venerdì 17 luglio 2009

Ora si dice " ESCORT "

"Manuale delle Giovani Mignotte" fresco di stampa per un estate calda…

"Smignottare è giusto, morale, liberatorio, doveroso, intelligente, è l'antitodo ai rimpianti, divertente, godurioso"…
Sfruttare le proprie armi di seduzione per ottenere qualcosa non solo non è sbagliato ma è buono e giusto. A sostenerlo (con tanto di suggerimenti) è Debora Ferretti, l'autrice

Tutti i manuali hanno per definizione uno scopo. Qual era il tuo?
Aiutare le donne a fare bandiera della propria femminilità senza impicci morali o falsa etica. Lo sappiamo benissimo che, avvenenti o meno, le donne riescono a ottenere qualcosa con un battito di ciglia, un accavallamento di gambe, un ammiccamento e uno sguardo. Fa parte delle dinamiche tra sociali, delle leggi del marketing. Eppure continuiamo a farcene specie. Io l'ho semplicemente messo nero su bianco.

Qualche regoletta in pillole...
una cosa fondamentale sull'immagine: essere mignotta non significa per forza sembrarlo. La donna superaccessoriata abbronzata già a gennaio non necessariamente è più disponibile della signorina molto bon ton.

Smignottare è cosa buona e giusta?
Mi preme dire che questo libro è estremamente contestualizzato. Nel 2009, in Italia, è un dato di fatto che il tessuto morale si sia molto allentato. Le tanto criticate Veline e Noemi varie fanno parte di un circuito. Che poi è lo stesso a cui apparteniamo noi. I costumi vanno certamente rivisti ed elevati ma non bisogna aspettarsi che questo rinnovamento parta da loro.

Questo libro è una sorta di guida(così almeno viene presentato) per quelle che ancora non sanno di essere "sedute su una fortuna", come recita il sottotitolo. Ma anche un'assoluzione nero su bianco per chi ha già sfruttato quello che la natura le ha dato in dote.

Nelle scuole inglesi arriva la ‘propaganda del piacere’

C’è una linea sottile che divide l’educazione sessuale dall’esortazione al sesso. Quella linea immaginaria sembra essere stata totalmente superata in Inghilterra, dove il National Health Service ha diffuso per le scuole un volantino informativo dal titolo ‘Piacere’, che al suo interno contiene lo slogan ‘Un orgasmo al giorno toglie il medico di torno’.

La frase raccoglie il senso della nuova campagna del Sistema Sanitario inglese, che vuole comunicare ai giovani che fare sesso, o procurarsi del piacere sessuale, fa bene alla salute.

‘I rapporti sessuali attivano l’organismo ed agevolano la circolazione’, come fa l’attività fisica più in generale. Molto spesso la propaganda intimidatoria di stampo ‘anti-sessuale’, fatta per limitare le gravidanze giovanili ed impedire la diffusione di malattie veneree non ha sortito gli effetti desiderati, così l’Health Service ha cambiato strategia.

L’auspicio degli ideatori della campagna è quello di mostrare i pro e i contro dell’essere sessualmente attivi, spingendo i ragazzi ad una sessualità più consapevole e responsabile. Tuttavia il messaggio non è stato ben accolto da molti tra genitori ed educatori che, oltre ad essere scandalizzati, temono che d’ora in poi i giovani (e non solo) si sentano autorizzati ad assumere uno stile di vita libertino.

Tanto non può lasciare scandalizzati. Perché dovrebbe? In una società assolutamente incapace di rinunciare ad alcunché, perché dovrebbe sorprendere l’incitamento al piacere sfrenato? Del resto, la rinunzia implica un sacrificio che ha in vista un bene maggiore….ma quale è il bene maggiore?
Chi lo sa? Non certo gli educatori di oggi.

La FED minaccia…

Il Senatore Ron Paul ha raccolto 256 firme alla sua petizione -- più del 55% della Camera dei Rappresentanti perché fosse ascoltata la Federal Reserve ( HR 1207 ).
Giovedì 9 u.s, Donald Kohn, vice-presidente della Federal Reserve, ha minacciato di alzare per ritorsione i tassi di interesse se il Congresso continuerà ad esporre " all'esame politico alcune delle decisioni che riguardano più da vicino alcune delle banche centrali USA ," così riferiva la Reuters.
Kohn, ed il suo boss Ben Bernanke, sono ovviamente molto preoccupati della prospettiva che il popolo americano possa dare un'occhiata nei loro conti.

Kohn, ed il suo boss Ben Bernanke, sono ovviamente molto preoccupati della prospettiva che il popolo americano possa dare un'occhiata nei loro conti.
Per reprimere l'oltraggio di un simile spudorato arraffamento di potere, Obama ed i suoi consulenti banchieri-criminali hanno proposto che la Fed sia affiancata da un simbolico consiglio di regolatori.

Il 16 giugno, Timothy Geithner - operativo Goldman Sachs - ha detto : " Quando ci sono troppe persone coinvolte, hai un problema di chi sia responsabile. " In altre parole, Il Congresso ed il Popolo Americano devono farsi gli affari loro, la Federal Reserve è una istituzione di proprietà dei banchieri e non del Popolo Americano.

"Alcuni pensano che le banche della Federal Reserve siano istituzioni del Governo degli Stati Uniti, " così Louis T. McFadden - Presidente del Comitato sul Sistema Bancario e Monetario - fece mettere a verbale del Congresso nel 1932, durante la " Grande Depressione. " " [ Ma ] non sono istituzioni governative. Sono dei monopoli privati del credito che si fanno preda del Popolo degli Stati Uniti per i benefici propri e dei loro soci truffatori internazionali. "
Questo vale anche per la Banca d’Italia.


Il maggiore consigliere scientifico di Obama auspicava il controllo forzoso della popolazione…
Il maggiore consigliere di scienza e tecnologia del presidente Obama, John Holdren, è stato co-autore di un libro nel 1977 nel quale auspicava la formazione di un “regime planetario” che usasse una “forza di polizia globale” per imporre misure totalitarie di controllo della popolazione, compresi aborti forzati, programmi di sterilizzazione di massa eseguiti col cibo e l’acqua potabile, e anche impianti corporei obbligati che impedissero alle coppie di avere figli.
I concetti delineati nel libro di Holdren del 1977 Ecoscience, che ha scritto coi colleghi Paul Ehrlich e Anne Erlich erano così sconvolgenti che una storia del FrontPage Magazine del febbraio 2009 sull’argomento è stata considerata inaffidabile perchè la gente non riusciva a credere che fosse vera.
È stato solo quando un altro blog Internet ha trovato il libro e ha messo in rete le immagini delle pagine che l’orrenda verità di quello che Holdren davvero ha scritto ha cominciato ad essere creduta.

L’argomento è importante perchè Holdren e i suoi colleghi sono ora alla guida degli sforzi per combattere il “mutamento climatico” con programmi altrettanto pazzi concentrati sull’intervento geo-ingegneristico sul pianeta. Holdren recentemente ha auspicato “Progetti geo ingegneristici di grande scala per raffreddare la terra” come “sparare particelle di inquinamento nell’alta atmosfera per riflettere i raggi del sole” che molti sostengono stia già avvenendo con le scie chimiche.

È anche importante evidenziare che queste non sono le opinioni di un uomo solo. Come abbiamo documentato, recentemente corrispondono a quelle portate avanti da molti altri importanti personaggi pubblici della politica, università e movimento ecologista da decenni.
Considerate il fatto che gente come David Rockefeller, Ted Turner e Bill Gates, tre uomini con contatti stretti col movimento eugenetico, si sono incontrati di recente con altri miliardari “filantropi” a New York per discutere “come la loro ricchezza possa essere usata per rallentare la crescita della popolazione mondiale”, secondo un articolo del London Times.

Ted Turner ha pubblicamente auspicato programmi spaventosi di riduzione della popolazione che ridurrebbero la razza umana di un incredibile 95%. Ha anche auspicato una politica di stile comunista di un figlio solo imposta dai governi occidentali. Naturalmente, Turner si guarda bene dal seguire le sue stesse regole su come tutti gli altri dovrebbero vivere, avendo cinque figli e possedendo non meno di due milioni di acri di terreno.

Nel Terzo Mondo Turner ha offerto letteralmente miliardi per la riduzione della popolazione, soprattutto attraverso programmi delle nazioni unite, aprendo la strada ad altri come Bill & Melinda Gates e Warren Buffet (il padre di Gates è stato per molto tempo nel consiglio direttivo di Planned Parenthood e un prominente eugenetista).

Il concetto che queste elites vogliono solo ridurre la crescita della popolazione per migliorare la salute è un assoluto malinteso. Ridurre la crescita della popolazione mondiale e insieme migliorare la salute sono due concetti antitetici per l’elite. La stabilizzazione della popolazione mondiale è un naturale risultato di più alti livelli di vita, come è stato provato dalla stabilizzazione della popolazione bianca in occidente. Gente come David Rockefeller non ha interesse nel “ritardare la crescita della popolazione mondiale” con metodi naturali, la loro agenda è fermamente basata sulla pseudo-scienza dell’eugenetica, che riguarda solo la “cernita” della popolazione eccessiva con metodi draconiani.

L’eredità di David Rockefeller non deriva da un’ansia benevola di filantropia per migliorare la salute nei paesi del terzo mondo, viene da una spinta maltusiana per l’eliminazione dei poveri e di quelli ritenuti razzialmente inferiori, usando la giustificazione del darwinismo sociale.

Come è documentato nell’importante film Endgame di Alex Jones, il padre di Rockefeller, John D. Rockefeller, esportò l’eugenetica in Germania dall’Inghilterra, suo luogo d’origine, finanziando il Kaiser Wilhelm Institute che in seguito sarebbe stato il pilastro dell’ideologia del Terzo Reich della super razza nazista. Dopo la caduta del nazismo, importanti eugenisti tedeschi furono protetti dagli alleati, mentre i vincitori si contendevano la loro “esperienza” per il mondo del dopoguerra.

La giustificazione per l’adozione di misure draconiane di controllo della popolazione è cambiata per adattarsi alle mode e alle tendenze contemporanee. Quello che una volta si camuffava da preoccupazione per la sovrapopolazione globale è ora ritornato nella veste di cambiamento climatico e il movimento del riscaldamento globale. Quello che non è cambiato è il fatto che nel suo nucleo, questo non rappresenta altro che l’arcana pseudo-scienza dell’eugenetica, escogitata la prima volta dalle elite americane e inglesi alla fine del 19° secolo e poi adottata dal leader nazista Adolf Hitler.

Nel 21° secolo il movimento eugenetico ha cambiato pelle un’altra volta, manifestandosi attraverso il programma della tassa globale sul carbonio e l’idea che avere troppi figli o godere un relativamente alto tenore di vita significa distruggere il pianeta col riscaldamento globale, creando il pretesto per ulteriori regole e controlli su ogni aspetto della nostra vita.
Il fatto che il principale consigliere scientifico del presidente degli Stati Uniti, un uomo che regge le fila della politica ambientale, una volta auspicasse pubblicamente la sterilizzazione di massa del pubblico americano intervenendo sul cibo e sull’acqua, insieme a una pletora di altre proposte disgustose presentate in Ecoscience è una prospettiva terrificante che non sarebbe fuori luogo in un film di fantascienza, e un’accusa pesante alla vera fonte di quello che si manifesta oggi come il movimento ambientalista controllato dalle elite dall’alto verso il basso.
Solo portando alla luce gli orrendi piani di controllo della popolazione di Holdren possiamo avvertire la gente degli orrori che le elite hanno pianificato per noi attraverso il controllo della popolazione, la sterilizzazione e i programmi di cernita genocidica che sono già avviati...
Prison Planet | 11 luglio 2009

Perciò sarà carbon tax…
Mettiamoci nei panni dei grandi speculatori. Tutte le loro «bolle», da cui hanno estratto miliardi, sono scoppiate. I fondi-pensione americani, gli hedge funds e le banche più stupide sono strapiene di quello pseudo-denaro, che è diventato illiquido (non possono sbolognarlo ad altri, perchè nessuno compra più titoli «garantiti» da mutui, nè obbligazioni con rating BBB, nè Credit Default Swaps, nè gli altri prodotti dell’ingegneria finanziaria emessi dalle banche d’affari), sicchè non sono disposte a comprarne altro. Anche volessero, non possono: non esiste più risparmio da prosciugare, migliaia di pensionati hanno perso tutto nel collasso della finanza, Goldman e i compari l’hanno prosciugato praticamente tutto. Nessuno sano di mente compra più spontaneamente prodotti della finanza creativa.
Mettetevi nei panni di Goldman Sachs. Cosa deve fare per tirare quattro paghe per il lesso?

Deve creare un «mercato» di un nuovo tipo di titoli. Un mercato a cui gli attori - in questo caso le imprese e le famiglie - siano obbligate a partecipare, anche se non vogliono: obbligate per legge. Titoli che si debbano comprare obbligatoriamente.

Impossibile? Invece è possibile a Goldman Sachs, perché controlla il governo USA e diversi altri governi e Banche Centrali. Infatti, di questo si è parlato al G-8:
Ecco qui creato il «mercato» ideale per Goldman Sachs. Un «mercato» a cui sarà obbligatorio per legge partecipare. E un mercato che vedrà un continuo rialzo, e non avrà mai ribassi, perché - se passa il tipo di legislazione ventilata dalla Casa Bianca - ogni anno, per legge, il limite in cui le imprese possono inquinare sarà abbassato. Sicché qui nuovissimi assurdi «titoli», quei diritti d’inquinare, saranno sempre più scarsi, e dunque sempre più cari. Lo stesso presidente Obama ha ipotizzato che in questo «mercato» saranno scambiati all’asta 645 miliardi di «crediti di carbonio» nei primi sette anni; alcuni dei suoi consulenti economici hanno ventilato che possa essere anche tre volte più grosso.

Cosa fa Goldman Sachs in attesa di questo mercato che ancora non c’è?
Goldman Sachs ha comprato il 10% del Chicago Climate Exchange, la «Borsa» dove i crediti d’inquinamento (veri e propri titoli d’aria fritta) saranno scambiati. Che è azionista di minoranza nella Blue Source LLC, una ditta ignota, con sede nello Utah, la cui ragione d’esistenza è la vendita di «crediti d’inquinamento» che presto per molte aziende diverrà obbligatorio acquistare. Che è nato come d’incanto, con 500 milioni di dollari di capitale, un Green Growt Fund, un fondo d’investimento che vuole investire in aziende «verdi» e «amiche dell’ambiente», gestito da un ex dirigente della Goldman Sachs chiamato Ben Kortlang. Che la nuova ditta dell’ecologista Al Gore, chiamata Generation Investment Management - che investirà in crediti di gas-serra - è guidata da David Blood, Max Ferguson e Peter Harris, tre pezzi grossi di Goldman Sachs. In più, Goldman ha fatto un bel po’ di investimenti in aziende che si occupano di energie rinnovabili.
Goldman, sempre affannata per il bene dell’umanità, ha creato un apposito ufficio contro il riscaldamento globale, alla cui testa ha messo Ken Newcombe, un personaggio che già quando era ai vertici della Banca Mondiale, si occupava di come estrarre quattrini dalla «lotta» all’effetto-serra: aveva fondato un Global Environment Facility e otto fondi d’investimento sotto l’egida della Banca Mondiale (ma in realtà privati) per la compravendita dei titoli d’aria viziata prossimi venturi. Una volta elevato alla poltrona di Goldman Sachs, Newcombe ha sancito che lo smercio dei titoli di carbonio non basterà a ridurre l’inquinamento globale, e occorrono grandi investimenti pubblici e lucrosi sussidii da dare alle imprese private che ricercano e sviluppano energie sostenibili. Nel frattempo, Goldman ha dato l’esempio, comprando quote di Horizon Wind Energy (mulini a vento hi-tech), nella BP Solar (pannelli fotovoltaici), e in una ditta chiamata Changing World Technologies, che si occupa di ricavare gasolio pseudo-ecologico dalle granaglie e dagli oleaginosi. Tutte aziende in perdita, fino a quando non arriveranno i sussidi statali auspicati da Newcombe.
Ma come disse Paulson quando aveva il cappello di presidente di Goldman Sachs, «noi non facciamo questi investimenti con l’intenzione di perderci denaro».
Per fare lobby presso i senatori e deputati del Congresso a favore della lotta all’effetto-serra, Goldman ha profuso 3,5 milioni di dollari nel solo 2008. Nel frattempo, ha piazzato un suo (ex?) dipendente, di nome Gary Gensler, alla presidenza della Commodity Futures Trading Commissione (CFTC), ossia l’organo di sorveglianza che dovrebbe sorvegliare il futuro mercato dei titoli-inquinamento. Come sorvegli il CFTC, si è visto nella recente fiammata speculativa sul petrolio, passato di colpo l’anno scorso a 143 dollari il barile per poi cadere a 70.
Quando era un organo non controllato da Goldman Sachs, questo CFTC, per legge, poneva limiti severi alla speculazione sui mercati delle materie prime: essenzialmente, richiedeva che a comprare e vendere futures sul greggio o sui grani fossero i produttori fisici e gli utilizzatori reali di questi beni di base, lasciando solo uno spazio marginale agli speculatori finanziari, che non erano in grado nè volevano farsi consegnare la merce reale. Recentemente si è scoperto che il CFTC ha concesso un’esenzione da questi limiti a una sola banca. Quale? Avete indovinato: a Goldman Sachs. E questa esenzione è stata mantenuta segreta per 17 anni.

Non a caso, fra il 2003 e il 2008, il denaro speculativo investito nelle materie prime è passato dai 13 miliardi ai 317 miliardi di dollari, un aumento del 2300%. Nel 2008, una petroliera carica di greggio veniva comprata e venduta 27 volte in media, prima che il suo contenuto fosse realmente consegnato e consumato. E nel 2008 era Goldman che, mentre faceva salire il barile di petrolio a 143 dollari, «prevedeva» che sarebbe salito a 200: e i fondi-pensione si buttavano a comprare.

Ora che il greggio è sui 70 e le ultime briciole di pensioni sono state depredate con questo trucco, Goldman si assicura il dominio sul «mercato» obbligatorio dei titoli sul carbonio mettendo un suo uomo a capo del cosiddetto ente di controllo dei crediti d’inquinamento. Sarà un grasso business, da un trilione di dollari l’anno almeno.
L’Europa è già preparata a farsi pelare da questo ultimo trucco, addirittura con entusiasmo, come dimostra il recente «spontaneo» successo nelle elezioni europee del partito verde dell’ebreo-franco-tedesco Daniel Cohn-Bendit.

Gli ecologisti in buona fede farebbero meglio a domandarsi per quale motivo, per ridurre le emissioni, si debba proprio aprire un mercato dei diritti ad inquinare, secondo i protocolli di Kyoto.
Non sarebbe più logico imporre una tassa pubblica sull’inquinamento industriale, che spingerebbe le industrie più inquinanti a ridurre le emissioni per diminuire i loro costi, e intanto pagare per i danni all’ambiente che producono? Sarebbe più logico, più semplice, e a vantaggio dello Stato, percettore della tassa.

Invece no. Come spiega Matt Taibbi in una straordinaria inchiesta sulle malefatte di Goldman Sachs apparsa su «Rolling Stones», quel «mercato» è pensato apposta per imporre sì una tassa sugli inquinatori, ma una tassa che viene raccolta da privati speculatori. Wall Street sta riuscendo a trasformare un altro mercato delle commodities in una tassa a favore di Wall Street come solo beneficiario.
E’ per questo che Simon Linnett, vice-presidente esecutivo dei Rotschild, ha invocato la creazione di una entità sovrannazionale, che lui chiama World Environment Agency, per regolamentare la tassa sulle emissioni e la compravendita dei relativi diritti .

L’inquinamento da gas-serra, dice il dipendente dei Rotschild, «è un problema internazionale che richiede una soluzione internazionale. Se i governi non cedono una parte della loro sovranità a un nuovo ente sovrannazionale, il progetto di scambi commerciali del CO2 non potrà essere applicato e regolamentato a livello globale».

Quante volte abbiamo ascoltato gli stessi argomenti da Burxelles? Da Padoa Schioppa ? Quando era ministro di Prodi (ex-Goldman Sachs), Padoa Schioppa si prese come sottosegretario Massimo Tononi, un tizio che proveniva da Goldman Sachs. Nel 2006, Padoa Schioppa affidò a Goldman Sachs, invece che a una banca italiana o europea, l’incarico di studiare il futuro della Cassa Depositi e Prestiti, e per piazzare 3 miliardi di euro di debito pubblico italiano sui mercati globali scadenza 2016. Non a caso i governanti italiani della cosiddetta «sinistra», quando perdono il posto pubblico cacciati dagli elettori, trovano la poltrona calda in Goldman Sachs. Il conflitto d’interesse esiste solo contro Berlusconi. E poi ci si chiede perché la gente non vota più a «sinistra».
Da Draghi? Linnett continua:

«Sono convinto che sia essenziale che gli Stati e il settore privato lavorino insieme per risolvere il problema. Come banchiere, dico che solo (...) il settore privato può sviluppare con successo questa soluzione, ma solo i governi possono fornire la cornice legislativa per la sua applicazione a livello internazionale. Come banchiere, vedo con piacere che il sistema del «cap-and-trade» (la compravendita dei diritti d’inquinamento, ndr) si sta affermando come la metodologia dominante per controllare il COO2. Diversamente dalla tassazione o dalla semplice regolamentazione, il cap-and-trade offre il più ampio spazio per il settore privato, portatore di innovazione».
Linnett prosegue: «Tasse e regolamentazioni possono essere impose solo a livello nazionale, mentre il cap-and-trade può funzionare a livello globale; e ricordate, il problema è globale».

«Come convincere il settore privato a partecipare con entusiasmo al mercato mondiale del gas di carbonio?», si domanda il signor Rotschild. E si risponde: «I governi devono tutti insieme stabilire una robusta cornice legislativa entro cui il commercio (dei titoli d’aria fritta) possa aver luogo.
Questa cornice deve essere lunga, forte e legale».
Come Linnett dei Rotschild intenda «rendere chiara ai popoli del mondo» la serietà del progetto. Egli risponde:

«Quando un individuo riceve la bolletta dell’elettricità, deve capire il costo che sull’ambiente esercita ogni volta che accende la luce o apre il rubinetto del gas. Acquisterà una nuova consapevolezza del peso che impone al resto del mondo».

Insomma: la bolletta aumenterà, anche perché l’individuo cominci a sviluppare un senso di colpa, a sentirsi un inquinatore, un nemico dell’umanità. Uno che merita la punizione inflitta da Goldman e Rotschild.

«Allo stesso modo», prosegue Linnett, «se lo schema sarà esteso geograficamente ad includere India, Cina e USA, questi crediti (i titoli di inquinamento) potranno diventare la valuta di riserva mondiale, assumendo il ruolo che fu dell’oro».

Sì, avete capito bene: questi signori vogliono vendervi dei titoli, che rappresentano una certa quantità di biossido di carbonio, come oro. Rotschild sogna il tempo in cui non ci sarà più il dollaro come moneta di scambio mondiale, ma solo i titoli di aria fritta emessi da Goldman e Rotschild. E che dovrete comprare, vi piaccia o no, perché avranno - a modo loro - corso legale. E di fatto le comprerete con la bolletta rincarata.

«In questo modo», conclude Linnett, «il trading delle emissioni può creare un nuovo ordine mondiale per un pianeta sostenibile... Allocare questa ‘risorsa’ nel modo più pieno e adeguato richiede spirito d’intrapresa e immaginazione globali». Che non mancano certo a Goldman & Rotschild.
E’ già tutto deciso. La finanza ha bisogno di un nuovo «mercato», per continuare a prelevare profitti dalla gente che lavora: la nuova tassa sul lavoro, sugli allevamenti (le vacche inquinano con le flatulenze) e sul respiro, raccolta da Goldman & Rotschild.

"Il ministero degli esteri israeliano ha svelato un nuovo piano per pagare gente che posti risposte filo-israeliane sui siti web in tutto il mondo. Un totale di 600 mila shekel (circa 150 mila dollari) sarà stanziato per creare una squadra di "guerra ad Internet". Il ministero intende assumere giovani che parlino almeno una lingua straniera e che studiano comunicazione, scienze politiche, diritto....o israeliani con esperienza militare di analisti d'informazioni" (YnetNews, agenzia enraica, 13 luglio).

Ho appreso recentemente che mentre la California è in bancarotta, paga i suoi dipendenti e le spese pubbliche con cambiali (che le banche non vogliono accettare), ci sono due Stati americani che non soffrono della crisi: il Montana e il North Dakota. Ciò perché quegli Stati hanno una propria banca, in cui depositano gli introiti fiscali. E usando il metodo della riserva frazionale che è consentito a tutte le altre banche private (allo Stato perchè no?), questi depositi fiscali sono usati come “riserva” per creare prestiti otto-dieci volte il valore delle riserve. Così, sono immuni dalle restrizioni del credito provocate da Wall street. Ovviamente, i cittadini del Montana e North Dakota mettono volentieri i loro risparmi nella “loro” banca. Può farlo anche lo Stato californiano, o quello italiano. Chissà perché non lo fa, e inietta soldi nelle banche private.

Cosa sta succedendo in Afghanistan?
E’ morto un soldato italiano in Afghanistan, 14 in tutto da quando li abbiamo mandati là.
Ogni anno 5-6 mila giovani italiani (scemi), spesso minorenni, muoiono in incidenti d’auto da droga, alcol e rincoglionimento di decibel nelle ore piccole. Dunque è più sicuro pattugliare in Afghanistan che uscire dalle discoteche, o guidare il sabato sera.
Ma questa strage continua non merita il «Cordoglio Ufficiale del Capo dello Stato», né agghiaccia l’opinione pubblica che si commuove al dolore della mamma del soldato, né merita un servizio speciale del TG al paese del morto in mimetica… non tolleriamo una morte in conflitto, non tolleriamo tre o quattro morti sul lavoro.
Ma i «morti sul Divertimento» li tolleriamo. Ci sembra un prezzo che si può pagare, perchè i nostri giovani «si distraggano», perchè non vengano limitati nei loro impulsi e desideri, perchè non vengano educati al minimo sacrificio, ma al piacere….

1 commento:

uniroma tv ha detto...

Al seguente link potete vedere il servizio realizzato da UniromaTV dal titolo "campagna elettorale "escort""

http://www.uniroma.tv/?id_video=15160

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