"Manuale delle Giovani Mignotte" fresco di stampa per un estate calda…
"Smignottare è giusto, morale, liberatorio, doveroso, intelligente, è l'antitodo ai rimpianti, divertente, godurioso"…
Sfruttare le proprie armi di seduzione per ottenere qualcosa non solo non è sbagliato ma è buono e giusto. A sostenerlo (con tanto di suggerimenti) è Debora Ferretti, l'autrice
Tutti i manuali hanno per definizione uno scopo. Qual era il tuo?
Aiutare le donne a fare bandiera della propria femminilità senza impicci morali o falsa etica. Lo sappiamo benissimo che, avvenenti o meno, le donne riescono a ottenere qualcosa con un battito di ciglia, un accavallamento di gambe, un ammiccamento e uno sguardo. Fa parte delle dinamiche tra sociali, delle leggi del marketing. Eppure continuiamo a farcene specie. Io l'ho semplicemente messo nero su bianco.
Qualche regoletta in pillole...
una cosa fondamentale sull'immagine: essere mignotta non significa per forza sembrarlo. La donna superaccessoriata abbronzata già a gennaio non necessariamente è più disponibile della signorina molto bon ton.
Smignottare è cosa buona e giusta?
Mi preme dire che questo libro è estremamente contestualizzato. Nel 2009, in Italia, è un dato di fatto che il tessuto morale si sia molto allentato. Le tanto criticate Veline e Noemi varie fanno parte di un circuito. Che poi è lo stesso a cui apparteniamo noi. I costumi vanno certamente rivisti ed elevati ma non bisogna aspettarsi che questo rinnovamento parta da loro.
Questo libro è una sorta di guida(così almeno viene presentato) per quelle che ancora non sanno di essere "sedute su una fortuna", come recita il sottotitolo. Ma anche un'assoluzione nero su bianco per chi ha già sfruttato quello che la natura le ha dato in dote.
Nelle scuole inglesi arriva la ‘propaganda del piacere’
C’è una linea sottile che divide l’educazione sessuale dall’esortazione al sesso. Quella linea immaginaria sembra essere stata totalmente superata in Inghilterra, dove il National Health Service ha diffuso per le scuole un volantino informativo dal titolo ‘Piacere’, che al suo interno contiene lo slogan ‘Un orgasmo al giorno toglie il medico di torno’.
La frase raccoglie il senso della nuova campagna del Sistema Sanitario inglese, che vuole comunicare ai giovani che fare sesso, o procurarsi del piacere sessuale, fa bene alla salute.
‘I rapporti sessuali attivano l’organismo ed agevolano la circolazione’, come fa l’attività fisica più in generale. Molto spesso la propaganda intimidatoria di stampo ‘anti-sessuale’, fatta per limitare le gravidanze giovanili ed impedire la diffusione di malattie veneree non ha sortito gli effetti desiderati, così l’Health Service ha cambiato strategia.
L’auspicio degli ideatori della campagna è quello di mostrare i pro e i contro dell’essere sessualmente attivi, spingendo i ragazzi ad una sessualità più consapevole e responsabile. Tuttavia il messaggio non è stato ben accolto da molti tra genitori ed educatori che, oltre ad essere scandalizzati, temono che d’ora in poi i giovani (e non solo) si sentano autorizzati ad assumere uno stile di vita libertino.
Tanto non può lasciare scandalizzati. Perché dovrebbe? In una società assolutamente incapace di rinunciare ad alcunché, perché dovrebbe sorprendere l’incitamento al piacere sfrenato? Del resto, la rinunzia implica un sacrificio che ha in vista un bene maggiore….ma quale è il bene maggiore?
Chi lo sa? Non certo gli educatori di oggi.
La FED minaccia…
Il Senatore Ron Paul ha raccolto 256 firme alla sua petizione -- più del 55% della Camera dei Rappresentanti perché fosse ascoltata la Federal Reserve ( HR 1207 ).
Giovedì 9 u.s, Donald Kohn, vice-presidente della Federal Reserve, ha minacciato di alzare per ritorsione i tassi di interesse se il Congresso continuerà ad esporre " all'esame politico alcune delle decisioni che riguardano più da vicino alcune delle banche centrali USA ," così riferiva la Reuters.
Kohn, ed il suo boss Ben Bernanke, sono ovviamente molto preoccupati della prospettiva che il popolo americano possa dare un'occhiata nei loro conti.
Kohn, ed il suo boss Ben Bernanke, sono ovviamente molto preoccupati della prospettiva che il popolo americano possa dare un'occhiata nei loro conti.
Per reprimere l'oltraggio di un simile spudorato arraffamento di potere, Obama ed i suoi consulenti banchieri-criminali hanno proposto che la Fed sia affiancata da un simbolico consiglio di regolatori.
Il 16 giugno, Timothy Geithner - operativo Goldman Sachs - ha detto : " Quando ci sono troppe persone coinvolte, hai un problema di chi sia responsabile. " In altre parole, Il Congresso ed il Popolo Americano devono farsi gli affari loro, la Federal Reserve è una istituzione di proprietà dei banchieri e non del Popolo Americano.
"Alcuni pensano che le banche della Federal Reserve siano istituzioni del Governo degli Stati Uniti, " così Louis T. McFadden - Presidente del Comitato sul Sistema Bancario e Monetario - fece mettere a verbale del Congresso nel 1932, durante la " Grande Depressione. " " [ Ma ] non sono istituzioni governative. Sono dei monopoli privati del credito che si fanno preda del Popolo degli Stati Uniti per i benefici propri e dei loro soci truffatori internazionali. "
Questo vale anche per la Banca d’Italia.
Il maggiore consigliere scientifico di Obama auspicava il controllo forzoso della popolazione…
Il maggiore consigliere di scienza e tecnologia del presidente Obama, John Holdren, è stato co-autore di un libro nel 1977 nel quale auspicava la formazione di un “regime planetario” che usasse una “forza di polizia globale” per imporre misure totalitarie di controllo della popolazione, compresi aborti forzati, programmi di sterilizzazione di massa eseguiti col cibo e l’acqua potabile, e anche impianti corporei obbligati che impedissero alle coppie di avere figli.
I concetti delineati nel libro di Holdren del 1977 Ecoscience, che ha scritto coi colleghi Paul Ehrlich e Anne Erlich erano così sconvolgenti che una storia del FrontPage Magazine del febbraio 2009 sull’argomento è stata considerata inaffidabile perchè la gente non riusciva a credere che fosse vera.
È stato solo quando un altro blog Internet ha trovato il libro e ha messo in rete le immagini delle pagine che l’orrenda verità di quello che Holdren davvero ha scritto ha cominciato ad essere creduta.
L’argomento è importante perchè Holdren e i suoi colleghi sono ora alla guida degli sforzi per combattere il “mutamento climatico” con programmi altrettanto pazzi concentrati sull’intervento geo-ingegneristico sul pianeta. Holdren recentemente ha auspicato “Progetti geo ingegneristici di grande scala per raffreddare la terra” come “sparare particelle di inquinamento nell’alta atmosfera per riflettere i raggi del sole” che molti sostengono stia già avvenendo con le scie chimiche.
È anche importante evidenziare che queste non sono le opinioni di un uomo solo. Come abbiamo documentato, recentemente corrispondono a quelle portate avanti da molti altri importanti personaggi pubblici della politica, università e movimento ecologista da decenni.
Considerate il fatto che gente come David Rockefeller, Ted Turner e Bill Gates, tre uomini con contatti stretti col movimento eugenetico, si sono incontrati di recente con altri miliardari “filantropi” a New York per discutere “come la loro ricchezza possa essere usata per rallentare la crescita della popolazione mondiale”, secondo un articolo del London Times.
Ted Turner ha pubblicamente auspicato programmi spaventosi di riduzione della popolazione che ridurrebbero la razza umana di un incredibile 95%. Ha anche auspicato una politica di stile comunista di un figlio solo imposta dai governi occidentali. Naturalmente, Turner si guarda bene dal seguire le sue stesse regole su come tutti gli altri dovrebbero vivere, avendo cinque figli e possedendo non meno di due milioni di acri di terreno.
Nel Terzo Mondo Turner ha offerto letteralmente miliardi per la riduzione della popolazione, soprattutto attraverso programmi delle nazioni unite, aprendo la strada ad altri come Bill & Melinda Gates e Warren Buffet (il padre di Gates è stato per molto tempo nel consiglio direttivo di Planned Parenthood e un prominente eugenetista).
Il concetto che queste elites vogliono solo ridurre la crescita della popolazione per migliorare la salute è un assoluto malinteso. Ridurre la crescita della popolazione mondiale e insieme migliorare la salute sono due concetti antitetici per l’elite. La stabilizzazione della popolazione mondiale è un naturale risultato di più alti livelli di vita, come è stato provato dalla stabilizzazione della popolazione bianca in occidente. Gente come David Rockefeller non ha interesse nel “ritardare la crescita della popolazione mondiale” con metodi naturali, la loro agenda è fermamente basata sulla pseudo-scienza dell’eugenetica, che riguarda solo la “cernita” della popolazione eccessiva con metodi draconiani.
L’eredità di David Rockefeller non deriva da un’ansia benevola di filantropia per migliorare la salute nei paesi del terzo mondo, viene da una spinta maltusiana per l’eliminazione dei poveri e di quelli ritenuti razzialmente inferiori, usando la giustificazione del darwinismo sociale.
Come è documentato nell’importante film Endgame di Alex Jones, il padre di Rockefeller, John D. Rockefeller, esportò l’eugenetica in Germania dall’Inghilterra, suo luogo d’origine, finanziando il Kaiser Wilhelm Institute che in seguito sarebbe stato il pilastro dell’ideologia del Terzo Reich della super razza nazista. Dopo la caduta del nazismo, importanti eugenisti tedeschi furono protetti dagli alleati, mentre i vincitori si contendevano la loro “esperienza” per il mondo del dopoguerra.
La giustificazione per l’adozione di misure draconiane di controllo della popolazione è cambiata per adattarsi alle mode e alle tendenze contemporanee. Quello che una volta si camuffava da preoccupazione per la sovrapopolazione globale è ora ritornato nella veste di cambiamento climatico e il movimento del riscaldamento globale. Quello che non è cambiato è il fatto che nel suo nucleo, questo non rappresenta altro che l’arcana pseudo-scienza dell’eugenetica, escogitata la prima volta dalle elite americane e inglesi alla fine del 19° secolo e poi adottata dal leader nazista Adolf Hitler.
Nel 21° secolo il movimento eugenetico ha cambiato pelle un’altra volta, manifestandosi attraverso il programma della tassa globale sul carbonio e l’idea che avere troppi figli o godere un relativamente alto tenore di vita significa distruggere il pianeta col riscaldamento globale, creando il pretesto per ulteriori regole e controlli su ogni aspetto della nostra vita.
Il fatto che il principale consigliere scientifico del presidente degli Stati Uniti, un uomo che regge le fila della politica ambientale, una volta auspicasse pubblicamente la sterilizzazione di massa del pubblico americano intervenendo sul cibo e sull’acqua, insieme a una pletora di altre proposte disgustose presentate in Ecoscience è una prospettiva terrificante che non sarebbe fuori luogo in un film di fantascienza, e un’accusa pesante alla vera fonte di quello che si manifesta oggi come il movimento ambientalista controllato dalle elite dall’alto verso il basso.
Solo portando alla luce gli orrendi piani di controllo della popolazione di Holdren possiamo avvertire la gente degli orrori che le elite hanno pianificato per noi attraverso il controllo della popolazione, la sterilizzazione e i programmi di cernita genocidica che sono già avviati...
Prison Planet | 11 luglio 2009
Perciò sarà carbon tax…
Mettiamoci nei panni dei grandi speculatori. Tutte le loro «bolle», da cui hanno estratto miliardi, sono scoppiate. I fondi-pensione americani, gli hedge funds e le banche più stupide sono strapiene di quello pseudo-denaro, che è diventato illiquido (non possono sbolognarlo ad altri, perchè nessuno compra più titoli «garantiti» da mutui, nè obbligazioni con rating BBB, nè Credit Default Swaps, nè gli altri prodotti dell’ingegneria finanziaria emessi dalle banche d’affari), sicchè non sono disposte a comprarne altro. Anche volessero, non possono: non esiste più risparmio da prosciugare, migliaia di pensionati hanno perso tutto nel collasso della finanza, Goldman e i compari l’hanno prosciugato praticamente tutto. Nessuno sano di mente compra più spontaneamente prodotti della finanza creativa.
Mettetevi nei panni di Goldman Sachs. Cosa deve fare per tirare quattro paghe per il lesso?
Deve creare un «mercato» di un nuovo tipo di titoli. Un mercato a cui gli attori - in questo caso le imprese e le famiglie - siano obbligate a partecipare, anche se non vogliono: obbligate per legge. Titoli che si debbano comprare obbligatoriamente.
Impossibile? Invece è possibile a Goldman Sachs, perché controlla il governo USA e diversi altri governi e Banche Centrali. Infatti, di questo si è parlato al G-8:
Ecco qui creato il «mercato» ideale per Goldman Sachs. Un «mercato» a cui sarà obbligatorio per legge partecipare. E un mercato che vedrà un continuo rialzo, e non avrà mai ribassi, perché - se passa il tipo di legislazione ventilata dalla Casa Bianca - ogni anno, per legge, il limite in cui le imprese possono inquinare sarà abbassato. Sicché qui nuovissimi assurdi «titoli», quei diritti d’inquinare, saranno sempre più scarsi, e dunque sempre più cari. Lo stesso presidente Obama ha ipotizzato che in questo «mercato» saranno scambiati all’asta 645 miliardi di «crediti di carbonio» nei primi sette anni; alcuni dei suoi consulenti economici hanno ventilato che possa essere anche tre volte più grosso.
Cosa fa Goldman Sachs in attesa di questo mercato che ancora non c’è?
Goldman Sachs ha comprato il 10% del Chicago Climate Exchange, la «Borsa» dove i crediti d’inquinamento (veri e propri titoli d’aria fritta) saranno scambiati. Che è azionista di minoranza nella Blue Source LLC, una ditta ignota, con sede nello Utah, la cui ragione d’esistenza è la vendita di «crediti d’inquinamento» che presto per molte aziende diverrà obbligatorio acquistare. Che è nato come d’incanto, con 500 milioni di dollari di capitale, un Green Growt Fund, un fondo d’investimento che vuole investire in aziende «verdi» e «amiche dell’ambiente», gestito da un ex dirigente della Goldman Sachs chiamato Ben Kortlang. Che la nuova ditta dell’ecologista Al Gore, chiamata Generation Investment Management - che investirà in crediti di gas-serra - è guidata da David Blood, Max Ferguson e Peter Harris, tre pezzi grossi di Goldman Sachs. In più, Goldman ha fatto un bel po’ di investimenti in aziende che si occupano di energie rinnovabili.
Goldman, sempre affannata per il bene dell’umanità, ha creato un apposito ufficio contro il riscaldamento globale, alla cui testa ha messo Ken Newcombe, un personaggio che già quando era ai vertici della Banca Mondiale, si occupava di come estrarre quattrini dalla «lotta» all’effetto-serra: aveva fondato un Global Environment Facility e otto fondi d’investimento sotto l’egida della Banca Mondiale (ma in realtà privati) per la compravendita dei titoli d’aria viziata prossimi venturi. Una volta elevato alla poltrona di Goldman Sachs, Newcombe ha sancito che lo smercio dei titoli di carbonio non basterà a ridurre l’inquinamento globale, e occorrono grandi investimenti pubblici e lucrosi sussidii da dare alle imprese private che ricercano e sviluppano energie sostenibili. Nel frattempo, Goldman ha dato l’esempio, comprando quote di Horizon Wind Energy (mulini a vento hi-tech), nella BP Solar (pannelli fotovoltaici), e in una ditta chiamata Changing World Technologies, che si occupa di ricavare gasolio pseudo-ecologico dalle granaglie e dagli oleaginosi. Tutte aziende in perdita, fino a quando non arriveranno i sussidi statali auspicati da Newcombe.
Ma come disse Paulson quando aveva il cappello di presidente di Goldman Sachs, «noi non facciamo questi investimenti con l’intenzione di perderci denaro».
Per fare lobby presso i senatori e deputati del Congresso a favore della lotta all’effetto-serra, Goldman ha profuso 3,5 milioni di dollari nel solo 2008. Nel frattempo, ha piazzato un suo (ex?) dipendente, di nome Gary Gensler, alla presidenza della Commodity Futures Trading Commissione (CFTC), ossia l’organo di sorveglianza che dovrebbe sorvegliare il futuro mercato dei titoli-inquinamento. Come sorvegli il CFTC, si è visto nella recente fiammata speculativa sul petrolio, passato di colpo l’anno scorso a 143 dollari il barile per poi cadere a 70.
Quando era un organo non controllato da Goldman Sachs, questo CFTC, per legge, poneva limiti severi alla speculazione sui mercati delle materie prime: essenzialmente, richiedeva che a comprare e vendere futures sul greggio o sui grani fossero i produttori fisici e gli utilizzatori reali di questi beni di base, lasciando solo uno spazio marginale agli speculatori finanziari, che non erano in grado nè volevano farsi consegnare la merce reale. Recentemente si è scoperto che il CFTC ha concesso un’esenzione da questi limiti a una sola banca. Quale? Avete indovinato: a Goldman Sachs. E questa esenzione è stata mantenuta segreta per 17 anni.
Non a caso, fra il 2003 e il 2008, il denaro speculativo investito nelle materie prime è passato dai 13 miliardi ai 317 miliardi di dollari, un aumento del 2300%. Nel 2008, una petroliera carica di greggio veniva comprata e venduta 27 volte in media, prima che il suo contenuto fosse realmente consegnato e consumato. E nel 2008 era Goldman che, mentre faceva salire il barile di petrolio a 143 dollari, «prevedeva» che sarebbe salito a 200: e i fondi-pensione si buttavano a comprare.
Ora che il greggio è sui 70 e le ultime briciole di pensioni sono state depredate con questo trucco, Goldman si assicura il dominio sul «mercato» obbligatorio dei titoli sul carbonio mettendo un suo uomo a capo del cosiddetto ente di controllo dei crediti d’inquinamento. Sarà un grasso business, da un trilione di dollari l’anno almeno.
L’Europa è già preparata a farsi pelare da questo ultimo trucco, addirittura con entusiasmo, come dimostra il recente «spontaneo» successo nelle elezioni europee del partito verde dell’ebreo-franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit.
Gli ecologisti in buona fede farebbero meglio a domandarsi per quale motivo, per ridurre le emissioni, si debba proprio aprire un mercato dei diritti ad inquinare, secondo i protocolli di Kyoto.
Non sarebbe più logico imporre una tassa pubblica sull’inquinamento industriale, che spingerebbe le industrie più inquinanti a ridurre le emissioni per diminuire i loro costi, e intanto pagare per i danni all’ambiente che producono? Sarebbe più logico, più semplice, e a vantaggio dello Stato, percettore della tassa.
Invece no. Come spiega Matt Taibbi in una straordinaria inchiesta sulle malefatte di Goldman Sachs apparsa su «Rolling Stones», quel «mercato» è pensato apposta per imporre sì una tassa sugli inquinatori, ma una tassa che viene raccolta da privati speculatori. Wall Street sta riuscendo a trasformare un altro mercato delle commodities in una tassa a favore di Wall Street come solo beneficiario.
E’ per questo che Simon Linnett, vice-presidente esecutivo dei Rotschild, ha invocato la creazione di una entità sovrannazionale, che lui chiama World Environment Agency, per regolamentare la tassa sulle emissioni e la compravendita dei relativi diritti .
L’inquinamento da gas-serra, dice il dipendente dei Rotschild, «è un problema internazionale che richiede una soluzione internazionale. Se i governi non cedono una parte della loro sovranità a un nuovo ente sovrannazionale, il progetto di scambi commerciali del CO2 non potrà essere applicato e regolamentato a livello globale».
Quante volte abbiamo ascoltato gli stessi argomenti da Burxelles? Da Padoa Schioppa ? Quando era ministro di Prodi (ex-Goldman Sachs), Padoa Schioppa si prese come sottosegretario Massimo Tononi, un tizio che proveniva da Goldman Sachs. Nel 2006, Padoa Schioppa affidò a Goldman Sachs, invece che a una banca italiana o europea, l’incarico di studiare il futuro della Cassa Depositi e Prestiti, e per piazzare 3 miliardi di euro di debito pubblico italiano sui mercati globali scadenza 2016. Non a caso i governanti italiani della cosiddetta «sinistra», quando perdono il posto pubblico cacciati dagli elettori, trovano la poltrona calda in Goldman Sachs. Il conflitto d’interesse esiste solo contro Berlusconi. E poi ci si chiede perché la gente non vota più a «sinistra».
Da Draghi? Linnett continua:
«Sono convinto che sia essenziale che gli Stati e il settore privato lavorino insieme per risolvere il problema. Come banchiere, dico che solo (...) il settore privato può sviluppare con successo questa soluzione, ma solo i governi possono fornire la cornice legislativa per la sua applicazione a livello internazionale. Come banchiere, vedo con piacere che il sistema del «cap-and-trade» (la compravendita dei diritti d’inquinamento, ndr) si sta affermando come la metodologia dominante per controllare il COO2. Diversamente dalla tassazione o dalla semplice regolamentazione, il cap-and-trade offre il più ampio spazio per il settore privato, portatore di innovazione».
Linnett prosegue: «Tasse e regolamentazioni possono essere impose solo a livello nazionale, mentre il cap-and-trade può funzionare a livello globale; e ricordate, il problema è globale».
«Come convincere il settore privato a partecipare con entusiasmo al mercato mondiale del gas di carbonio?», si domanda il signor Rotschild. E si risponde: «I governi devono tutti insieme stabilire una robusta cornice legislativa entro cui il commercio (dei titoli d’aria fritta) possa aver luogo.
Questa cornice deve essere lunga, forte e legale».
Come Linnett dei Rotschild intenda «rendere chiara ai popoli del mondo» la serietà del progetto. Egli risponde:
«Quando un individuo riceve la bolletta dell’elettricità, deve capire il costo che sull’ambiente esercita ogni volta che accende la luce o apre il rubinetto del gas. Acquisterà una nuova consapevolezza del peso che impone al resto del mondo».
Insomma: la bolletta aumenterà, anche perché l’individuo cominci a sviluppare un senso di colpa, a sentirsi un inquinatore, un nemico dell’umanità. Uno che merita la punizione inflitta da Goldman e Rotschild.
«Allo stesso modo», prosegue Linnett, «se lo schema sarà esteso geograficamente ad includere India, Cina e USA, questi crediti (i titoli di inquinamento) potranno diventare la valuta di riserva mondiale, assumendo il ruolo che fu dell’oro».
Sì, avete capito bene: questi signori vogliono vendervi dei titoli, che rappresentano una certa quantità di biossido di carbonio, come oro. Rotschild sogna il tempo in cui non ci sarà più il dollaro come moneta di scambio mondiale, ma solo i titoli di aria fritta emessi da Goldman e Rotschild. E che dovrete comprare, vi piaccia o no, perché avranno - a modo loro - corso legale. E di fatto le comprerete con la bolletta rincarata.
«In questo modo», conclude Linnett, «il trading delle emissioni può creare un nuovo ordine mondiale per un pianeta sostenibile... Allocare questa ‘risorsa’ nel modo più pieno e adeguato richiede spirito d’intrapresa e immaginazione globali». Che non mancano certo a Goldman & Rotschild.
E’ già tutto deciso. La finanza ha bisogno di un nuovo «mercato», per continuare a prelevare profitti dalla gente che lavora: la nuova tassa sul lavoro, sugli allevamenti (le vacche inquinano con le flatulenze) e sul respiro, raccolta da Goldman & Rotschild.
"Il ministero degli esteri israeliano ha svelato un nuovo piano per pagare gente che posti risposte filo-israeliane sui siti web in tutto il mondo. Un totale di 600 mila shekel (circa 150 mila dollari) sarà stanziato per creare una squadra di "guerra ad Internet". Il ministero intende assumere giovani che parlino almeno una lingua straniera e che studiano comunicazione, scienze politiche, diritto....o israeliani con esperienza militare di analisti d'informazioni" (YnetNews, agenzia enraica, 13 luglio).
Ho appreso recentemente che mentre la California è in bancarotta, paga i suoi dipendenti e le spese pubbliche con cambiali (che le banche non vogliono accettare), ci sono due Stati americani che non soffrono della crisi: il Montana e il North Dakota. Ciò perché quegli Stati hanno una propria banca, in cui depositano gli introiti fiscali. E usando il metodo della riserva frazionale che è consentito a tutte le altre banche private (allo Stato perchè no?), questi depositi fiscali sono usati come “riserva” per creare prestiti otto-dieci volte il valore delle riserve. Così, sono immuni dalle restrizioni del credito provocate da Wall street. Ovviamente, i cittadini del Montana e North Dakota mettono volentieri i loro risparmi nella “loro” banca. Può farlo anche lo Stato californiano, o quello italiano. Chissà perché non lo fa, e inietta soldi nelle banche private.
Cosa sta succedendo in Afghanistan?
E’ morto un soldato italiano in Afghanistan, 14 in tutto da quando li abbiamo mandati là.
Ogni anno 5-6 mila giovani italiani (scemi), spesso minorenni, muoiono in incidenti d’auto da droga, alcol e rincoglionimento di decibel nelle ore piccole. Dunque è più sicuro pattugliare in Afghanistan che uscire dalle discoteche, o guidare il sabato sera.
Ma questa strage continua non merita il «Cordoglio Ufficiale del Capo dello Stato», né agghiaccia l’opinione pubblica che si commuove al dolore della mamma del soldato, né merita un servizio speciale del TG al paese del morto in mimetica… non tolleriamo una morte in conflitto, non tolleriamo tre o quattro morti sul lavoro.
Ma i «morti sul Divertimento» li tolleriamo. Ci sembra un prezzo che si può pagare, perchè i nostri giovani «si distraggano», perchè non vengano limitati nei loro impulsi e desideri, perchè non vengano educati al minimo sacrificio, ma al piacere….
venerdì 17 luglio 2009
lunedì 13 luglio 2009
Gruppi o meglio G x Tutti
G8;
G = Giocare, 8 = infinito…
Morale: infinite sono le possibilità di essere presi per il culo!
Giocate l’ 8 14 20 22, è più facile che vinciate al Superenalotto…piuttosto che il clima cambi per merito di questi 8, no 15, forse 20 grandi della terra!
"La salute del nostro pianeta è a rischio, bisogna agire - conclude Obama - dobbiamo dare forma al nostro futuro e non lasciare che gli eventi lo facciano per noi"….Parla lui che è il capo di uno stato già fallito!
…Contenere a due gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale il riscaldamento massimo del pianeta e ridurre i gas serra del 50% per tutti i Paesi entro il 2050,
I Big più Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico e Sudafrica si impegnano ad «aumentare considerevolmente» e a «coordinare investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo» delle tecnologie pulite, «con l'idea di raddoppiare questo tipo di investimento entro il 2015».
…Impegno rinnovato anche per quanto riguarda gli Obiettivi Onu del Millennio: il raggiungimento dello 0,56 per cento del rapporto tra Aiuto pubblico allo sviluppo/Prodotto interno lordo (Aps/Pil) entro 2010 e lo 0,7 per cento entro il 2015.
Altri numeri, 20 50; 15; 56; 10; 7.
…Aiuti che dovranno arrivare nei tempi stabiliti soprattutto per consentire ai Paesi poveri di attivare «misure concrete» contro la crisi finanziaria globale e garantire l’accesso al credito ai piccoli agricoltori e imprenditori del sud del mondo.
Noi NO! Stiamo bene così, come al poker “ serviti”. Il tutto prevede un «approccio inclusivo» alla globalizzazione, il solo che permetta di ottenere «risultati concreti» nella lotta contro la povertà.
Qui siamo al ridicolo, basti pensare a quante volte lo hanno detto negli ultimi 40 anni…
Insomma, la morale che ci è costata ”un botto” è che siamo tutti uniti per salvare il pianeta!!
COME?? Ecco come si fa:
…si prende un multimiliardario come il Sig. Boone T. Pickens che è un «ticoon» del settore energetico, mica dei DeBenedettiGnuttiColaninni qualunque e senza una Lira propria, grande promotore delle energie alternative che – come tutti sanno – ridurranno il riscaldamento globale.
Ci crede tanto da aver investito, attraverso la sua azienda Media Power, 2 miliardi di dollari per la creazione della più grande impresa di turbine a vento del mondo, la «Texas Panhandle». A questo scopo, Pickens ha ordinato dalla General Electric 687 turbine a vento, quei mulini a pale ultra-moderni che producono (come tutti sanno) energia pulita e naturale. Pickens le ha volute giganti, le sue turbine: 400 piedi, come un palazzo di 30 piani. Da mettere in una area del Texas vasta 100 mila ettari, da lui appositamente affittata nella contea di Panhandle per ricavarne entro il 2014, come pubblicizzava, 4 mila megawatt, «abbastanza da illuminare un milione di case». Il business del secolo.
Solo che – come ha spiegato in un’intervista – «quando ho cominciato a ricevere queste turbine, ho pensato... dico, nel mio garage non ci stanno, devo metterle da qualche altra parte».
Ora Pickens sta cercando Paesi e contee in altri Stati, disposti ad accettare qualcuna delle 687 turbine da 120 metri che ha già ordinato…
Il Texas è così grande da poter in teoria ospitare l’intera popolazione mondiale, ciascuna famiglia con la sua villetta. Eppure anche nell’immenso e semideserto Texas, il cosiddetto impatto ambientale delle turbine non passa tanto bene.
Soprattutto, il genio dell’energia rinnovabile si è accorto (a ordinativi fatti) che parte del suo problema è che non esiste una rete di distribuzione che porti la sua elettricità dalla desolata contea di Panhandle al famoso milione di case da illuminare. Pickens dice di aver pensato di costruire il suo proprio sistema di distribuzione, ma che «ci sono dei problemi tecnici».
Gli si può credere, e si può credere che il più tecnico dei problemi sia la mancanza di capitali per una nuova, gigantesca spesa.
Insomma ha cancellato il grande progetto, ed ora cerca di partecipare a programmi di mulini meno ciclopici, dove piazzare un po’ delle sue turbine a vento. Forse in Canada, forse nel Midwest.
Pickens merita di passare alla storia come la smentita vivente del dogma primario del liberismo: che il privato sa meglio dell’impresa pubblica come investire i suoi capitali, perché si lascia dirigere dal «mercato» e dalla sua mano invisibile, che è infallibile.
Pickens, non è cretino. Ha speso 60 milioni di dollari in pubblicità e incontri in tutto il Paese «nello sforzo di indurre lo Stato, e i governi locali, a sussidiare il suo progetto».
Dunque Pickens appare non come ardimentoso campione del «privato», ma come la (per noi !! ) non inedita figura dell’imprenditore privato con soldi pubblici. Qui infatti non è il «mercato» che gli ha ispirato il progetto, ma il dirigismo che il capitalismo, giunto allo stato terminale, detta agli Stati. Ossia le produzioni inefficienti di energia, sussidiate col denaro pubblico.
Perchè questa è la sola cosa certa che esce dal G-8:
non regole certe e severe per gli avventurieri finanziari che hanno provocato il collasso economico planetario, non una risposta all’ondata di disoccupazione globale che ci attende prossimamente, bensì l’obbligo globale di aumentare la quota delle energie cosiddette «rinnovabili», alternative o pulite. Con la scusa della riduzione delle emissioni.
Di fatto, la finanza pretende adesso che gli Stati intervengano nell’economia, ma che intervengano nella direzione voluta dal capitalismo terminale. Ossia «imponendo» le nuove tecnologie del futuro.
I poteri forti ora puntano sul nuovo business delle energie rinnovabili, per le quali si crea un mercato a forza di terrorismo sul riscaldamento globale e della fine del petrolio. Un altro modo per rimanere schiavi delle banche…
Se c’è una innovazione tecnologica che promette di concorrere con la grande rivoluzione passata dell’elettronica, sono in realtà le nanotecnologie, con tutti i rischi relativi all’uso di materiali in particelle sub-microscopiche, capaci di superare la barriera ematica e cerebrale.
Però, i poteri forti hanno scelto le energie alternative…il fotovoltaico e i mulini a vento hi-tech.
Per capire che questi metodi sono inefficienti, non bisogna essere dei tecnici. Basta vedere che essi ricevono sussidi pubblici: vuol dire che l’energia che producono costa molte volte più dell’energia prodotta da petrolio, carbone e nucleare.
Energia a basso costo?! NO, è energia ad alto costo, tant’è vero che per convincere a produrla l’Italia (il Paese più generoso in Europa in questo settore) paga un sussidio di 36-49 centesimi al chilowattora. Ciò «incoraggia molti investitori a venire da noi» con le loro macchinette e i loro pannelli, dice il Corriere, (26 Giugno) ed è facile vedere perché: c’è un business per i pannelli fotovoltaici tedeschi (estremamente inefficienti) e per i mulini General Electric.
Un business pagato dallo Stato. NOI. Quanto costerà? Per produrre 1 Gw
un impianto a turbogas costerebbe 1 miliardo, quello a carbone 2 miliardi, quello nucleare 3, quello eolico 6 quello Fotovoltaico 60 miliardi. La beffa è che, anche se si adottasse la scelta e si impegnasse una cifra compresa fra 6 e 60 miliardi (a seconda del mix tra eolico e FV), quel reattore nucleare dovrebbe lo stesso esserci, per quando il sole non brilla o il vento non soffia. Insomma, l’unica funzione degli impianti eolici o FV è far risparmiare combustibile. Detto diversamente, i miliardi spesi, tutti oggi, per un parco eolico (6) o per un equivalente impianto Fv (60) farebbero risparmiare, in 30 generosi anni di esercizio, mezzo miliardo di combustibile nucleare… e non mi interessa la polemica sul fatto che sta esaurendosi anche l’uranio, visto che si può fare una reazione nucleare con altri materiali…come i reattori della Toshiba.
Piuttosto: Si noti che questi poteri hanno sempre fatto mancare i finanziamenti alla tecnologia di fusione nucleare controllata, che punta ad ottenere energie pulite, alte e concentrate e dunque utili allo sviluppo industriale.
In generale, ogni soluzione di risparmio energetico sensata e a basso costo è stata contrastata. Anni fa la Fiat propose un co-generatore domestico di modesta tecnologia: un apparecchio grande come una caldaia a gas, che produceva non solo acqua calda ma elettricità sufficiente per un appartamento, grazie a un piccolo motore d’auto diesel. Era economico ed ecologico, perchè un simile apparecchio in ogni casa risparmiava la notevole dispersione di energia lungo le vaste reti elettriche. Il progetto fu liquidato dai grandi produttori di elettricità.
Il liberismo ideologico è sempre stato contrario ai sussidi che abbassano artificialmente i prezzi di una merce o di un servizio, è ostile al biglietto del tram o del treno che non copre i costi, è contrarissimo a sussidiare un’industria europea aeronautica, o qualunque altra industria. E’ il «mercato», proclama, che deve stabilire quali prodotti convengono, con la libera concorrenza, eccetera, eccetera.
Stranamente, il liberismo fa un’eccezione in un solo caso: per le energie alternative, esige sussidi.
Li pretende. Perché?
Perché c’è il riscaldamento globale, baby, dicono questi filantropi; e siccome il riscaldamento globale che fa morire gli orsi polari è causato dall’uomo (sicuro, sicuro), bisogna obbligare le economie di tutti i Paesi a «tagliare le emissioni». Bisognerebbe dire che la crisi economica prodotta dalla finanza sta già offrendo la triste soluzione: con una produzione calata del 35% (un calo mai visto dal 1930), le terribili emissioni saranno ridotte del pari, migliaia di ciminiere resteranno spente e perciò amiche dell’ambiente. w la crisi.
E’ tutto già deciso, come ha scritto il Telegraph: «Saranno annunciati piani dettagliati per espandere l’energia rinnovabile di dieci volte e per tagliare le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta in meno di un decennio».
L’Inghilterra (praticamente già fallita! ) ricava solo l’1,5% della sua energia dalle fonti cosiddette rinnovabili, sole e vento. Ma volontaristicamente, dirigisticamente, obbedendo come sempre ai signori della finanza, la vuol portare al 30% entro il 2020, soprattutto con mulini a vento in Scozia.
Lo Stato più ostile al dirigismo per quanto riguarda i «mercati finanziari», che vuole liberi e selvaggi, in questo settore ha già un piano esattamente simile ai piani quinquennali sovietici di recente memoria….
Lord Mandelson, il segretario all’Economia, lancerà una “Low Carbon Industrial Strategy” con cui il governo creerà 400 mila nuovi posti di lavoro nelle industrie ambientali entro otto anni, e trasformerà l’intera economia cambiando completamente il nostro panorama industriale, e il modo in cui tutti noi lavoriamo e consumiamo».
In Inghilterra 400 mila nuovi posti di lavoro, si prega di crederlo, sono pura e semplice propaganda. Bisognerebbe sapere quanti posti di lavoro saranno distrutti dalle pesantissime regole ambientali (che getteranno fuori mercato centinaia di imprese, industriali ma anche agricole), e se i 400 mila ipotetici basteranno a compensare i posti perduti dal dirigismo «sostenibile».
In Spagna, prima delle classe nell’economia «verde», per ogni posto creato da questo settore ne sono scomparsi 2,2 negli altri!!! Un vero affare.
Dunque Londra pratica il dirigismo – una politica economica scelta dallo Stato e non dal mercato – per l’economia «verde». La rivoluzione economico-energetica sarà imposta per legge.
«La pubblicazione del piano», continua il Telegraph, «sarà seguita da una Legge sull’Energia, che sarà inclusa nel prossimo discorso della regina, per promuovere la tecnologia per rimuovere il biossido di carbonio dalle emissioni delle centrali a carbone; nuove centrali verranno vietate se non li adottano».
Si tratta di «promuovere» una tecnologia, per ora inefficiente e inefficace.
La differenza col vecchio dirigismo fascista (orrore!) sta tutta qui: quello, identificava le punte di eccellenza del Paese, e le promuoveva e le proteggeva (coi dazi e i sussidi) per scopi di autosufficienza e di progresso. Questi, lo fanno per un altro scopo. E danno sussidi.
«La strategia comprende piani dettagliati per sussidi, grazie a cui le famiglie e le imprese che installano impianti di energia rinnovabile potranno vendere la energia che producono in eccesso in termini favorevoli, misura che ha stimolato la rapida crescita dell’energia solare in Germania», scrive entusiasta il Telegraph.
Non dice/non ci pensa quando scrive/non sa quel che dice, perché, i sussidi saranno pagati dai contribuenti, i quali subiranno due volte: pagheranno più cara meno energia prodotta, e perderanno molte attività economiche datrici di lavoro….
Il piano imposto è un programma di austerità a livello globale.
E’ la decrescita diretta dai miliardari.
Da noi, terra di poeti, si dice anche “DECRESCITA FELICE”
E’ evidentemente in atto una volontà superiore,elaborata nei circoli riservati (Bilderberg, Council on Foreign Relations) a cui i governi stanno obbedendo. E il fatto che vi obbedisca lo Stato britannico – primo nel cavalcare le peggiori creatività finanziarie, che ricava l’8% del Pil dalle attività della City – che fra i tanti difetti non hanno quello di usare ciminiere inquinanti – dovrebbe indurre qualche sospetto.
Ciò è in apparenza così contrario ai dogmi del liberismo di mercato di Adam Smith, da rendere urgente una domanda: perché lo fanno?
Ben 31 mila scienziati hanno firmato un documento (riprodotto qui sotto) in cui sostengono che «non ci sono prove convincenti» che il cambiamento climatico è prodotto dall’industria umana.
Si sta formando il consenso scientifico secondo cui i cambiamenti del clima dipendono in gran parte dal vapor acqueo (un gas serra molto più efficace del biossido di carbonio, e prodotto dagli oceani) e da fenomeni cosmici come l’attività del Sole ( le macchie solari sono tornate a farsi vive dopo anni).
Dal 2006 ad oggi, la temperatura globale è persino scesa di 0,39 gradi C° (http://www.climatedepot.com/a/1799/Global-temperatures-have-plunged-74degF-since-Gore-released-An-Inconvenient-Truth).
Avanzano scoperte che possono davvero produrre energia in modo efficiente, come questa che simula la capacità della clorofilla di convertire la luce solare in energia (http://refreshingnews9.blogspot.com/2009/06/first-step-towards-converting-solar.html).
Ma questo tipo di conclusioni e ricerche non interessano. Qualcuno pretende che l’economia del mondo venga interamente cambiata per renderla adatta – a forza di sussidi – a produrre energia rinnovabile.
E in questo sforzo, pretendono che alcune industrie siano «aiutate» ed altre (magari più promettenti o semplici) no.
Sì al fotovoltaico e ai LED, no a tutte le soluzioni a tecnologia matura già esistenti o facilmente adottabili.
Nel pieno di una crisi apocalittica, prendono provvedimenti che sono di per sè depressivi, in quanto aggravano i costi della produzione. Come mai?
Forse la risposta è contenuta nelle opere di Robert Heilbroner (1919-2005): un miliardario filosofo di cui nessuno si è mai scomodato di presentarci.
Un vero insider, un ispiratore di quei circoli altissimi dove si prendono le decisioni. Di ricca famiglia ebreo-tedesca, Heilbroner diresse per gli Stati Uniti in guerra l’Ufficio di Controllo dei prezzi, una delle più potenti centrali riservate del dirigismo bellico; divenne poi banchiere, ma trovò il suo approdo nella New School for Social Research: una università privata molto appartata, che dal 1933 sorge nel lussuoso Greenwich Village, riccamente finanziata dai Rockefeller e da Hiram Halle (un altro miliardario ebreo del petrolio), e il cui presidente è il senatore e candidato presidenziale Bob Kerry.Che cosa fa la New School of Social Reserach?
Essenzialmente, è la roccaforte segreta del vecchio «marxismo critico» della Scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer, Marcuse), che coniuga col pragmatismo americano (Dewey), e si sforza di adattarlo alle mutate condizioni economiche . E’ per così dire l’ala «sinistra» del mondialismo ebraico-americano, quello che negli anni 50-70 predicava e imponeva la «pianificazione» delle economie occidentali, posizione in Italia tenuta dai repubblicani di Giorgio La Malfa. E così promettente in URSS…vero??
La New School ha ospitato durante la guerra e dato una cattedra a Jacques Maritain e a Claude Lévi-Strauss, che hanno introdotto in USA il pensiero «alternativo» francese di Foucault, Deerrida e Deleuze.
Fatto significativo, per influenzare gli stati d’animo delle masse con apposite suggestioni collettive indotte dal cinema, questa strana università ha creato un «laboratorio di drammaturgia» (Dramatic Workshop), diretto dall’ebreo tedesco Erwin Piscator, che ha formato attori famosi come Marlon Brando, Ben Gazzara, Tony Curtis, e scrittori come Tennessee Williams….interessante o no?
Heilbroner si considerava il più essenziale «filosofo dell’aldiquà», e sosteneva l’economia di piano centralizzata alla sovietica…. Il centralismo era per lui la strada più diretta al governo globale; il capitalismo invece, disperdendo i centri decisionali e abbandonandoli alla spontaneità di milioni di privati, era meno efficace allo scopo….che sfiga!!
Si capisce che questo «pensiero» abbia conosciuto una eclisse nel folle ventennio del liberismo selvaggio, dominato dalla Scuola di Chicago in economia con Milton Friedman. Heilbroner stesso lo ammise in un importante articolo che pubblicò sul New Yorker il 10 settembre 1990, dal titolo «Reflections after Communism».
Bisogna ammettere, scriveva, che «il capitalismo organizza gli affari materiali dell’umanità meglio che il socialismo». Ma ci sono ancora speranze: il capitalismo (come dice Marx) sbocca sempre in grandi monopoli, e dunque in nuovo socialismo. Basta resistere e operare nell’ombra per accelerare questo esito.
Come?
Noi global-socialisti superstiti, diceva Heilbroner, dobbiamo nasconderci dietro il movimento ecologista, promuoverlo e rafforzarlo.
L’ambientalismo resta la maschera con cui i socialisti possono ancora farsi ascoltare dai politici e dall’opinione pubblica. Ed è il mezzo migliore per imporre una pianificazione centrale dell’economia a livello planetario. Ecco un sunto dell’articolo:
«...Il socialismo rischia di non essere più una forza importante di cambiamento, adesso che il comunismo è finito. Ma un altro modo di guardare al socialismo è (guardare) alla società che deve emergere se l’umanità ha da affrontare il peso ecologico che la crescita economica pone all’ambiente. Da questa prospettiva, uno sguardo lungo post-comunista mira oltre il capitalismo, ad un mondo ancora inesplorato che prenderà forma e si solidificherà prima di ricevere un nome»
Non è avvenuto questo, in questi anni?
I protocolli di Kyoto sono il risultato di questa “nuova” ideologia che, prima ancora di avere un nome, è stata imposta a livello globale. Il G-8, con la sua proposta di riduzione delle emissioni di un assurdo 50-80% entro il 2050, non fa che obbedire alle indicazioni di Heilbroner e al suo «sguardo lungo».
Comincia un nuovo esperimento di ingegneria sociale, austerità e decrescita guidato dal sistema finanziario: la «sinistra» di Heilbroner. La mira è sempre la solita:
il governo mondiale sotto economia pianificata dai banchieri. Quelli che hanno seminato distruzione ma che inspiegabilmente salviamo…(Chi ha votato questo salvataggio? Dov’è scritto che le banche producono ricchezza e vanno salvate? La costituzione cosa ci garantisce?)
Comunque, il signor Pickens che non sa dove mettere i suoi 687 mulini a vento, dopotutto, non è un fesso. Ha solo agito in modo precipitoso. Dovrà aspettare un po’ prima che su di lui comincino a piovere i sussidi.
Ma arriveranno.
Già i media applaudono al G-8; Già gli ecologisti a strillare che non basta, che bisogna tagliare di più, chiudere più fabbriche, spegnere più ciminiere.
MA questi “nostri” Politici, Giornalai, Eco fuel, Verdi, Arcobaleni, famiglie con bimbi al collo in marcia permanente e continua, tutti Etero-diretti di sguardo corto, o qualcuno è anche pagato? Sicuro è che io sono l’unico fesso che non è pagato!
NOTA di COLORE: le figlie di Obama in giro per Roma avevano una maglietta con il simbolo “No War”…
Ci sono alcuni simboli il cui inflazionato utilizzo circonda la nostra vita, spesso inconsapevolmente, ed hanno l’auspicio di un potere augurale, benefico e protettivo…certo sono mutuati da simbologie pagane, e questo già dice come l’essere ancora dentro certe credenze non ci innalzi molto, nonostante i 2000 anni di storia!
A chi volesse opporre l’eguale impiego che i cristiani fanno dei propri segni, occorre rispondere che l’atteggiamento mentale di base è completamente differente; il cristiano crede e spera nel simbolo, ricordando le meraviglie compiute dall’amore, che il Dio Persona opera ed operò per lui soccorrendo chi lo invoca di cuore, senza che l’invocante dia nulla per scontato né possa pretendere alcunché di dovuto: la gratuità del dono domina la sua consapevolezza, la protezione amorosa del Padre discende da questa coscienza. Al contrario, l’utilizzatore del talismano di turno otterrebbe un beneficio, appropriandosi indebitamente di esso, senza dover dar nulla in cambio (senza necessariamente convertirsi, senza instaurare un rapporto d’amore con il Donante), semplicemente portando con sé o esponendo tale simbolo; il fatto opererebbe matematicamente. A ben vedere tuttavia, anche il pagano paga, e profumatamente, il suo debito: la sua superstizione lo rende schiavo e fragile ad un tempo. Non può vivere senza quel segno augurale e propiziatorio per merito del quale otterrà quanto spera. Non è lo stesso per chi “gratta” via i simboli della fortuna per ottenerne in cambio denaro?....
E la famosa “bandiera della pace”? bandiera il cui utilizzo da parte di “poveri” sacerdoti fu anche oggetto di cronaca . Una curiosa osservazione è quella che fa notare che i colori dell’arcobaleno (il cui inflazionato uso presso le comunità omosessuali statunitensi è cosa nota) siano invertiti (omosessuali ) rispetto all’ordine naturale. La scelta dell’inversione, in campo esoterico, ha una simbologia ben precisa. Del resto scimmiottare Dio, promettendo l’equivalente (ma di fatto ottenendo l’esatto contrario) è opera tipica del demonio. L’arcobaleno è simbolo biblico; indica l’alleanza tra l’uomo e Dio, dopo la purificazione scaturita dal diluvio universale; è segno della misericordia divina che si piega sulla miseria umana. Nel caso, la pace è quindi soltanto beffeggiata: quel che si vuole davvero è la disarmonia e la discordia invocata come frutto di un pluralismo babelico e realmente non comunicativo. Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, nelle teorie teosofiche nate alla fine dell‘800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino”. Da sempre presente nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione dalla Società Teosofica, “un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky ”. Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo “gnosticismo”, sulla “reincarnazione e trasmigrazione dell’anima”, sull’esistenza di “maestri segreti” e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’”uomo divino”, il rifiuto della nozione di peccato… la bandiera rappresenta una nazione, un’idea , e questa in particolare ci dice che “è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali”.
Non meno nefasto è l’impiego del cosiddetto simbolo della pace.
Si vuole che esso rappresenti la combinazione grafica di due lettere: N e D per il disarmo nucleare (Campaign for Nuclear Disarmament (CND)), come rappresentate dal codice dei segnali con bandierine [il cerchio indicherebbe la parola “globale”, il colore nero rappresenterebbe l’eternità. In verità è possibile notare una incredibile coincidenza (ci crediamo che sia una coincidenza?) con la raffigurazione della cosiddetta toten-rune (utilizzata tra l’altro da parte del regime nazista per indicare la data di morte, mentre la Algiz, , simbolo solare, quella di nascita) - (Yr) “runa della morte”:
Se la Algiz rappresenta prosperità, protezione, buon augurio, la seconda invece si colloca alle antipodi: è una sorta di invocazione delle forze infere, piena vulnerabilità (del resto è intuitivo notarlo anche dalla semplice constatazione delle braccia rivolte verso il basso. Il Cerchio: Emblema tradizionale di ciò che non ha inizio né fine, formato da una linea unica le cui estremità si ricongiungono per annullarsi l’una nell’altra. Esso determina un limite separatore tra la superficie interna definita e quella esterna infinita. Il nero può rappresentare l’eternità solo per chi si danna, il nero è perdita di ogni colore, assenza di colore.
Nel cristianesimo l’eternità è ben rappresentata dall’oro, che è luce imperitura e immarcescibile, vitale. Non è strano che gli illuminati banchieri ci abbiano convinto a passare da un sistema basato sul denaro con concambio in oro, a un sistema basato sulla stampa della sola carta…Se sull’efficacia io non credo, credo che serva “per influenzare gli stati d’animo delle masse con apposite suggestioni collettive “ e quindi per livellarne la sensibilità nonché “convertire” anche quei renittenti cristianucci che ancora si ostinano a credere che esiste un bene superiore… alla faccia di questi quattro politici di merda e i loro padroni, gli illuminati banchieri.
G = Giocare, 8 = infinito…
Morale: infinite sono le possibilità di essere presi per il culo!
Giocate l’ 8 14 20 22, è più facile che vinciate al Superenalotto…piuttosto che il clima cambi per merito di questi 8, no 15, forse 20 grandi della terra!
"La salute del nostro pianeta è a rischio, bisogna agire - conclude Obama - dobbiamo dare forma al nostro futuro e non lasciare che gli eventi lo facciano per noi"….Parla lui che è il capo di uno stato già fallito!
…Contenere a due gradi centigradi rispetto all'era pre-industriale il riscaldamento massimo del pianeta e ridurre i gas serra del 50% per tutti i Paesi entro il 2050,
I Big più Australia, Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico e Sudafrica si impegnano ad «aumentare considerevolmente» e a «coordinare investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo» delle tecnologie pulite, «con l'idea di raddoppiare questo tipo di investimento entro il 2015».
…Impegno rinnovato anche per quanto riguarda gli Obiettivi Onu del Millennio: il raggiungimento dello 0,56 per cento del rapporto tra Aiuto pubblico allo sviluppo/Prodotto interno lordo (Aps/Pil) entro 2010 e lo 0,7 per cento entro il 2015.
Altri numeri, 20 50; 15; 56; 10; 7.
…Aiuti che dovranno arrivare nei tempi stabiliti soprattutto per consentire ai Paesi poveri di attivare «misure concrete» contro la crisi finanziaria globale e garantire l’accesso al credito ai piccoli agricoltori e imprenditori del sud del mondo.
Noi NO! Stiamo bene così, come al poker “ serviti”. Il tutto prevede un «approccio inclusivo» alla globalizzazione, il solo che permetta di ottenere «risultati concreti» nella lotta contro la povertà.
Qui siamo al ridicolo, basti pensare a quante volte lo hanno detto negli ultimi 40 anni…
Insomma, la morale che ci è costata ”un botto” è che siamo tutti uniti per salvare il pianeta!!
COME?? Ecco come si fa:
…si prende un multimiliardario come il Sig. Boone T. Pickens che è un «ticoon» del settore energetico, mica dei DeBenedettiGnuttiColaninni qualunque e senza una Lira propria, grande promotore delle energie alternative che – come tutti sanno – ridurranno il riscaldamento globale.
Ci crede tanto da aver investito, attraverso la sua azienda Media Power, 2 miliardi di dollari per la creazione della più grande impresa di turbine a vento del mondo, la «Texas Panhandle». A questo scopo, Pickens ha ordinato dalla General Electric 687 turbine a vento, quei mulini a pale ultra-moderni che producono (come tutti sanno) energia pulita e naturale. Pickens le ha volute giganti, le sue turbine: 400 piedi, come un palazzo di 30 piani. Da mettere in una area del Texas vasta 100 mila ettari, da lui appositamente affittata nella contea di Panhandle per ricavarne entro il 2014, come pubblicizzava, 4 mila megawatt, «abbastanza da illuminare un milione di case». Il business del secolo.
Solo che – come ha spiegato in un’intervista – «quando ho cominciato a ricevere queste turbine, ho pensato... dico, nel mio garage non ci stanno, devo metterle da qualche altra parte».
Ora Pickens sta cercando Paesi e contee in altri Stati, disposti ad accettare qualcuna delle 687 turbine da 120 metri che ha già ordinato…
Il Texas è così grande da poter in teoria ospitare l’intera popolazione mondiale, ciascuna famiglia con la sua villetta. Eppure anche nell’immenso e semideserto Texas, il cosiddetto impatto ambientale delle turbine non passa tanto bene.
Soprattutto, il genio dell’energia rinnovabile si è accorto (a ordinativi fatti) che parte del suo problema è che non esiste una rete di distribuzione che porti la sua elettricità dalla desolata contea di Panhandle al famoso milione di case da illuminare. Pickens dice di aver pensato di costruire il suo proprio sistema di distribuzione, ma che «ci sono dei problemi tecnici».
Gli si può credere, e si può credere che il più tecnico dei problemi sia la mancanza di capitali per una nuova, gigantesca spesa.
Insomma ha cancellato il grande progetto, ed ora cerca di partecipare a programmi di mulini meno ciclopici, dove piazzare un po’ delle sue turbine a vento. Forse in Canada, forse nel Midwest.
Pickens merita di passare alla storia come la smentita vivente del dogma primario del liberismo: che il privato sa meglio dell’impresa pubblica come investire i suoi capitali, perché si lascia dirigere dal «mercato» e dalla sua mano invisibile, che è infallibile.
Pickens, non è cretino. Ha speso 60 milioni di dollari in pubblicità e incontri in tutto il Paese «nello sforzo di indurre lo Stato, e i governi locali, a sussidiare il suo progetto».
Dunque Pickens appare non come ardimentoso campione del «privato», ma come la (per noi !! ) non inedita figura dell’imprenditore privato con soldi pubblici. Qui infatti non è il «mercato» che gli ha ispirato il progetto, ma il dirigismo che il capitalismo, giunto allo stato terminale, detta agli Stati. Ossia le produzioni inefficienti di energia, sussidiate col denaro pubblico.
Perchè questa è la sola cosa certa che esce dal G-8:
non regole certe e severe per gli avventurieri finanziari che hanno provocato il collasso economico planetario, non una risposta all’ondata di disoccupazione globale che ci attende prossimamente, bensì l’obbligo globale di aumentare la quota delle energie cosiddette «rinnovabili», alternative o pulite. Con la scusa della riduzione delle emissioni.
Di fatto, la finanza pretende adesso che gli Stati intervengano nell’economia, ma che intervengano nella direzione voluta dal capitalismo terminale. Ossia «imponendo» le nuove tecnologie del futuro.
I poteri forti ora puntano sul nuovo business delle energie rinnovabili, per le quali si crea un mercato a forza di terrorismo sul riscaldamento globale e della fine del petrolio. Un altro modo per rimanere schiavi delle banche…
Se c’è una innovazione tecnologica che promette di concorrere con la grande rivoluzione passata dell’elettronica, sono in realtà le nanotecnologie, con tutti i rischi relativi all’uso di materiali in particelle sub-microscopiche, capaci di superare la barriera ematica e cerebrale.
Però, i poteri forti hanno scelto le energie alternative…il fotovoltaico e i mulini a vento hi-tech.
Per capire che questi metodi sono inefficienti, non bisogna essere dei tecnici. Basta vedere che essi ricevono sussidi pubblici: vuol dire che l’energia che producono costa molte volte più dell’energia prodotta da petrolio, carbone e nucleare.
Energia a basso costo?! NO, è energia ad alto costo, tant’è vero che per convincere a produrla l’Italia (il Paese più generoso in Europa in questo settore) paga un sussidio di 36-49 centesimi al chilowattora. Ciò «incoraggia molti investitori a venire da noi» con le loro macchinette e i loro pannelli, dice il Corriere, (26 Giugno) ed è facile vedere perché: c’è un business per i pannelli fotovoltaici tedeschi (estremamente inefficienti) e per i mulini General Electric.
Un business pagato dallo Stato. NOI. Quanto costerà? Per produrre 1 Gw
un impianto a turbogas costerebbe 1 miliardo, quello a carbone 2 miliardi, quello nucleare 3, quello eolico 6 quello Fotovoltaico 60 miliardi. La beffa è che, anche se si adottasse la scelta e si impegnasse una cifra compresa fra 6 e 60 miliardi (a seconda del mix tra eolico e FV), quel reattore nucleare dovrebbe lo stesso esserci, per quando il sole non brilla o il vento non soffia. Insomma, l’unica funzione degli impianti eolici o FV è far risparmiare combustibile. Detto diversamente, i miliardi spesi, tutti oggi, per un parco eolico (6) o per un equivalente impianto Fv (60) farebbero risparmiare, in 30 generosi anni di esercizio, mezzo miliardo di combustibile nucleare… e non mi interessa la polemica sul fatto che sta esaurendosi anche l’uranio, visto che si può fare una reazione nucleare con altri materiali…come i reattori della Toshiba.
Piuttosto: Si noti che questi poteri hanno sempre fatto mancare i finanziamenti alla tecnologia di fusione nucleare controllata, che punta ad ottenere energie pulite, alte e concentrate e dunque utili allo sviluppo industriale.
In generale, ogni soluzione di risparmio energetico sensata e a basso costo è stata contrastata. Anni fa la Fiat propose un co-generatore domestico di modesta tecnologia: un apparecchio grande come una caldaia a gas, che produceva non solo acqua calda ma elettricità sufficiente per un appartamento, grazie a un piccolo motore d’auto diesel. Era economico ed ecologico, perchè un simile apparecchio in ogni casa risparmiava la notevole dispersione di energia lungo le vaste reti elettriche. Il progetto fu liquidato dai grandi produttori di elettricità.
Il liberismo ideologico è sempre stato contrario ai sussidi che abbassano artificialmente i prezzi di una merce o di un servizio, è ostile al biglietto del tram o del treno che non copre i costi, è contrarissimo a sussidiare un’industria europea aeronautica, o qualunque altra industria. E’ il «mercato», proclama, che deve stabilire quali prodotti convengono, con la libera concorrenza, eccetera, eccetera.
Stranamente, il liberismo fa un’eccezione in un solo caso: per le energie alternative, esige sussidi.
Li pretende. Perché?
Perché c’è il riscaldamento globale, baby, dicono questi filantropi; e siccome il riscaldamento globale che fa morire gli orsi polari è causato dall’uomo (sicuro, sicuro), bisogna obbligare le economie di tutti i Paesi a «tagliare le emissioni». Bisognerebbe dire che la crisi economica prodotta dalla finanza sta già offrendo la triste soluzione: con una produzione calata del 35% (un calo mai visto dal 1930), le terribili emissioni saranno ridotte del pari, migliaia di ciminiere resteranno spente e perciò amiche dell’ambiente. w la crisi.
E’ tutto già deciso, come ha scritto il Telegraph: «Saranno annunciati piani dettagliati per espandere l’energia rinnovabile di dieci volte e per tagliare le emissioni di gas serra che riscaldano il pianeta in meno di un decennio».
L’Inghilterra (praticamente già fallita! ) ricava solo l’1,5% della sua energia dalle fonti cosiddette rinnovabili, sole e vento. Ma volontaristicamente, dirigisticamente, obbedendo come sempre ai signori della finanza, la vuol portare al 30% entro il 2020, soprattutto con mulini a vento in Scozia.
Lo Stato più ostile al dirigismo per quanto riguarda i «mercati finanziari», che vuole liberi e selvaggi, in questo settore ha già un piano esattamente simile ai piani quinquennali sovietici di recente memoria….
Lord Mandelson, il segretario all’Economia, lancerà una “Low Carbon Industrial Strategy” con cui il governo creerà 400 mila nuovi posti di lavoro nelle industrie ambientali entro otto anni, e trasformerà l’intera economia cambiando completamente il nostro panorama industriale, e il modo in cui tutti noi lavoriamo e consumiamo».
In Inghilterra 400 mila nuovi posti di lavoro, si prega di crederlo, sono pura e semplice propaganda. Bisognerebbe sapere quanti posti di lavoro saranno distrutti dalle pesantissime regole ambientali (che getteranno fuori mercato centinaia di imprese, industriali ma anche agricole), e se i 400 mila ipotetici basteranno a compensare i posti perduti dal dirigismo «sostenibile».
In Spagna, prima delle classe nell’economia «verde», per ogni posto creato da questo settore ne sono scomparsi 2,2 negli altri!!! Un vero affare.
Dunque Londra pratica il dirigismo – una politica economica scelta dallo Stato e non dal mercato – per l’economia «verde». La rivoluzione economico-energetica sarà imposta per legge.
«La pubblicazione del piano», continua il Telegraph, «sarà seguita da una Legge sull’Energia, che sarà inclusa nel prossimo discorso della regina, per promuovere la tecnologia per rimuovere il biossido di carbonio dalle emissioni delle centrali a carbone; nuove centrali verranno vietate se non li adottano».
Si tratta di «promuovere» una tecnologia, per ora inefficiente e inefficace.
La differenza col vecchio dirigismo fascista (orrore!) sta tutta qui: quello, identificava le punte di eccellenza del Paese, e le promuoveva e le proteggeva (coi dazi e i sussidi) per scopi di autosufficienza e di progresso. Questi, lo fanno per un altro scopo. E danno sussidi.
«La strategia comprende piani dettagliati per sussidi, grazie a cui le famiglie e le imprese che installano impianti di energia rinnovabile potranno vendere la energia che producono in eccesso in termini favorevoli, misura che ha stimolato la rapida crescita dell’energia solare in Germania», scrive entusiasta il Telegraph.
Non dice/non ci pensa quando scrive/non sa quel che dice, perché, i sussidi saranno pagati dai contribuenti, i quali subiranno due volte: pagheranno più cara meno energia prodotta, e perderanno molte attività economiche datrici di lavoro….
Il piano imposto è un programma di austerità a livello globale.
E’ la decrescita diretta dai miliardari.
Da noi, terra di poeti, si dice anche “DECRESCITA FELICE”
E’ evidentemente in atto una volontà superiore,elaborata nei circoli riservati (Bilderberg, Council on Foreign Relations) a cui i governi stanno obbedendo. E il fatto che vi obbedisca lo Stato britannico – primo nel cavalcare le peggiori creatività finanziarie, che ricava l’8% del Pil dalle attività della City – che fra i tanti difetti non hanno quello di usare ciminiere inquinanti – dovrebbe indurre qualche sospetto.
Ciò è in apparenza così contrario ai dogmi del liberismo di mercato di Adam Smith, da rendere urgente una domanda: perché lo fanno?
Ben 31 mila scienziati hanno firmato un documento (riprodotto qui sotto) in cui sostengono che «non ci sono prove convincenti» che il cambiamento climatico è prodotto dall’industria umana.
Si sta formando il consenso scientifico secondo cui i cambiamenti del clima dipendono in gran parte dal vapor acqueo (un gas serra molto più efficace del biossido di carbonio, e prodotto dagli oceani) e da fenomeni cosmici come l’attività del Sole ( le macchie solari sono tornate a farsi vive dopo anni).
Dal 2006 ad oggi, la temperatura globale è persino scesa di 0,39 gradi C° (http://www.climatedepot.com/a/1799/Global-temperatures-have-plunged-74degF-since-Gore-released-An-Inconvenient-Truth).
Avanzano scoperte che possono davvero produrre energia in modo efficiente, come questa che simula la capacità della clorofilla di convertire la luce solare in energia (http://refreshingnews9.blogspot.com/2009/06/first-step-towards-converting-solar.html).
Ma questo tipo di conclusioni e ricerche non interessano. Qualcuno pretende che l’economia del mondo venga interamente cambiata per renderla adatta – a forza di sussidi – a produrre energia rinnovabile.
E in questo sforzo, pretendono che alcune industrie siano «aiutate» ed altre (magari più promettenti o semplici) no.
Sì al fotovoltaico e ai LED, no a tutte le soluzioni a tecnologia matura già esistenti o facilmente adottabili.
Nel pieno di una crisi apocalittica, prendono provvedimenti che sono di per sè depressivi, in quanto aggravano i costi della produzione. Come mai?
Forse la risposta è contenuta nelle opere di Robert Heilbroner (1919-2005): un miliardario filosofo di cui nessuno si è mai scomodato di presentarci.
Un vero insider, un ispiratore di quei circoli altissimi dove si prendono le decisioni. Di ricca famiglia ebreo-tedesca, Heilbroner diresse per gli Stati Uniti in guerra l’Ufficio di Controllo dei prezzi, una delle più potenti centrali riservate del dirigismo bellico; divenne poi banchiere, ma trovò il suo approdo nella New School for Social Research: una università privata molto appartata, che dal 1933 sorge nel lussuoso Greenwich Village, riccamente finanziata dai Rockefeller e da Hiram Halle (un altro miliardario ebreo del petrolio), e il cui presidente è il senatore e candidato presidenziale Bob Kerry.Che cosa fa la New School of Social Reserach?
Essenzialmente, è la roccaforte segreta del vecchio «marxismo critico» della Scuola di Francoforte (Adorno, Horkheimer, Marcuse), che coniuga col pragmatismo americano (Dewey), e si sforza di adattarlo alle mutate condizioni economiche . E’ per così dire l’ala «sinistra» del mondialismo ebraico-americano, quello che negli anni 50-70 predicava e imponeva la «pianificazione» delle economie occidentali, posizione in Italia tenuta dai repubblicani di Giorgio La Malfa. E così promettente in URSS…vero??
La New School ha ospitato durante la guerra e dato una cattedra a Jacques Maritain e a Claude Lévi-Strauss, che hanno introdotto in USA il pensiero «alternativo» francese di Foucault, Deerrida e Deleuze.
Fatto significativo, per influenzare gli stati d’animo delle masse con apposite suggestioni collettive indotte dal cinema, questa strana università ha creato un «laboratorio di drammaturgia» (Dramatic Workshop), diretto dall’ebreo tedesco Erwin Piscator, che ha formato attori famosi come Marlon Brando, Ben Gazzara, Tony Curtis, e scrittori come Tennessee Williams….interessante o no?
Heilbroner si considerava il più essenziale «filosofo dell’aldiquà», e sosteneva l’economia di piano centralizzata alla sovietica…. Il centralismo era per lui la strada più diretta al governo globale; il capitalismo invece, disperdendo i centri decisionali e abbandonandoli alla spontaneità di milioni di privati, era meno efficace allo scopo….che sfiga!!
Si capisce che questo «pensiero» abbia conosciuto una eclisse nel folle ventennio del liberismo selvaggio, dominato dalla Scuola di Chicago in economia con Milton Friedman. Heilbroner stesso lo ammise in un importante articolo che pubblicò sul New Yorker il 10 settembre 1990, dal titolo «Reflections after Communism».
Bisogna ammettere, scriveva, che «il capitalismo organizza gli affari materiali dell’umanità meglio che il socialismo». Ma ci sono ancora speranze: il capitalismo (come dice Marx) sbocca sempre in grandi monopoli, e dunque in nuovo socialismo. Basta resistere e operare nell’ombra per accelerare questo esito.
Come?
Noi global-socialisti superstiti, diceva Heilbroner, dobbiamo nasconderci dietro il movimento ecologista, promuoverlo e rafforzarlo.
L’ambientalismo resta la maschera con cui i socialisti possono ancora farsi ascoltare dai politici e dall’opinione pubblica. Ed è il mezzo migliore per imporre una pianificazione centrale dell’economia a livello planetario. Ecco un sunto dell’articolo:
«...Il socialismo rischia di non essere più una forza importante di cambiamento, adesso che il comunismo è finito. Ma un altro modo di guardare al socialismo è (guardare) alla società che deve emergere se l’umanità ha da affrontare il peso ecologico che la crescita economica pone all’ambiente. Da questa prospettiva, uno sguardo lungo post-comunista mira oltre il capitalismo, ad un mondo ancora inesplorato che prenderà forma e si solidificherà prima di ricevere un nome»
Non è avvenuto questo, in questi anni?
I protocolli di Kyoto sono il risultato di questa “nuova” ideologia che, prima ancora di avere un nome, è stata imposta a livello globale. Il G-8, con la sua proposta di riduzione delle emissioni di un assurdo 50-80% entro il 2050, non fa che obbedire alle indicazioni di Heilbroner e al suo «sguardo lungo».
Comincia un nuovo esperimento di ingegneria sociale, austerità e decrescita guidato dal sistema finanziario: la «sinistra» di Heilbroner. La mira è sempre la solita:
il governo mondiale sotto economia pianificata dai banchieri. Quelli che hanno seminato distruzione ma che inspiegabilmente salviamo…(Chi ha votato questo salvataggio? Dov’è scritto che le banche producono ricchezza e vanno salvate? La costituzione cosa ci garantisce?)
Comunque, il signor Pickens che non sa dove mettere i suoi 687 mulini a vento, dopotutto, non è un fesso. Ha solo agito in modo precipitoso. Dovrà aspettare un po’ prima che su di lui comincino a piovere i sussidi.
Ma arriveranno.
Già i media applaudono al G-8; Già gli ecologisti a strillare che non basta, che bisogna tagliare di più, chiudere più fabbriche, spegnere più ciminiere.
MA questi “nostri” Politici, Giornalai, Eco fuel, Verdi, Arcobaleni, famiglie con bimbi al collo in marcia permanente e continua, tutti Etero-diretti di sguardo corto, o qualcuno è anche pagato? Sicuro è che io sono l’unico fesso che non è pagato!
NOTA di COLORE: le figlie di Obama in giro per Roma avevano una maglietta con il simbolo “No War”…
Ci sono alcuni simboli il cui inflazionato utilizzo circonda la nostra vita, spesso inconsapevolmente, ed hanno l’auspicio di un potere augurale, benefico e protettivo…certo sono mutuati da simbologie pagane, e questo già dice come l’essere ancora dentro certe credenze non ci innalzi molto, nonostante i 2000 anni di storia!
A chi volesse opporre l’eguale impiego che i cristiani fanno dei propri segni, occorre rispondere che l’atteggiamento mentale di base è completamente differente; il cristiano crede e spera nel simbolo, ricordando le meraviglie compiute dall’amore, che il Dio Persona opera ed operò per lui soccorrendo chi lo invoca di cuore, senza che l’invocante dia nulla per scontato né possa pretendere alcunché di dovuto: la gratuità del dono domina la sua consapevolezza, la protezione amorosa del Padre discende da questa coscienza. Al contrario, l’utilizzatore del talismano di turno otterrebbe un beneficio, appropriandosi indebitamente di esso, senza dover dar nulla in cambio (senza necessariamente convertirsi, senza instaurare un rapporto d’amore con il Donante), semplicemente portando con sé o esponendo tale simbolo; il fatto opererebbe matematicamente. A ben vedere tuttavia, anche il pagano paga, e profumatamente, il suo debito: la sua superstizione lo rende schiavo e fragile ad un tempo. Non può vivere senza quel segno augurale e propiziatorio per merito del quale otterrà quanto spera. Non è lo stesso per chi “gratta” via i simboli della fortuna per ottenerne in cambio denaro?....
E la famosa “bandiera della pace”? bandiera il cui utilizzo da parte di “poveri” sacerdoti fu anche oggetto di cronaca . Una curiosa osservazione è quella che fa notare che i colori dell’arcobaleno (il cui inflazionato uso presso le comunità omosessuali statunitensi è cosa nota) siano invertiti (omosessuali ) rispetto all’ordine naturale. La scelta dell’inversione, in campo esoterico, ha una simbologia ben precisa. Del resto scimmiottare Dio, promettendo l’equivalente (ma di fatto ottenendo l’esatto contrario) è opera tipica del demonio. L’arcobaleno è simbolo biblico; indica l’alleanza tra l’uomo e Dio, dopo la purificazione scaturita dal diluvio universale; è segno della misericordia divina che si piega sulla miseria umana. Nel caso, la pace è quindi soltanto beffeggiata: quel che si vuole davvero è la disarmonia e la discordia invocata come frutto di un pluralismo babelico e realmente non comunicativo. Le origini della bandiera della pace vanno ricercate, nelle teorie teosofiche nate alla fine dell‘800. La teosofia (letteralmente “Conoscenza di Dio”) è quel sistema di pensiero che tende alla conoscenza intuitiva del divino”. Da sempre presente nella cultura indiana, ha preso la sua moderna versione dalla Società Teosofica, “un movimento mistico, esoterico, spirituale e gnostico fondato nel 1875 da Helena Petrovna Blavatsky ”. Il pensiero della corrente rappresentata dalla bandiera arcobaleno si basa sullo “gnosticismo”, sulla “reincarnazione e trasmigrazione dell’anima”, sull’esistenza di “maestri segreti” e riconduce al New Age, mentalità che predica la libertà più assoluta e il relativismo, l’idea dell’”uomo divino”, il rifiuto della nozione di peccato… la bandiera rappresenta una nazione, un’idea , e questa in particolare ci dice che “è possibile mettere sullo stesso piano partiti politici o gruppi culturali che rivendicano, legittimamente, la difesa della dignità della donna, e gruppi, come è accaduto recentemente in Europa, che rivendicano la depenalizzazione dei reati di pedofilia. Si tratta ovviamente di aberrazioni possibili, solo all’interno di una mentalità relativistica come quella che caratterizza le nostre società occidentali”.
Non meno nefasto è l’impiego del cosiddetto simbolo della pace.
Si vuole che esso rappresenti la combinazione grafica di due lettere: N e D per il disarmo nucleare (Campaign for Nuclear Disarmament (CND)), come rappresentate dal codice dei segnali con bandierine [il cerchio indicherebbe la parola “globale”, il colore nero rappresenterebbe l’eternità. In verità è possibile notare una incredibile coincidenza (ci crediamo che sia una coincidenza?) con la raffigurazione della cosiddetta toten-rune (utilizzata tra l’altro da parte del regime nazista per indicare la data di morte, mentre la Algiz, , simbolo solare, quella di nascita) - (Yr) “runa della morte”:
Se la Algiz rappresenta prosperità, protezione, buon augurio, la seconda invece si colloca alle antipodi: è una sorta di invocazione delle forze infere, piena vulnerabilità (del resto è intuitivo notarlo anche dalla semplice constatazione delle braccia rivolte verso il basso. Il Cerchio: Emblema tradizionale di ciò che non ha inizio né fine, formato da una linea unica le cui estremità si ricongiungono per annullarsi l’una nell’altra. Esso determina un limite separatore tra la superficie interna definita e quella esterna infinita. Il nero può rappresentare l’eternità solo per chi si danna, il nero è perdita di ogni colore, assenza di colore.
Nel cristianesimo l’eternità è ben rappresentata dall’oro, che è luce imperitura e immarcescibile, vitale. Non è strano che gli illuminati banchieri ci abbiano convinto a passare da un sistema basato sul denaro con concambio in oro, a un sistema basato sulla stampa della sola carta…Se sull’efficacia io non credo, credo che serva “per influenzare gli stati d’animo delle masse con apposite suggestioni collettive “ e quindi per livellarne la sensibilità nonché “convertire” anche quei renittenti cristianucci che ancora si ostinano a credere che esiste un bene superiore… alla faccia di questi quattro politici di merda e i loro padroni, gli illuminati banchieri.
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