare la religione cristiana! Perché se siamo stati amebe, girini, serpenti, scimmie e infine uomini, Dio non si è scomodato a Crearci! C’è l’evoluzione! Quindi Dio non esiste!! Infatti ce lo hanno ripetuto così tante volte e in salse diverse che siamo arrivati a tollerare anche i manifesti murali che lo dichiarano.
Pensate che ripetere falsità sia indifferente per la nostra mente? E per la società? È davvero in gioco solo l’idea che ci si “evolve” e che l’acuto Darwin scevro da altri propositi abbia solamente carpito un senso alla natura…
Molti credono che Darwin abbia maturato la sua teoria evoluzionista durante il viaggio intorno al mondo che gli consentì di prendere cognizione di molte specie fino ad allora poco studiate.
In realtà, non fu da quel viaggio che il naturalista inglese desunse le sue teorie ma dalla lettura del «Saggio sulla Popolazione» con cui Malthus ha creduto di dimostrare la non proporzionalità tra la crescita della popolazione e quella delle risorse necessarie alla vita. ( Si noti che il razzismo nasce in ambito anglosassone. Malthus e Darwin, insieme a Chamberlain, inglese naturalizzato tedesco al cui capezzale Hitler si recò a rendere omaggio, ne sono stati gli alfieri «scientifici». Nel suo «Descent of Man», 1871, Darwin scriveva: «Tra tutti gli uomini ci deve essere lotta aperta (…). Tra qualche tempo a venire, non molto lontano se misurato nei secoli, è quasi certo che le razze umane più civili stermineranno e sostituiranno in tutto il mondo quelle selvagge».
Si noti che nell’odierno ecologismo, impregnato di una evidente religiosità panteista e neopagana, che vuole l’uomo come il «malvagio» saccheggiatore globale delle risorse ambientali, si ritrovano posizioni maltusiane, laddove, contrariamente al comando biblico «crescete e moltiplicatevi», si denuncia come ecologicamente criminale lo sviluppo demografico dell’umanità. Lucifero per ingannare utilizza sempre il gioco degli specchi, ossia la dialettica dei contrari orizzontali (cosa del tutto diversa dall’«et-et» verticale della visione cattolica del reale), all’opposto dell’ecologismo neopagano si trova l’altro, complementare, errore, quello dell’orgoglio faustiano, della volontà di potenza tecnologica, che spinge l’uomo a sognare, con l’eugenetica e la manipolazione genetica, di creare la vita in provetta. Espressione anche questa, diversa, prometeica, ma strettamente connessa con il pauperismo ecologista.
Ancor oggi le teorie maltusiane sono la base giustificativa, presuntivamente «scientifica», delle politiche ONU finalizzate al controllo demografico mediante la diffusione, su scala mondiale, dei sistemi contraccettivi non naturali e dell’aborto. Questo carattere «cataro», ossia contrario alla vita, segnala l’origine gnostica delle teorie di Malthus, dal momento che è tipicamente gnostico, dunque luciferino, odiare la carne, la vita, perché essa imprigionerebbe nella sofferenza della materia la scintilla spirituale, dal cattivo demiurgo «creatore» strappata allo spirito cosmico ed indifferenziato ed al quale deve essere restituita, innanzitutto impedendo il perpetuarsi delle nascite, della vita. Nella visione maltusiana, il creato è malvagio, cattivo, foriero di sofferenza. Perciò non essendoci, in un mondo così cattivo, sufficiente alimento per tutti, Malthus proponeva la castrazione dei poveri e delle «razze inferiori» affinché solo le classi e le razze superiori potessero vivere e garantire la sopravvivenza della «migliore» umanità ….infatti ecco come i “MIGLIORI” dell’umanità trattano i loro simili, per il loro bene ovviamente!
“Nei primi anni ‘90, l’OMS lanciò una campagna di vaccinazione di massa contro il tetano in vari Paesi (fra cui Messico, Nicaragua, Filippine) dedicato soltanto alle donne fra i 15 e i 45 anni. il cattolico Comitato per la Vita (Comitè Pro Vida) messicano, nell’ottobre 1994 riuscì a procurarsi alcune fiale del vaccino anti-tetano, e lo fece analizzare in laboratori biochimici. Questi appurarono che in diverse fiale era presente gonadotropina corionica umana (hCG), l’ormone naturale femminile essenziale per mantenere la gravidanza. Il fatto è che, introdotta la hCG nell’organismo insieme a un germe attenuato del tetano, la reazione immunitaria che si scatena forma anticorpi non solo contro il tetano, ma anche contro lo hCG. Gli anticorpi anti-hCG rendono ovviamente incapace l’organismo femminile di portare a termine la gravidanza. Di fatto, il vaccino iniettava un anti-concezionale.
L’organizzazione Human Life International, avvertita del fatto dai Pro Vita messicani, chiese alle sue organizzazioni affiliate (in 60 Paesi) se erano in grado di confermare il dato sospetto. Dalle Filippine (dove già 3,4 milioni di donne erano state vaccinate) e dal Nicaragua giunsero le conferme. Apparentemente, il programma era in corso anche in Nigeria e Tanzania: anche lì, la speciale antitetanica veniva somministrata solo a donne in età fertile.
Gli esperti dello Human Life International, allora, cominciarono a spulciare la letteratura scientifica sull’argomento: e scoprirono che da almeno vent’anni l’OMS, attraverso ricercatori collegati, stava cercando di creare un vaccino anti-fertilità (così fondamentale per la salute della popolazione??) utilizzando un «toxoide del tetano» come veicolo. Inoltre, si scoprì che i vaccini usati (tre diversi preparati, di tre ditte diverse) non avevano la licenza per essere commercializzati o somministrati nelle Filippine. L’autorità preposta, il filippino Bureau of Food and Drug, si giustificò dicendo che le tre ditte «non avevano chiesto la registrazione» dei loro preparati. Si trattava di due aziende canadesi, Connaught Laboratories Ltd. e Intervex, e una australiana, la CSL Laboratories. «Aziende note e stimate», si affrettò a testimoniare a loro favore l’OMS. Una di queste, la Connaught, era divenuta nota negli anni ‘80 in quanto distribuiva plasma sanguigno contaminato dal virus dell’AIDS.
Il programma era stato iniziato dall’OMS nel 1972, e nel ‘93 aveva già speso 365 milioni di dollari in questi esperimenti che - nella lingua di legno massonica - si chiamavano «ricerche sulla salute riproduttiva». I fondi venivano dalla Banca Mondiale, dall’ONU, dalla Rockefeller Foundation, da un buon numero di università specie scandinave, dai governi britannico e tedesco…
Qualcuno ricorda questo scandalo?? No? È il segnale che l’evoluzione esiste. E’ stato fatto per il nostro bene!

Alla radice della formazione culturale, pre-scientifica di Darwin, insieme a Malthus troviamo poi il liberalismo di John Locke ed il liberismo di Adam Smith, che postulavano la concorrenza economica come il vero motore del mercato.

Da qui, dall’idea della naturale scarsità alimentare e dell’individualismo egoistico, il passaggio alla teoria darwiniana della lotta per la sopravvivenza per la selezione del migliore, del più adatto alla vita, è estremamente facile.

Nel 1858 (lo stesso anno delle apparizioni di Nostra Signora a Lourdes, apparizioni che hanno rappresentato la smentita celeste del razionalismo positivista), quando Darwin non aveva ancora pubblicato la sua opera sull’origine della specie, gli giunse una lettera da un collega, Alfred Russel Wallace, a sua volta di idee maltusiane, nella quale il mittente metteva il destinatario a parte di certe idee «trasformiste» da lui maturate, affinché Darwin ne facesse partecipe il geologo Lyell con cui egli era in stretti rapporti. Lyell è il padre della attuale scala divisionaria delle ere geologiche che sono state da lui classificate sulla base dei fossili rinvenuti da Darwin che dal canto suo classificava i suoi fossili sulla base della divisione che Lyell andava facendo degli strati geologici: un bell’esempio di «infallibile» metodo scientifico!

Alla lettura di quella lettera Darwin cadde nella disperazione. Qualcuno, prima di lui, aveva «realizzato» la sua stessa teoria. Ne parlò con Lyell e con Hooker, un altro «sponsor» delle sue idee.
I due erano, intorno alla metà del XIX secolo, i più potenti cattedratici inglesi, con vasta notorietà internazionale. Da una loro decisione dipendeva il successo o la damnatio di qualsiasi giovane scienziato dell’epoca. Ora, sia Lyell che Hooker avevano un’ossessione:
dimostrare scientificamente l’ateismo. Il giovane Charles Darwin, nipote del meno noto nonno Erasmus, anch’egli naturalista di idee «trasformiste», era diventato il loro pupillo per l’impresa «scientifica» che avevano come obiettivo.

Lyell ed Hooker fecero in modo, con l’assenso dell’ingenuo Wallace, che il lavoro di quest’ultimo fosse presentato alla Società Linneana. Chissà perché tale presentazione non suscitò particolare clamore né interesse nella comunità scientifica dell’epoca. Quando invece, qualche anno dopo, apparve «The Origin of Species by means of Natural Selection or the preservation of favoured races in the struggle for life» by Charles Darwin, il clamore ci fu, eccome! Esplose immediatamente e globalmente il caso: finalmente la scienza aveva dimostrato l’origine naturalistica della vita e dell’uomo e l’oscurantismo religioso era stato definitivamente battuto. L’enorme successo editoriale dell’opera di Darwin era stato evidentemente e chiaramente preparato da una operazione di marketing che aveva seminato gli opportuni «spiriti dell’aria», gli adeguati «état d’ésprit», per facilitarne la notorietà.

«La presentazione del… contributo (di Wallace) alla Società Linneana - scrive Sermonti ( Giuseppe Sermonti «Darwin e la gnosi») -non suscitò alcun speciale interesse nel pubblico, e c‘è da pensare che ‘non dovesse’ suscitarlo, perché non era venuto il momento e la nuova teoria doveva avere la firma di Darwin»

Questo carattere gnostico diventa evidente quando, dal problema dell’origine della specie, Darwin passa all’origine dell’uomo.
Non si pensi, ingenuamente, che Darwin assuma l’origine «scimmiesca» dell’uomo come un dato acquisito da un’obiettiva osservazione scientifica, sperimentalmente provata. Non si pensi neanche che nell’affermare la discendenza dell’uomo e della scimmia da un comune antenato meno evoluto, e dunque più simile alla scimmia che all’uomo, Darwin volesse soltanto adempiere ai voti ateistici dei suoi mentori Lyell e Hooker.
Il fatto è che per Darwin l’origine dell’uomo «doveva» essere necessariamente brutale ed animalesca. L’uomo «doveva», nella prospettiva pseudo-religiosa di Darwin, scaturire dal «male», da un mondo malvagio che, lungi dal conoscere in natura anche la cooperazione e la solidarietà intraspecifica ed a volte interspecifica, seleziona spietatamente i più adatti alla vita.
La stessa visione negativa dell’uomo di cui si appropria Sigmund Freud. Il quale attinse molto da Darwin soprattutto per quanto riguarda gli «istinti primordiali» del sesso e dell’aggressività che egli colloca, nelle tenebre dell’inconscio, come eredità dell’origine bruta dell’uomo. L’uomo solo in un momento successivo avrebbe sviluppato un «ego» razionalizzante tra l’altro in continuo conflitto con l’inconscio mai del tutto debellato.
Da questo assunto Freud, ebreo, desumeva che la fede nel Dio biblico altro non sarebbe che una nevrosi universale, la quale, nell’illusione di calmierare gli «istinti primordiali», produrrebbe turbe psichiche che soltanto la «psicoanalisi» saprebbe risolvere, mediante la liberazione dell’inconscio. Ora, a giudicare dal fallimento della psicoanalisi, anche come terapia, fallimento ormai ammesso dagli stessi psicoanalisti, si può ben comprendere quanto sia valida la psicoanalisi come chiave ermeneutica del reale. In realtà, nel freudismo si rivela lo stesso determinismo che è del darwinismo e che fu di Lutero («la natura umana come peccato invincibile». Determinismo riproposto da certo biologismo, quello che neo-darwinianamente pontifica di «gene egoista» e che viene, con i nostri soldi di contribuenti, propagandato, attraverso la RAI, da Piero Angela, per sostenere l’inevitabilità dei comportamenti aberranti, in specie di quelli sessuali ad iniziare dall’adulterio che sarebbe benefico al miglioramento della specie. Biologismo che, non deluso dal fallimento delle teorie lombrosiane del XIX secolo, ripropone anche oggi, in altre forme in apparenza inedite ma in realtà essenzialmente eguali, la totale riduzione dell’uomo alla chimica del DNA. E questo proprio mentre molti scienziati hanno iniziato ad ammettere che nei geni non si trova né il segreto della vita né la radice della persona umana.

L’origine bestiale dell’uomo offriva a Darwin la metafora zoologica, l’imitazione naturalistica, del dogma del peccato originale. Nella «Genesi secondo Darwin», la scimmia, peccatrice, viene cacciata dalla foresta, che sarebbe l’equivalente dell’Eden, per affrontare la savana, l’equivalente della biblica «terra arida», sottoponendosi al duro lavoro, alle sofferenze del parto, fino ad elevarsi gradualmente, in una sorta di auto-redenzione, all’umanità.

Si noti che dove nel Genesi biblico il peccato causa la perdita dell’innocenza e della santità originali, in Darwin esso è invece il presupposto, il motore, dell’evoluzione. Dal peccato, per Darwin, ha origine la salvezza. Anzi, il peccato è la salvezza perché senza di esso la scimmia non sarebbe mai diventata uomo. Ritorna, in questo, l’antico tema gnostico del «peccato salutare», della salvezza che si lucrerebbe attraverso il peccato anziché attraverso la sua redentiva espiazione.

«Il senso del peccato originale - ha scritto un cugino di Darwin, lo statistico Francis Galton - non dimostrerebbe… che l’uomo sia decaduto da una condizione superiore, ma piuttosto che gli uomini possano raggiungere la posizione di membri liberi di una società intelligente»

Non a caso, Darwin ebbe a commentare così la sua «scoperta»: «Origine dell’uomo ora dimostrata. La metafisica deve fiorire. L’origine della nostra specie è la causa delle nostre passioni malvagie! Il Diavolo sotto forma di Babbuino. è nostro nonno!».
La metafisica è quella parte della filosofia che si occupa degli enti secondo una prospettiva che aspira ad essere la più ampia e universale possibile (quindi anche a prescindere dal loro aspetto sensibile), a differenza della fisica e delle scienze particolari che generalmente[1] si occupano dei singoli aspetti della realtà empirica, secondo punti di vista e metodologie particolari.
Nel tentativo di andare oltre gli elementi instabili, mutevoli, e accidentali dei fenomeni, la metafisica concentra la propria attenzione su ciò che ritiene essere eterno, stabile, necessario, con l'intento di riuscire a cogliere le strutture fondamentali dell'essere. All'ambito della ricerca metafisica tradizionale appartengono problemi quali la questione dell'esistenza di Dio, dell'immortalità dell'anima, dell'essere "in sé" (ciò che Kant chiama noumeno, in opposizione al fenomeno), la questione dell'origine e del senso del cosmo, nonché la questione della relazione fra l'(eventuale) Essere trascendente e l'ente materiale immanente (differenza ontologica).
La «metafisica» darwiniana pone tutta la malvagità, tutto il male, alle origini del mondo, nella bestialità che lo permeerebbe. Si tratta di una riproposizione, sotto apparente forma scientifica, dell’antica gnosi spuria per la quale il mondo, la creazione, è pura malvagità posta in atto per imprigionare le scintille che, a causa della sua frammentazione, cadono dall’indifferenziato pleroma primordiale. Per Darwin il Diavolo è all’origine del mondo.

Ora, una tale visione negativa dell’essere dovrebbe accompagnarsi con una concezione regressiva del tempo e della storia. In effetti, nelle correnti di «destra» (Evola, Guénon), della gnosi spuria così è: la storia concepita ciclicamente è il decadere del tempo e dell’umanità da un’età aurea sempre più in basso verso l’età oscura, per poi riprendere il ciclo dall’inizio in un perpetuo eterno ritorno.
Invece, sovente, e forse è la modalità più diffusa, la visione negativa della gnosi si accompagna ad una concezione antropologica ottimista e ad una concezione progressista della storia. Come se quest’ultima fosse l’altra faccia, quella ottimistica, della stessa medaglia gnostica.
E’ questo ad esempio il caso delle teosofie ottocentesche, come quella di madame Blawatsky, che si nutrivano di una spiritualità intrisa, ad un tempo, di negazione, simil-induista e simil-buddista, della bontà dell’essere e di evoluzionismo progressista (il kiplingheriano«fardello dell’uomo bianco»).

Tali teosofie per questo loro carattere anti-ontologico e progressista sono state l’anima del fabianesimo socialista e, al tempo stesso, la punta di diamante delle politiche coloniali inglesi. Del resto anche la versione regressista di «destra» può essere letta in chiave progressista se si guarda non tanto all’età dell’oro perduta ma a quella che si presume essere all’orizzonte della storia avvenire. Ecco perché il cerchio gnostico tra destra e sinistra, regressismo e progressismo, finisce inevitabilmente per chiudersi ed un movimento di «destra magica ed esoterica» come il nazismo poté avere anche avanzati aspetti di progresso sociale e tecnologico o un movimento materialista come il comunismo poté avere retroterra teosofici che derivavano dalle logge egalitarie francesi, come quella del Babeuf, o aspetti panteistici, come quello del «cosmismo» sovietico diretto retaggio dell’idealismo tedesco.
Il Fabianesimo, detto anche Fabianismo, è un movimento politico e sociale britannico alla fine del XIX secolo e facente capo alla Fabian Society. Questa associazione fu istituita a Londra nel 1883 e si proponeva come scopo istituzionale l'elevazione delle classi lavoratrici per renderle idonee ad assumere il controllo dei mezzi di produzione. Prese tale nome in quanto si avvalse sempre di una tattica gradualistica e temporeggiatrice che ricordava, sotto alcuni aspetti, la politica di Quinto Fabio Massimo il Temporeggiatore, che nella lotta contro Annibale e i suoi cartaginesi si avvalse di una strategia attendista di lento logoramento. Il fabianesimo difatti, crede nella graduale evoluzione della società, tramite riforme incipienti che portino gradualmente al socialismo, a differenza del marxismo che predica un cambiamento rivoluzionario.
Nel 1889 furono pubblicati i "Saggi Fabiani", contenenti il programma della Fabian Society. Nell' incipit vi stava il motto « il fabianesimo si nutre di capitalismo, e il suo escremento è il comunismo »
Tra i più eminenti membri della Fabian Society vi sono gli scrittori George Bernard Shaw, Leonard Woolf e sua moglie Virginia Woolf; l'anarchica Charlotte Wilson, la femminista Emmeline Pankhurst, il sessuologo Havelock Ellis, lo scrittore H. G. Wells, il militante Edward Carpenter, la scrittrice Annie Besant, il fisico Oliver Joseph Lodge, il politico Ramsay MacDonald. I fondatori sono stati Sidney Webb e sua moglie Beatrice Webb.
Il fabianesimo era caratterizzato principalmente dal pragmatismo, rifiutava le idee utopiche. Il loro socialismo non è stato un movimento rivoluzionario, ma finalizzato allo sviluppo e all'evoluzione in senso socialista delle istituzioni esistenti.
Il fabianesimo erano in favore di un'alternativa alla proprietà dei mezzi di produzione per porre fine al disordine economico e gli abusi provocati dal capitalismo. Essi hanno inoltre voluto l'estensione delle cure sanitarie e istruzione gratuita per tutti i cittadini, come pure una normativa dettagliata delle condizioni di lavoro per porre fine alla piaga dello sfruttamento dei bambini e degli incidenti.
La Fabian Society è stata una componente essenziale nella creazione del partito laburista, fondato nel 1906, e che nel 1922 è diventato la seconda forza politica del paese, battendo i liberali. Il legame tra la Fabian Society e il partito laburista è stato in piedi durante la prima metà del XX secolo. In realtà, la maggior parte dei ministri del Lavoro che si sono accavallati nei successivi governi erano o erano stati membri della Fabian Society.
Il declino della Fabian Society è iniziato a metà degli anni '30, motivato da una serie di fattori che includono le diverse posizioni per quanto riguarda l'esperienza dell'Unione Sovietica, e in secondo luogo, la perdita di influenza nel partito laburista, spiazzata da elementi provenienti dal sindacalismo e dalla classe operaia. In secondo luogo il tradimento di molti suoi militanti verso il British Union of Fascists di Oswald Mosley (anche lui ex-fabianista). Tuttavia, la Fabian Society ha continuato la sua attività fino ad oggi, anche se senza il suo antico rilievo.
Ma in realtà la Fabian Society si riconosce aver conseguito la maggior parte dei suoi obiettivi, dal momento che molte delle riforme proposte sono state attuate durante e dopo la Grande Depressione. L'emergere del Welfare state deve molto agli sforzi e al lavoro intellettuale della Fabian Society.
In Italia Benito Mussolini prese in parte a modello il fabianesimo per il suo governo, e sempre sul fabianesimo fu in seguito preso spunto per il progetto fascista della socializzazione dell'economia elaborato da Nicola Bombacci, questo perché il sistema fascista si dimostrava perdente nella sua conduzione economica.
Attualmente la Società ha vissuto una rinascita, con una adesione che è andata aumentando dal 1997. Nel parlamento britannico per il primo decennio del XXI secolo vi sono più membri del partito laburista che appartengano alla Fabian Society che deputati conservatori e Liberali e liberali democratici insieme
Anche nel caso di Darwin, la visione negativa dell’essere si sposa con un ottimismo storicistico che pone alla fine del processo evolutivo la sopravvivenza della «migliore» umanità, che, se per il naturalista inglese si identificava nella «buona società» dell’Inghilterra manchesteriana, per due suoi ferventi estimatori, Marx ed Engels, si identificava invece nel mondo nuovo della futura società socialista compiuta. L’uomo socialista per Marx ed Engels sarebbe stato incomparabilmente superiore all’uomo attuale e talmente progredito da invertire anche il corso dei fiumi e dei venti.

Per Darwin l’uomo inizialmente gravato da istinti bestiali e deficienze intellettuali sarebbe giunto, selezionando gli individui migliori, ad un livello tale di potenza da potersi affrancare totalmente dalla natura stessa. Ed anche in questo riappare l’antico delirio gnostico che vuole l’iniziato capace di «creare» il suo mondo o di «cambiarlo» a proprio piacimento.
L’importante, sia che si faccia riferimento al regressismo che al progressismo, è che venga del tutto negata ogni dipendenza dell’uomo dal Dio trascendente, dalla Sua Grazia. L’uomo che ha origine dalla bestia, dalla malvagità che fonda il mondo, l’uomo pertanto chiuso alla Grazia, è l’uomo che evolutosi si fabbrica da sé, ottimisticamente, il proprio mondo, a propria immagine e somiglianza, questo sì «buono» perché nell’evoluzione l’uomo acquisisce il meglio di sé. L’uomo darwiniano, che non ha bisogno di dipendere da alcun Dio, altro non è che l’uomo gnostico.

Da un essere malvagio, bestiale, emergerebbe gradualmente l’uomo moderno attraverso l’emancipazione dell’animalesco primordiale, che sottrae a Dio l’Origine dell’umanità.

«Quest’uomo gnostico - scrive Sermonti - , razionalizzante, deve solo fuggire se stesso e la natura, rifugiarsi in tutto ciò che è artefatto e innaturale. E’ in quanto cade. Quando egli avrà costruito il faustiano ‘Homunculus’ nella provetta, solo allora avrà conclusa la sua caduta e avrà iniziato una generazione di robot, che ha rescisso il suo cordone ombelicale con l’origine bruta, inaugurando una stirpe di esseri fatti di sola ragione meccanica»
Dalla scimmia al robot, il ciclo del darwinismo si chiude facendo trapelare il volto dell’Anti-Pseudo-Cristo raffigurato dal Signorelli nella Cattedrale di Orvieto. In quell’affresco, l’Anticristo è colto durante la sua predicazione con fattezze somatiche inquietantemente simili a quelle di Cristo, ma torbide, oscure, impressionanti e però ambiguamente seducenti. Dietro di lui, Satana, del quale secondo la Rivelazione, egli è «strumento», a suggerirgli come ingannare gli uomini. Davanti a lui una folla, eterogenea per ceto e dignità, sedotta dalle sue parole. In lontananza si scorgono nell’atto di essere martirizzati coloro che non si sono lasciati sedurre dalla sua predicazione. Un suadente ingannatore piuttosto che un fragoroso oppositore.
Una tradizione che si appoggia sull’altra per la quale Satana è la «scimmia di Dio», «simius Dei», in quanto imita il Signore per essere adorato al suo posto.
Così ogniqualvolta nella storia delle idee ci troviamo di fronte, e succede spesso per non dire sempre, alla riproposizione della Rivelazione ma in forma traslata dal Trascendente all’immanente, intendendo per immanente non solo le posizioni materialiste, ormai fuori moda, ma anche quelle spiritualiste o, come si dice oggi, «oliste», in ogni caso moniste o panteiste, vuol dire che siamo incappati nella «scimmia di Dio». Questo i cristiani lo sanno?

Coloro che ancora credono alla «scientificità» della scienza, come se essa fosse neutra e immune da inferenze meta-scientifiche, possono togliersi ogni illusione. Non solo perché la scienza post-moderna ha finalmente riconosciuto il carattere soltanto probabilistico, e dunque non più infallibile, del proprio statuto. Ma anche perché nessuno scienziato, di qualsiasi disciplina, parte da una totale assenza di opzioni originarie.
Sappiamo che l’uomo è per natura un essere religioso. Lo diceva un tempo Sant’Agostino, lo ha ripetuto più di recente un Mircea Eliade. L’ateismo non esiste. L’ateo è solo colui che esclude il Dio trascendente perché, più o meno consapevolmente, adora un «dio immanente», sia esso la Natura, la Materia, il Cosmo, l’Idea, la Ragione, il Tutto, il Nulla. O ancora, sul piano della filosofia politica, lo Stato, la Nazione, La Razza, la Classe, il Mercato.
Mircea Eliade (Bucarest, 13 marzo 1907 – Chicago, 22 aprile 1986) è stato uno scrittore e storico delle religioni rumeno,. Uomo di cultura vastissima e di straordinaria erudizione, grande viaggiatore, parlava e scriveva correntemente otto lingue: rumeno, francese, tedesco, italiano, inglese, ebraico, persiano e sanscrito.
Che, dunque, sia materialista o sia invece spiritualista, che creda all’eternità della materia o invece allo spirito cosmico che anima il mondo, l’ateo si rivela alla fine come un perfetto gnostico.
La scienza oggi ci informa del fatto che l’universo non è eterno ma ha avuto un inizio, circa 13 o 13,5 miliardi di anni fa. Non di più, perché prima del Big Bang non esisteva nulla, non certamente lo spazio ma neanche il tempo. Spazio e tempo nascono contemporaneamente all’universo primigenio. Detto in altri termini, la scelta è tra la tradizione gnostica, presente in varie forme presso tutte le culture extrabibliche, a tutte le latitudini, o la Rivelazione cristiana.
Gnosticismo"dottrina della salvezza tramite la conoscenza". Mentre il giudaismo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza attraverso l'osservanza delle 613 mitzvòt e il cristianesimo sostiene che l'anima raggiunge la salvezza attraverso la fede, le opere e la Grazia, per lo gnosticismo la salvezza dell'anima può derivare soltanto dal possesso di una conoscenza quasi intuitiva dei misteri dell'universo e dal possesso di formule magiche indicative di quella conoscenza. Gli gnostici erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano.
Una definizione più completa di gnosticismo potrebbe essere: "nome collettivo indicante un gran numero di sette panteistico - idealistiche fortemente diverse tra loro che sorsero da poco prima dell'Era cristiana al V secolo e che, prendendo in prestito la fraseologia ed alcuni dei dogmi delle principali religioni contemporanee, specialmente del cristianesimo, sostenevano che la materia fosse un deterioramento dello spirito e l'intero universo una depravazione della Divinità, ed insegnavano che il fine ultimo di ogni essere era il superamento della bassezza della materia ed il ritorno allo spirito Genitore, tale ritorno, sostenevano, era stato facilitato dall'apparizione di alcuni Salvatori inviati da Dio."
Per quanto insoddisfacente possa sembrare questa definizione, l'oscurità, la molteplicità, e la confusione dei sistemi gnostici permette difficilmente di formularne un'altra.
Tratto comune per molte correnti gnostiche è la distinzione che essi operavano tra il vero Dio inconoscibile e il Dio ebraico Yahweh (anche noto come Yaldabaoth, Samael, e Demiurgo), fondamentalmente dipinto come malvagio, cosicché disprezzavano le sue leggi e l'universo materiale da lui creato per imprigionare le anime degli uomini.
Lo schema scientifico che descrive oggi la nascita del cosmo è, molto sinteticamente, il seguente: 13 miliardi di anni fa il Big Bang; le prime forme di vita unicellulari appaiono circa tre miliardi di anni fa; la vita complessa vegetale e animale circa mezzo miliardo di anni fa; la vita intelligente, l’uomo, non più di centomila anni fa. Come poi il pur darwinista Gould ha rilevato, pare che le forme vitali compaiono e scompaiono all’improvviso nel corso delle ere geologiche (intendendosi per «improvvisamente» spazi di poche decine di migliaia di anni su scale temporali che come si è detto devono essere calcolate in miliardi di anni e che, d’altro canto, nonostante queste lunghezze sono insufficienti, come hanno rilevato altri scienziati, affinché il mero caso possa selezionare forme vitali sempre più perfette. In tal senso ad ostare è il calcolo delle probabilità, per il quale, affinché il casualismo darwiniano possa ritenersi fondato, sarebbe necessario un universo molto vecchio, perlomeno di 300 miliardi di anni: invece, come si è visto, l’universo è al contrario molto «giovane»).

La vita, in forma unicellulare, compare all’improvviso nel Cambriano, nel quale si assiste ad una vera e propria «esplosione» di forme viventi senza che esse possano dirsi evoluzione di alcuna precedente, tra l’altro inesistente, forma vitale. Né tali prime forme unicellulari di vita possono ritenersi l’«assemblaggio», più o meno casuale, di molecole pre-organiche, perché queste ultime non solo sono coeve ai primi batteri ma, in ciascuna epoca e dunque anche oggi, restano tali, ossia meri composti chimici, per tutto il tempo di convivenza con le più complesse forme vitali e non tendono affatto a trasformarsi gradualmente nella vita unicellulare o pluricellulare. Sembra piuttosto che le molecole pre-organiche siano il prodotto del disfacimento di precedenti forme vitali più complesse, unicellulari o pluricellulari. In ogni caso, pur ammettendo la precedenza di tali molecole, sembra che per il passaggio «ontologico», dalle prime molecole pre-organiche alle prime cellule, già di per sé estremamente complesse, sia stato necessario un «salto improvviso e discontinuo». Dal momento che questa per «salti improvvisi» sembra essere la modalità che si è ripetuta ad ogni passaggio, dall’unicellulare al pluricellulare, al vegetale, all’animale, Gould ha ipotizzato l’«evoluzione per salti», mettendo da parte il gradualismo casualista darwiniano.

Quel che sembra tuttavia ormai certo è che, nel passaggio da un’era all’altra, le forme vitali scompaiono e compaiono repentinamente e senza agganci con le forme precedenti. Quasi, si potrebbe dire, che la storia del cosmo e della vita sia l’attuarsi sul piano immanente di un «Progetto», di un «Archetipo».
Jérôme Lejeune ha notato che le due storie, quella biblica e quella scientifica, non sono affatto in contrasto: il primo capitolo del Genesi «è - dice Lejeune - il primo libro evolutivo, perché evidenzia le tappe della creazione. Sarebbe a dire che la Bibbia, in uno scorcio assolutamente sfolgorante, enumera esseri viventi secondo l’ordine in cui li ritroviamo negli strati geologici»…e Darwin non diventa che il nome di un clown nel circo mediatico che da molto tempo sta cercando di assoggettare il mondo.

Jérôme Jean Louis Marie Lejeune (Montrouge, 26 giugno 1926 – Parigi, 3 aprile 1994) era un pediatra e genetista cattolico francese, la sua notorietà è dovuta al fatto di aver scoperto che un anomalia genetica è collegata ad una disabilità mentale, nello specifico scoprì a 32 anni, la causa della Sindrome di Down. Successivamente, con i suoi collaboratori, scopre che il meccanismo di molte altre malattie cromosomiche e apre così la via alla citogenetica ed alla genetica moderna. Il 25 aprile 2007 è iniziata la causa di canonizzazione ed è stato nominato Servo di Dio.