martedì 22 luglio 2008

Continua il " Bollettino di Guerra ??? "

Bambina picchiata dal padre sull'altare della Patria .....

Del Turco in galera.....

Anniversario del G8 del 2001 genova .....

Sbarchi......

Musulmani in Preghiera.... dove ?....

Bossi e il suo dito medio.

La lega e le loro... " cloache "...

La schedatura dei Rom... e dei bimbi.....

E ci stupiamo che il Mondo ci ride dietro !

Ma di economia, politica e nuove regole per far funzionare quel poco di buono che è rimasto... ma quando si affronteranno con SERIETA' questi IMPORTANTISSIMI TEMI.

Meglio i miracoli finti del Finto san silvio.... e così i giornali sono pieni e gli occhi e le orecchie piene di cazzate.

Votate e meditate no votate e scordateVi.
Popolo bue che non siamo altro.... ce lo MERITIAMO

venerdì 18 luglio 2008

Il 1929 è alle porte in Italia.... ma nessuno ne parla....

I BOT USA rendono il 2,5%, contro il 4,5% di quelli europei: chi li acquista, li acquista solo finchè ritiene che gli USA siano ancora la più grande e solida economia mondiale. Illusione difficile da mantenere, di questi tempi. Di mondiale, gli USA hanno il debito.
Fannie Mae e Freddie Mac», due agenzie la cui insolvenza sta portando al disastro finale il sistema americano. La prima fu creata nel 1938, nel pieno della Grande Depressione, come strumento del New Deal del presidente Roosevelt. Lo scopo: fornire mutui a basso tasso onde consentire agli americani di acquistarsi la casa e così rimettere in moto una ripresa economica trainata dall’edilizia, potente motore perchè a sua volta trascina un grande indotto (mobili, cemento, legname, ceramiche eccetera). Freddie Mac fu creato nel 1970 con lo stesso scopo.
Il guaio è che le due istituzioni non sono statali: lo impedì, l’ideologia vigente, che restava liberista assoluta, pur nella Depressione.
Il trucco fu di chiamare Fannie (come poi Freddie) «imprese private» sì, ma «sponsorizzate dal governo»: sottintendendo che magari, in caso di guai, il governo sarebbe intervenuto a salvare le due agenzie. Forse sì forse no. La cosa fu lasciata volutamente nel vago. Del resto non c’è stato mai bisogno di mettere alla prova quella mezza promessa. Fino ad oggi.

Oggi nè Fannie nè Freddie hanno alcuna colpa nel disastro finanziario dei mutui. Circa 1,5 trilioni di dollari di obbligazioni Freddie e Fannie sono oggi in mano a stranieri, privati e (più spesso) Stati, fondi sovrani. Non si sa fino a quando durerà la pazienza di questi Stati sovrani esteri nel sopportare il deprezzamento del dollaro e le perdite che subiscono sui loro investimenti in USA.
Ma le due istituzioni sono troppo grosse anche per essere salvate. Insieme, Fannie e Freddie possiedono o garantiscono la metà dei mutui in essere negli USA, ossia 6 trilioni (6 mila miliardi) di dollari. Tanto per capire cosa significa questa cifra: 12 trilioni è il prodotto interno lordo dell’intera Unione Europea. Dunque Fannie e Freddie «pesano» quanto la metà del pil di 27 Paesi ricchi del primo mondo, tre volte il PIL della Germania.
La Federal Reserve, già dissanguata dai salvataggi delle banche private e speculative,(??) deve accollarsi anche questo peso titanico. Che finirà, prima o poi, direttamente o no, per pesare sui contribuenti USA, già al lumicino, e su di noi proni a questo carrozzone di massoni che è l’europa.
E’ la fine del liberismo ideologico. Bernanke ha abbandonato il dogma - lasciar fallire le banche, nelle mani del «mercato» - e attua pesantissimi interventi pubblici nell’economia: ma solo per salvare gli speculatori che si sono rovinati coi loro azzardi. A spese del contribuente, che i giocatori d’azzardo hanno ridotto alle corde. Le banche in fallimento sono nazionalizzate di fatto.
Al dunque, questo equivoco si è ridotto al solito vecchio trucco capitalista: privatizzazione dei profitti, socializzazione delle perdite…
Come mai gli illuminati giornalisti-sindacalisti-grillisti-di pietristi-guzzantisti-intellettualisti-Pdiisti- italiani, democratici e antifascisti in servizio permanente effettivo, attenti alle “ingiustizie” di una pulce come Berlusconi, e a far battute (??) triviali, non pongono domande anche al nostro sistema bancario italiota e/o europiteco ? come mai non si incatenano in piazza? come mai si spinge sempre la piazza verso “obbiettivi” ridicoli…
Questa crisi USA pesa e peserà anche sulle nostre tasche. E non è possibile sentire sempre la stessa messa dei cretini di regime, che è colpa del petrolio che cresce (per noi con l’euro forte, ci costa meno di 10 anni fa!!!) anche da noi la bolla speculativa mondiale ci costringerà a un inedito ’29 italiano.
Cosa possiamo fare se le banche hanno drenato capitali dal risparmio familiare e dalla produzione per gettarli nella finanza?
Se il sistema bancario/finanziario ha indebitato all’osso famiglie e imprese (sicchè hanno smesso di produrre reddito per le banche),??
Se le banche hanno escogitato «l’economia della bolletta» per succhiare altro denaro: rincarando le spese «incomprimibili» per le famiglie… ci si mise pure il compagno VISCO*** con la scusa della “tracciabilità” bisognava avere un conto bancario in più per pagare e essere pagati…un aggravio medio di 70 € per la tenuta di un conto e con in più spese di operazioni e bolli…il buffone servo del capitalismo più bieco perché ammantato di “bontà e giustizia”. ***la norma era in vigore dal 4 luglio 2006, è stata ora abrogata da ”quell’incapace di Tremonti” ma nessuno lo ha raccontato! Strano, per avere quei soldi i sindacati andavano in piazza…
Bollette,Tariffe e bollette, cibo e telecom, eccetera. Il consiglio è :
- ridurre le spese di questo genere, comprare dai contadini locali, o fare acquisti in gruppo, e non comprare prodotti di marca (di ditte quotate in Borsa), ma i prodotti senza marca dei discount (non quotati). Così si, che si inceppa «la macchina spennapolli» basata sull’assioma che le famiglie non possano comprimere certe spese. Infatti, «si tratta di una valutazione scorretta: se è ovvio che non sia possibile tagliare completamente l’energia elettrica, è altrettanto ovvio che un risparmio del 10% significhi semplicemente un tracollo, come succede quando l’andamento di qualsiasi cosa si abbassa del 10%. Lo stesso capita per il cibo: possono aumentarne i prezzi del 50%, convinti che non si possa fare a meno di mangiare. Il problema è che immediatamente si passa dal negozio al discount, e dalla grande marca al sottomarchio. Solo che il sottomarchio non è quotato in Borsa, mentre la grande marca sì, con il risultato che la speculazione sul cibo va torna in c…o ai finanzieri... Il cibo può essere ottimizzato e tagliato, diciamo di un 30% buono solo per gli sprechi.
Hanno idea, i signori finanzieri, di che cosa significhi se i loro fatturati e i loro dividendi calano del 30%? Per la famiglia questo significa rinunciare al gelato una volta su due, ma che cosa significa per gli azionisti Nestlè, se il consumo di cacao crolla di uno su due? Chi è che sta peggio, la famiglia che perde un gelato su due o il finanziere che si vede tagliare i dividendi?». D’accordo, e le famiglie stanno già facendo proprio questo, volenti o nolenti. Ma anche qui sorge non un’obiezione, ma una domanda: questa strategia produce deflazione, ossia riduzione della produzione, dunque alla fine, licenziamenti. E i consumatori sono, nello stesso tempo, lavoratori. Che diventeranno disoccupati. Prima che fallisca la Nestlè, loro saranno morti di fame…
Ma se questo è un nodo cruciale, ecco perché qui e ora dovrebbero intervenire i nostri mostri di illuminazione, o no? Conosciamo qualcuno che ha voglia di mettersi in gioco, magari (mi fa schifo dirlo) fondando un partito? Il bene comune che ci hanno rubato deve essere restituito. Ci vuole una legge che ci faccia restituire tutti i soldi predati ingiustamente in questi anni da Banca Italia (che non è dell’Italia e dovrebbe esserlo!!!) e ancora una legge che tolga di mano ai “privati” la gestione delle cose pubbliche così come dovrebbe essere per logica.
Perché se alla fine la gente deve pagare i “ladri privati” “tronchetti e associati” tanto vale che lo faccia la sola amministrazione pubblica e non con un doppio giro per cui paghiamo fancazzisti pubblici che sputtanano il bene comune dandolo in mano a privati delinquenti, e noi ancora a pagare per non affondare. O NO?

I fatti di questi giorni:
-Le file di ansiosi risparmiatori davanti alle banche per ritirare i depositi: si ripete in USA ciò che avvenne nel ‘29…
- Il crack speculativo con la svalorizzazione degli «attivi» di carta (fase uno) che si trasmette alle banche commerciali (fase due) e si ripercuote nell’economia reale, con chiusure di aziende, licenziamenti in massa, insolvenze a catena nel ceto medio, caduta verticale dei consumi (fase tre)...
- In Gran Bretagna, la polizia ha proposto seriamente di istituire di nuovo il «servizio nazionale», come si fece nel 1945, per occupare i giovani senza lavoro e senza titolo di studio - i più proni alla delinquenza - in opere sociali e lavori pubblici…
E’ la fase quattro: anche Roosevelt, negli anni ‘30, irregimentò milioni di disoccupati, per occuparli in opere pubbliche…
-La fase cinque può essere quella del razionamento, delle economie pianificate per la necessità imposta dalla penuria, delle tessere alimentari: a ciascuno tanti grammi di grassi, tanti di proteine, tanti di farina
- I media ripetono ai risparmiatori USA davanti alle banche: niente paura, i vostri depositi sono garantiti dallo Stato. Infatti esiste il Federal Deposit Insurance Co (FDIC), che in caso di insolvenza paga depositi fino a 100 mila dollari. Solo che il FDIC dispone, per queste garanzie, di 52.8 miliardi di dollari. E ne ha già spesi 8 solo per salvare i depositi di una sola banca, la IndyMac; e le banche che diventeranno insolventi nei prossimi mesi saranno - secondo le stime - tra le 150 e le 300; persino il FDIC, che ha l’obbligo dell’ottimismo ufficiale, calcola che saranno una novantina. I suoi fondi bastano per sei o sette banche.
nonostante le «iniezioni di liquidità» fatte dalle Banche Centrali, nonostante la riduzione dei tassi primari da parte della Federal Reserve al 2,5%, il costo del denaro è comunque rincarato in modo proibitivo, chi ha soldi da prestare chiede il 7-8% come minimo.
C’era tantissimo «denaro», ed ora di colpo non ce n’è più, questo denaro dovrebbe circolare in massa nel sistema, provocando inflazione ma mantenendo lubrificata la grande giostra.
Dov’è finito quel fiume di liquidità? Semplice: le banche se lo sono messo nelle riserve in copertura delle perdite subite e di quelle che si aspettano. Non lo prestano.

Così, avviene un fenomeno inaudito: la massa monetaria, in USA ed Europa si è striminzita anzichè aumentare. Ciò segnala che è in atto una deflazione, mentre i rincari delle merci segnalano inflazione!!!
Ma se le Banche Centrali reagiscono in eccesso alla fiammata inflattiva provocata da greggio e granaglie, possono innescare una spaventosa catena di eventi». Ossia aggravare la deflazione, instaurando la replica della Grande Depressione.
Trichet, il capo della Banca Centrale Europea - c’è bisogno di dirlo? - sta facendo proprio questo. Equivocando il senso dei rincari (dovuti a petrolio, quindi fuori della sua possibilità di azione) ha scelto di combattere un’inflazione che non esiste in termini monetari, mantenendo altissimi i tassi d’interesse.
Trichet, duro nella sua dottrina, mantenendo assurdamente divaricato il differenziale tra il tasso europeo e i Buoni del Tesoro americani, ha ottenuto solo una cosa: che fiumi di denaro rovente si sono rifugiati nell’euro abbandonando il dollaro che rende meno e si squaglia; con ciò, ottenendo un euro assurdamente forte, che strangola le esportazioni. Al punto che l’Europa crolla a picco prima ancora dell’America.
Trichet sta cercando di domare il rincaro del greggio provocando l’ulteriore abbassamento dei salari reali in Europa, già erosi dall’inflazione reale degli anni scorsi: fa calare la benzina togliendoci i soldi per comprarla, e anche il posto di lavoro da cui prendiamo i salari. E’ una scelta inumana, ossia da banchiere e burocrate. Come l’idiota e compare di merende Padoa Schioppa che anziché darci una mano ha preferito fare il duro con gli italiani nonostante si vedesse come stava andando l’economia.
Promemoria:
Il Dow, l’indice azionario di Wall Street, non tornò ai livelli pre-29 se non un quarto di secolo dopo, alla fine del 1954; se la storia si ripete, «il mercato azionario tornerà ai livelli del 2007 nel 2032». Avremo 25 anni di vacche magrissime: uno spazio grande per una vita umana, e milioni di vite umane passeranno dalla giovinezza alla maturità nella miseria e nella caduta di speranze e prospettive. Il peggio è il sospetto che tutto questo, il crack, il caos e la rovina di milioni di vite, sia voluto, progettato.

Era il 1994, e David Rockefeller parlava allo United Nations Business Council:
«Siamo sulla soglia di una mutazione globale. Ci manca soltanto una cosa: una crisi rilevante, e le nazioni accetteranno il Nuovo Ordine Mondiale».
Stranamente, ha ripetuto in questi giorni la stessa cosa George Bush senior, «Da questi tempi di sconvolgimento può emergere il nostro obbiettivo, un Nuovo Ordine Mondiale».

Hanno previsto tutto? Si preparano ad imporci l’ordine totale?
Sembrano farneticazioni ?
Qualcuno che bazzichi un partito, magari ne parli…o se ne vada.

mercoledì 16 luglio 2008

Sanità e Abruzzo....

A milano la Santa Rita ed ora San Donato e Melegnano, in Abruzzo Del Turco e la sua Gang...

figli della stessa madre e dello stesso sogno deviato... i soldi facili anche se sporchi e sulla pelle della gente.

Buttate la chiave....
gigi

martedì 15 luglio 2008

Lasciate in PACE LUANA...

Questi poveri genitori hanno già sofferto abbastanza.... la povera Luana senza la Tecnologia avrebbe già raggiunto il Mondo dei PIU'....
che riposi in pace.

Ferrara.... ma la tua non VERGOGNA non ha fine ???

gigi

venerdì 11 luglio 2008

Europa....???

Gli oligarchi-burocrati di Bruxelles s’erano fatti una legge.
La legge diceva: il trattato di Lisbona è privo di valore legale (null and void) se un solo Stato-membro non lo ratifica.
Oggi che l’Irlanda ha rifiutato di ratificare, Napolitano sostiene che il Trattato di Lisbona resta in vigore, e la volontà di un solo Paese non conta nulla, perchè è piccolo. Già dimentico che anche Francia ed Olanda, Paesi fondatori, hanno detto no nel 2005.
Questo è il modo con cui lorsignori intendono la «legalità»: si rimangiano le loro stesse «norme». Piuttosto che dichiarare nullo il loro trattato, distillato a porte chiuse, dichiarano nulli i popoli. Ed ora, si riuniscono in settimana allo scopo di distillare un nuovo inghippo «legale» per imporre la loro volontà burocratica. Questo è il problema europeo. L’Europa resta un’unione monetaria senza Stato nè sovranità dunque incapace di proiettare il suo potere politico sul mondo:

Lo Stato va costituito «prima» della moneta, che già è in crisi perché come spiegare che un Bot Tedesco ha un tasso diverso da uno italiano o spagnolo se siamo “un solo paese con una sola moneta” infatti i BOT italiani pagano un interesse maggiore dei BOT tedeschi, per convincere i risparmiatori a comprarli da un debitore poco credibile, e questa forbice ( «spread») tende ad allargarsi… Le autorità tedesche hanno ammesso quello che gli altri governi europei tacciono, o su cui alzano fumo: che l’inflazione in Germania è all’8,1%, un livello mai visto da un quarto di secolo. Se l’inflazione è all’8% reale in Europa, i risparmiatori che mettono il loro gruzzolo in banca (al tasso massimo del 3,20% pronti-contro-termine) o in BOT al 4,6% (lordo), si accorgono di venire - ancora una volta - semplicemente derubati dei loro risparmi dalle banche usurarie. Le quali in Europa si procurano il denaro di cui hanno estremo bisogno dati i loro problemi di liquidità, a costo zero.
Trichet vuol far credere di «controllare» l’inflazione tenendo fermo il tasso ad oltre il 5%, e minacciando di aumentarlo. Ma se proprio volesse prendere la misura reale, dovrebbe alzare il tasso più dell’inflazione, ossia sopra l’8%, per retribuire i risparmi. Il che è ovviamente improponibile, con i milioni di persone che hanno il mutuo a tasso variabile e le aziende che già non riescono ad esportare. Ma con le mezze misure non si ottiene nulla. Finchè si adottano mezze misure, i prezzi non caleranno, e avremo inflazione più stagnazione. La globalizzzazione aveva promesso prezzi bassi, e tutto rincara…o no? Le banche americane, nonostante tutti i sostegni pubblici della Federal Reserve, continuano a crollare (l’ultima è la Lehman)….

Ma Padoa Schioppa, il vero creatore dell’euro, ha escogitato di fare il contrario: con l’euro, «ondate di denaro» in libera circolazione per l’Europa, aveva previsto,( ma lo avete visto in faccia? ) provocheranno «inevitabili squilibri fra le regioni»; ciò sarà bene, perchè - immaginava - i capi dei governi nazionali correranno in ginocchio dagli eurocrati a cedere la loro sovranità, non riuscendo a dominare la crisi che l’euro provocherà, allora ci daranno la sovranità. (Padoa Schioppa, «Efficiency, Stability, Equity», 1987). E’ per questo che l’euro ci ha impoverito, l’hanno voluto così.
Con un solo tasso d’interesse uguale per tutti, hanno deliberatamente provocato la rovina di Paesi per cui questo tasso era troppo basso. In Irlanda, un tasso d’interesse tenuto per un decennio al 2% - negativo in termini reali - ha creato denaro facile, che è provocato un boom edilizio che oggi sta scoppiando (i prezzi immobiliari sono calati del 9%), e un indebitamento delle famiglie del 175% del PIL. Lo Stato irlandese è pesantemente indebitato con la zona euro. Lo stesso accade alla Spagna e all’Islanda. Ma gli irlandesi non sono corsi a inginocchiarsi davanti a Padoa Schioppa implorandolo di prendersi la loro sovranità; anzi, l’hanno usata contro «questa» Europa che non ha risposte per le loro disgrazie.
Hanno tentato un esperimento inaudito, creare un’entità politica all’insaputa del popolo, una sovranità fatta di amministratori occulti, nella illibertà, come congiura e doppiezza. Non ci si riuscirà mai, forse.
Ma loro insistono. E insistendo, impediscono la nascita dell’Europa di cui abbiamo bisogno.
A che serve l’Unione Europea, se è aperta a tutti i venti della concorrenza globale, anzi se la Kommissione di Bruxelles ne ha fatto il cavallo di Troia della globalizzazione, che annulla il lavoro da noi per darlo ai cinesi?
L’Europa che si desiderava era forse quello di De Gaule «Europa delle patrie» libere e sovrane, e una «Fortezza europea» con alte mura contro l’invasione di merci straniere, dietro alle quali si salvassero posti di lavoro e competenze varie e preziose nella loro pluralità. Gli eurocrati per primi sanno che, per referendum, gli europei voterebbero eccome la «fortezza delle patrie» fraterne. Per questo hanno impedito che questa alternativa venisse anche solo a conoscenza della pubblica opinione; Si sono allevati servi e maggiordomi, e ce li hanno dati da votare.
Un esempio di come lorsignori intendono il «governo» : dieci anni fa, quando l’Irlanda stava per entrare nell’euro, il capo della Bundesbank tedesca avvertì gli irlandesi di non aspettarsi pietà dalla Banca Centrale se fossero finiti nei guai. «La Banca Centrale Europea sarà cieca ai bisogni dell’Irlanda, e sorda alle grida di aiuto» e l’Italia che vuole la sua Alitalia? Non ne ha diritto…ovvio che era meglio il massone Prodi che la regalava alla Francia!
Con questo programma da usurai - ciechi e sordi ai bisogni dei popoli - non si può creare una sovranità. La sovranità politica nasce nel modo esattamente contrario, come risposta ai bisogni, o no?
Chi c’è dietro a tutto questo? L’America che dalla fine della 2° guerra mondiale ci dà i propri piani finanziari o “aiutini”per uscire dalle crisi…salvo ritrovarci in crisi sempre più grosse. I vincitori dunque vollero un’«Europa artificiale, e soprattutto ‘mercato’ aperto per le multinazionali americane». Perciò, fin dall’inizio, vollero sventare che una nazione Europa si sostituisse ai nazionalismi sconfitti.
Come decretò George Ball (direttore della Lehman, l’ex Kuhn & Loeb, che aveva finanziato l’ascesa di Lenin in Russia), nel mondo disfatto dall’America, «tutti i fattori della produzione - capitali, manodopera, materie prime, impianti e distribuzione - devono essere resi assolutamente mobili secondo il concetto della massima efficienza. E ciò può avvenire soltanto quando i confini nazionali non giocheranno più alcun ruolo nel definire gli orizzonti economici».
Questo è esattamente il progetto per cui ha lavorato tutta la sua vita *Napolitano, il «comunista» con visto permanente per gli USA fin dagli anni ‘50, ed «europeisti» come Ciampi e Padoa Schioppa, La Malfa e Malagodi, Gaetano Martino e Altiero Spinelli.
Il deficit di democrazia della UE non è un incidente, è lo strumento necessario per attuare questo progetto.

Anche questo, anche il metodo di esproprio della democrazia, i nostri Napolitano e Padoa Schioppa - che di pensare in proprio non hanno l’abitudine - l’hanno ricevuto dalla Trilateral (Bilderberg) e dal Council on Foreign Relations.
Samuel Huntington - lo stesso che più di recente ha lanciato la «guerra di civiltà», il nuovo credo anglo-bancario - lo spiegò chiaramente nella riunione della Trilaterale di Tokio, tenutasi il 30-31 maggio 1975: «La democrazia durerà di più se limitata», sancì. Ricordò i bei tempi in cui «Truman riuscì a governare con la cooperazione di un gruppo relativamente piccolo di avvocati e banchieri di Wall Street», come esempio di «democrazia funzionante». «L’operatività efficace di un sistema democratico esige un certo grado di apatia e non-coinvolgimento di gruppi e individui».
Il guaio, aggiunse, è che i corpi elettorali di cittadini, quando sono attivi, mettono in discussione «la legittimità della gerarchia (dei banchieri), della coercizione, della disciplina, della segretezza e dell’inganno, inevitabili attributi del processo di governo».
La legittimità dell’inganno e della segretezza: è questa che proclamano i Napolitano e i Padoa Schioppa
Huntington istruì su come «moderare la democrazia: attraverso il controllo della stampa, la cooptazione dei capi sindacali, la tacitazione degli ‘intellettuali orientati ai valori’» anzichè al business.
Il progetto è riuscito.
Questo è lo stato in cui ci hanno ridotto: ci lasciamo tosare e derubare da conventicole segrete che ci ingannano, la bandiera nazionale la mettiamo al balcone solo per le partite di calcio ed è un sinonimo di tifoseria, l’apatia e il non-coinvolgimento di massa - il nostro peggior nemico –
è un dato di fatto, ottenuto a forza di pornografia e idiozia televisiva, consumismo dozzinale e ignoranza programmata e crescente, che risulta in particolarismi idioti e secessionismi corpuscolari. Così lorsignori possono lavorare in pace. E continuano a fare il mondo felice per le multinazionali.
Solo che questo mondo è morente: gli USA tramontano, comprati pezzo per pezzo dai fondi sovrani arabi e asiatici. E’ urgente fare l’Europa politica. Proprio per questo, è urgente e necessario cacciare Napolitano, Padoa Schioppa, e i loro complici sub-sovrani.

http://x09.eu/it/?c=it qui si firma per avere un referendum contro la costituzione europea.

*Napolitano è l’ultimo superstite di una infiltrazione «laico-borghese» (leggi: massonica) all’interno del PCI. Si dichiara allievo di Giorgio Amendola, altro «comunista» borghese a cui Napolitano ha attribuito il progetto che lui continua a perseguire, «la ricerca di una saldatura tra liberalismo e socialismo». Sic. Giorgio Amendola era un gobettiano, a suo dire «anticomunista arrabbiato» negli anni ‘30, quando scrisse la sua tesi di laurea sulle vendite rateali finanziate dal venditore (credito al consumo), allora sconosciute in Italia, cavallo di battaglia del liberismo economico americano. Aderì al PCI perchè il fascismo minacciava il trionfo della «economia classica anglosassone», quella di Adam Smith. Del resto, era figlio di Giovanni Amendola, aventiniano nel 1922, fondatore della rivista massonica «Il Mondo», e intimo dei circoli della Banca Commerciale. Già dal 1905 Amendola padre apparteneva alla loggia massonica Romagnosi di Roma. Frequentava la società Teosofica, dove conobbe la sua amante, l’ebrea occultista Eva Kuhn. Il terzo comunista-borghese fu Altiero Spinelli, il «federalista europeo». Spinelli si staccò dal PCI nel 1921 perchè il partito non era abbastanza «laico», per entrare nel gruppo ebraico antifascista laico di Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e sua moglie Ursula Hirschmann; ma ritornò nel PCI nel 1976, quando il partito abbracciò «l’idea europea».