Gli oligarchi-burocrati di Bruxelles s’erano fatti una legge.
La legge diceva: il trattato di Lisbona è privo di valore legale (null and void) se un solo Stato-membro non lo ratifica.
Oggi che l’Irlanda ha rifiutato di ratificare, Napolitano sostiene che il Trattato di Lisbona resta in vigore, e la volontà di un solo Paese non conta nulla, perchè è piccolo. Già dimentico che anche Francia ed Olanda, Paesi fondatori, hanno detto no nel 2005.
Questo è il modo con cui lorsignori intendono la «legalità»: si rimangiano le loro stesse «norme». Piuttosto che dichiarare nullo il loro trattato, distillato a porte chiuse, dichiarano nulli i popoli. Ed ora, si riuniscono in settimana allo scopo di distillare un nuovo inghippo «legale» per imporre la loro volontà burocratica. Questo è il problema europeo. L’Europa resta un’unione monetaria senza Stato nè sovranità dunque incapace di proiettare il suo potere politico sul mondo:
Lo Stato va costituito «prima» della moneta, che già è in crisi perché come spiegare che un Bot Tedesco ha un tasso diverso da uno italiano o spagnolo se siamo “un solo paese con una sola moneta” infatti i BOT italiani pagano un interesse maggiore dei BOT tedeschi, per convincere i risparmiatori a comprarli da un debitore poco credibile, e questa forbice ( «spread») tende ad allargarsi… Le autorità tedesche hanno ammesso quello che gli altri governi europei tacciono, o su cui alzano fumo: che l’inflazione in Germania è all’8,1%, un livello mai visto da un quarto di secolo. Se l’inflazione è all’8% reale in Europa, i risparmiatori che mettono il loro gruzzolo in banca (al tasso massimo del 3,20% pronti-contro-termine) o in BOT al 4,6% (lordo), si accorgono di venire - ancora una volta - semplicemente derubati dei loro risparmi dalle banche usurarie. Le quali in Europa si procurano il denaro di cui hanno estremo bisogno dati i loro problemi di liquidità, a costo zero.
Trichet vuol far credere di «controllare» l’inflazione tenendo fermo il tasso ad oltre il 5%, e minacciando di aumentarlo. Ma se proprio volesse prendere la misura reale, dovrebbe alzare il tasso più dell’inflazione, ossia sopra l’8%, per retribuire i risparmi. Il che è ovviamente improponibile, con i milioni di persone che hanno il mutuo a tasso variabile e le aziende che già non riescono ad esportare. Ma con le mezze misure non si ottiene nulla. Finchè si adottano mezze misure, i prezzi non caleranno, e avremo inflazione più stagnazione. La globalizzzazione aveva promesso prezzi bassi, e tutto rincara…o no? Le banche americane, nonostante tutti i sostegni pubblici della Federal Reserve, continuano a crollare (l’ultima è la Lehman)….
Ma Padoa Schioppa, il vero creatore dell’euro, ha escogitato di fare il contrario: con l’euro, «ondate di denaro» in libera circolazione per l’Europa, aveva previsto,( ma lo avete visto in faccia? ) provocheranno «inevitabili squilibri fra le regioni»; ciò sarà bene, perchè - immaginava - i capi dei governi nazionali correranno in ginocchio dagli eurocrati a cedere la loro sovranità, non riuscendo a dominare la crisi che l’euro provocherà, allora ci daranno la sovranità. (Padoa Schioppa, «Efficiency, Stability, Equity», 1987). E’ per questo che l’euro ci ha impoverito, l’hanno voluto così.
Con un solo tasso d’interesse uguale per tutti, hanno deliberatamente provocato la rovina di Paesi per cui questo tasso era troppo basso. In Irlanda, un tasso d’interesse tenuto per un decennio al 2% - negativo in termini reali - ha creato denaro facile, che è provocato un boom edilizio che oggi sta scoppiando (i prezzi immobiliari sono calati del 9%), e un indebitamento delle famiglie del 175% del PIL. Lo Stato irlandese è pesantemente indebitato con la zona euro. Lo stesso accade alla Spagna e all’Islanda. Ma gli irlandesi non sono corsi a inginocchiarsi davanti a Padoa Schioppa implorandolo di prendersi la loro sovranità; anzi, l’hanno usata contro «questa» Europa che non ha risposte per le loro disgrazie.
Hanno tentato un esperimento inaudito, creare un’entità politica all’insaputa del popolo, una sovranità fatta di amministratori occulti, nella illibertà, come congiura e doppiezza. Non ci si riuscirà mai, forse.
Ma loro insistono. E insistendo, impediscono la nascita dell’Europa di cui abbiamo bisogno.
A che serve l’Unione Europea, se è aperta a tutti i venti della concorrenza globale, anzi se la Kommissione di Bruxelles ne ha fatto il cavallo di Troia della globalizzazione, che annulla il lavoro da noi per darlo ai cinesi?
L’Europa che si desiderava era forse quello di De Gaule «Europa delle patrie» libere e sovrane, e una «Fortezza europea» con alte mura contro l’invasione di merci straniere, dietro alle quali si salvassero posti di lavoro e competenze varie e preziose nella loro pluralità. Gli eurocrati per primi sanno che, per referendum, gli europei voterebbero eccome la «fortezza delle patrie» fraterne. Per questo hanno impedito che questa alternativa venisse anche solo a conoscenza della pubblica opinione; Si sono allevati servi e maggiordomi, e ce li hanno dati da votare.
Un esempio di come lorsignori intendono il «governo» : dieci anni fa, quando l’Irlanda stava per entrare nell’euro, il capo della Bundesbank tedesca avvertì gli irlandesi di non aspettarsi pietà dalla Banca Centrale se fossero finiti nei guai. «La Banca Centrale Europea sarà cieca ai bisogni dell’Irlanda, e sorda alle grida di aiuto» e l’Italia che vuole la sua Alitalia? Non ne ha diritto…ovvio che era meglio il massone Prodi che la regalava alla Francia!
Con questo programma da usurai - ciechi e sordi ai bisogni dei popoli - non si può creare una sovranità. La sovranità politica nasce nel modo esattamente contrario, come risposta ai bisogni, o no?
Chi c’è dietro a tutto questo? L’America che dalla fine della 2° guerra mondiale ci dà i propri piani finanziari o “aiutini”per uscire dalle crisi…salvo ritrovarci in crisi sempre più grosse. I vincitori dunque vollero un’«Europa artificiale, e soprattutto ‘mercato’ aperto per le multinazionali americane». Perciò, fin dall’inizio, vollero sventare che una nazione Europa si sostituisse ai nazionalismi sconfitti.
Come decretò George Ball (direttore della Lehman, l’ex Kuhn & Loeb, che aveva finanziato l’ascesa di Lenin in Russia), nel mondo disfatto dall’America, «tutti i fattori della produzione - capitali, manodopera, materie prime, impianti e distribuzione - devono essere resi assolutamente mobili secondo il concetto della massima efficienza. E ciò può avvenire soltanto quando i confini nazionali non giocheranno più alcun ruolo nel definire gli orizzonti economici».
Questo è esattamente il progetto per cui ha lavorato tutta la sua vita *Napolitano, il «comunista» con visto permanente per gli USA fin dagli anni ‘50, ed «europeisti» come Ciampi e Padoa Schioppa, La Malfa e Malagodi, Gaetano Martino e Altiero Spinelli.
Il deficit di democrazia della UE non è un incidente, è lo strumento necessario per attuare questo progetto.
Anche questo, anche il metodo di esproprio della democrazia, i nostri Napolitano e Padoa Schioppa - che di pensare in proprio non hanno l’abitudine - l’hanno ricevuto dalla Trilateral (Bilderberg) e dal Council on Foreign Relations.
Samuel Huntington - lo stesso che più di recente ha lanciato la «guerra di civiltà», il nuovo credo anglo-bancario - lo spiegò chiaramente nella riunione della Trilaterale di Tokio, tenutasi il 30-31 maggio 1975: «La democrazia durerà di più se limitata», sancì. Ricordò i bei tempi in cui «Truman riuscì a governare con la cooperazione di un gruppo relativamente piccolo di avvocati e banchieri di Wall Street», come esempio di «democrazia funzionante». «L’operatività efficace di un sistema democratico esige un certo grado di apatia e non-coinvolgimento di gruppi e individui».
Il guaio, aggiunse, è che i corpi elettorali di cittadini, quando sono attivi, mettono in discussione «la legittimità della gerarchia (dei banchieri), della coercizione, della disciplina, della segretezza e dell’inganno, inevitabili attributi del processo di governo».
La legittimità dell’inganno e della segretezza: è questa che proclamano i Napolitano e i Padoa Schioppa
Huntington istruì su come «moderare la democrazia: attraverso il controllo della stampa, la cooptazione dei capi sindacali, la tacitazione degli ‘intellettuali orientati ai valori’» anzichè al business.
Il progetto è riuscito.
Questo è lo stato in cui ci hanno ridotto: ci lasciamo tosare e derubare da conventicole segrete che ci ingannano, la bandiera nazionale la mettiamo al balcone solo per le partite di calcio ed è un sinonimo di tifoseria, l’apatia e il non-coinvolgimento di massa - il nostro peggior nemico –
è un dato di fatto, ottenuto a forza di pornografia e idiozia televisiva, consumismo dozzinale e ignoranza programmata e crescente, che risulta in particolarismi idioti e secessionismi corpuscolari. Così lorsignori possono lavorare in pace. E continuano a fare il mondo felice per le multinazionali.
Solo che questo mondo è morente: gli USA tramontano, comprati pezzo per pezzo dai fondi sovrani arabi e asiatici. E’ urgente fare l’Europa politica. Proprio per questo, è urgente e necessario cacciare Napolitano, Padoa Schioppa, e i loro complici sub-sovrani.
http://x09.eu/it/?c=it qui si firma per avere un referendum contro la costituzione europea.
*Napolitano è l’ultimo superstite di una infiltrazione «laico-borghese» (leggi: massonica) all’interno del PCI. Si dichiara allievo di Giorgio Amendola, altro «comunista» borghese a cui Napolitano ha attribuito il progetto che lui continua a perseguire, «la ricerca di una saldatura tra liberalismo e socialismo». Sic. Giorgio Amendola era un gobettiano, a suo dire «anticomunista arrabbiato» negli anni ‘30, quando scrisse la sua tesi di laurea sulle vendite rateali finanziate dal venditore (credito al consumo), allora sconosciute in Italia, cavallo di battaglia del liberismo economico americano. Aderì al PCI perchè il fascismo minacciava il trionfo della «economia classica anglosassone», quella di Adam Smith. Del resto, era figlio di Giovanni Amendola, aventiniano nel 1922, fondatore della rivista massonica «Il Mondo», e intimo dei circoli della Banca Commerciale. Già dal 1905 Amendola padre apparteneva alla loggia massonica Romagnosi di Roma. Frequentava la società Teosofica, dove conobbe la sua amante, l’ebrea occultista Eva Kuhn. Il terzo comunista-borghese fu Altiero Spinelli, il «federalista europeo». Spinelli si staccò dal PCI nel 1921 perchè il partito non era abbastanza «laico», per entrare nel gruppo ebraico antifascista laico di Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e sua moglie Ursula Hirschmann; ma ritornò nel PCI nel 1976, quando il partito abbracciò «l’idea europea».
venerdì 11 luglio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento