lunedì 12 ottobre 2009

Nobel ..Obama ricevi Il Dalai Lama..

IL PRENOBEL

Il Nobel che gli è stato dato è giudicato prematuro? Forse, invece, è arrivato troppo tardi…
Obama sarà probabilmente uno dei pochi presidenti non riconfermati per un altro quadriennio;
e sarà fortunato se nel 2012, quando toccherà a lui esporsi al voto, sarà ancora vivo.

I signori del comitato norvegese, premiando Obama per le sue pie intenzioni, hanno dato un segnale in questo senso. Un segnale che voleva essere forte.
I personaggi che ne vengono investiti ricevono una specie di aureola di santità laica (magari massonica), almeno agli occhi dei media; non è sempre un male, quando questi personaggi necessitano di una forza aggiuntiva (come Arafat-Rabin. El Baradei e l’ex presidente Carter), di una sorta di intoccabilità, venerabile nel nome del politicamente corretto.

Non si dimentichi che durante l’aggressione israeliana a Gaza, hanno operato lì due rispettati medici norvegesi, il dottor Mads Gilbert e il dottor Erik Fosse: che per dieci giorni si sono trovati ad amputare decine di arti suppuranti senza ferite da shrapnel, perchè colpiti da bombe a particelle inerziali, visto morire sotto i loro ferri donne incinte e bambini ustionati dal fosforo bianco, operato giorno e notte con metodi eroici due feriti gravi per volta nella stessa sala operatoria, mentre altri 80 agonizzavano nei corridoi inondati di sangue.

Questi due medici, al ritorno ad Oslo, sono ovviamente comparsi in decine di interviste nei giornali e nelle TV locali e scandinave; delle atrocità israeliane, norvegesi e svedesi sono molto meglio informati delle opinioni pubbliche europee, e quindi molto più indignati. Loro sono in generale gente colta che parla inglese, gli scandinavi sanno anche meglio di noi delle difficoltà in cui si dibatte Obama, il presidente che in qualche modo ha promesso un cambiamento della linea americana sul Medio Oriente. La Norvegia (5 milioni di abitanti) ha voluto aiutarlo con il solo mezzo che ha.

Ma, a giudicare i commenti in USA e in Europa, la buona intenzione è fallita. La gravità della crisi americana - morale e intellettuale, oltrechè economica - è abissale. Obama non ha fatto niente, e appare indeciso a tutto; ma non può fare altro. E’ letteralmente paralizzato dalla situazione interna.

Per riformare il sistema, Obama dovrebbe scontrarsi contemporaneamente con la lobby israeliana, con il sistema militare-industriale, con la speculazione di Wall Street e i suoi banchieri d’affari colpevoli della immane truffa finanziaria e del collasso economico, e tuttavia riempiti di bonus scremati dal denaro pubblico.
Bisogna rendersi conto che queste non sono solo tre lobby strapotenti: queste tre forze «sono» l’America. Al di fuori di esse, non c’è - nella società organizzata - null’altro.

Su quale lobby potrebbe appoggiarsi Obama? Le due più numerose e influenti sono la lobby dei pensionati e quella del «diritto di portare armi da fuoco», che in realtà non hanno nulla da dire in politica estera e in economia, e gli sono ostili. La galassia dei cristiani rinati, i 70 milioni di americani che hanno votato Bush e approvato le sue guerre perchè vi hanno visto l’avvicinarsi dei «tempi ultimi», detestano Obama perchè è liberal sull’aborto, no di certo.

La sola forza che ha sostenuto Obama è quella «democratica»: effettivamente è stato votato da una maggioranza ragguardevole, stufa della guerra e ostile a Wall Street. Nelle due camere, ha una maggioranza schiacciante. Ma ce l’ha ancora?
I senatori e i deputati democratici eletti con lui, che dovrebbero sostenerlo però sono terrorizzati.
Fra un anno, novembre 2010, dovranno affrontare le elezioni di mezzo termine, e vedono davanti lo spettro della bocciatura elettorale: la lobby è quella che gestisce i voti che contano, e soprattutto convoglia o nega i fondi elettorali. E – in mezzo ad una campagna forsennata di odio e disprezzo antiObama – sta facendo mancare quei fondi.

Il vicepresidente Joe Biden sta compiendo giri in lungo e in largo per gli Stati Uniti per rastrellare denaro, e non pare che abbia alcun successo. I senatori e i deputati democratici, sottoposti a pressioni e minacce della lobby, oltrechè da sempre in mano a Wall Street e ai grandi complessi industriali e militari, premono a loro volta su Obama perchè attenui la sua politica – quella politica che non ha attuato- ma la cui sola enunciazione gli ha coalizzato contro quelle forze.

L’opinione pubblica liberal o pacifista, inasprita dalla disoccupazione, dall’iniquità sociale crescente, e dall’indecisione del presidente, è stata in qualche modo la prima a deridere Obama e ad abbandonarlo: basta vedere i blog progressisti. Ciò che rimproverano ad Obama è giusto: non ha sconfessato Bush, ne prosegue le politiche; ha dato altri fondi agli speculatori che invece doveva far arrestare non ha denunciato la menzogna dell’11 settembre. Ma in un’America dove già scoppiano rivolte che evocano la guerra civile (i «Tea Parties», a ricordo della grande rivolta fiscale anti-britannica che portò all’indipendenza americana) ogni gesto in questo senso – ammesso che Obama avesse l’audacia di compierlo, cosa da escludere visto che è una creatura del Council on Foreign Relations – non farebbe che precipitare la spaccatura del Paese.

Il fatto è che il blocco elettorale pro-Obama non è affatto un blocco; la «sinistra liberal » è divisa, mentre le forze contrarie sono organizzatissime, hanno denaro, usano metodi sperimentati da un secolo, hanno accesso diretto e dietro le quinte presso gli attori politici.
Inoltre, la mentalità americana è contro di lui. Per descrivere l’umore dominante, basta dire che Obama è accusato di essere «socialista», anzi di voler fare degli Stati Uniti «uno Stato marxista».

John Perry, un opinionista che scrive su Newsmax ha avuto il coraggio di auspicare in un suo articolo un colpo di Stato militare per «risolvere il problema Obama». Ovviamente «senza spargimento di sangue». Credete che non possano farlo? Tutto si può in America quando si hanno dalla propria parte le tre lobby suddette. I media a loro disposizione faranno passare questi eventi come una «vittoria del liberismo»; E’ un buco nero mentale collettivo da cui – grazie alla crisi – può, in ogni momento, esplodere qualche evento brutale e catastrofico. Forse non solo per l’America.

Ecco cosa scrivono in america a proposito del Nobel a Obama…
Obama : un criminale di guerra degno di un Oscar, non di un premio Nobel
In un mondo nel quale vengono ricompensati dei criminali di guerra come Tony Blair mentre quelli che si oppongono ai criminali di guerra, come il lanciatore di scarpe iracheno Muntdhar al-Zeidi vengono imprigionati e torturati, non desta la minima sorpresa che un altro criminale di guerra - Barack H. Obama - sia ricompensato, per il suo stoico servizio prestato alla mattanza imperiale, con il Premio Nobel per la Pace.

L'uomo che ha amabilmente promesso un "change" [ cambiamento ] rispetto alle guerre illegali del regime Bush ed un ritorno al predominio della diplomazia sulla belligeranza nella gestione dell'Iran. ha perpetuato le guerre illegali in Afghanistan ed Iraq espandendone contemporaneamente un'altra in Pakistan e diventando belligerante nei confronti dell'Iran.

Nella testa di chi un tale comportamento costituisce un passo verso la pace ?

Obama non ha fatto nulla per smantellare la proliferante rete di ben oltre 700 basi militari USA sparse per il mondo.

Invece di giungere ad un accordo con l'Iran sul loro piano di energia nucleare, Obama ha allegramente letto dal suo fedele gobbo televisivo ed ha snocciolato la truffa secondo la quale l'impianto nucleare di Qom era un diabolico segreto che gli Iraniani avevano tenuto nascosto all'America come parte di una agenda segreta volta a costruire armi nucleari. In realtà, l'Iran aveva seguito precise linee guida messe a punto dall'AIEA sulla tempistica relativa alla comunicazione da dare circa nuovi impianti, linee guida che gli USA conoscevano già da anni.

La falsa propaganda di Obama nell'esprimere la sua sorpresa alla 'scoperta' del nuovo impianto è stata degna di un Oscar, ma non del Premio Nobel per la Pace, dato che la truffa ha aumentato la plausibilità di sanzioni contro l'Iran, sanzioni che potrebbero solo accelerare la strada che porta alla guerra.

Recitando disciplinatamente la sua parte in questo imbroglio inventato, Obama stava imitando le tattiche usate da George W. Bush per vendere l'attacco all'Iraq.

Come scritto da Paul Craig Roberts : " Accusando l'Iran di aver un segreto " programma per armi nucleari " e chiedendo che l'Iran "faccia chiarezza" sulla non esistenza di un tale programma, ed aggiungendo che non ha intenzione di portare un attacco militare all'Iran, Obama ha imitato quell'uso discreditato che il regime di Bush fece delle "armi di distruzione di massa" irachene - peraltro inesistenti - inventate per metter su l'invasione dell'Iraq. "

Il fatto che Obama si sia messo lui per primo nel ruolo del falco guerrafondaio nell'intento di propagandare la belligeranza verso l'Iran, discredita completamente l'affermazione del presidente del Premio Nobel - Thorbjoern Jagland - secondo la quale Obama : " Ha avuto un ruolo chiave per importanti iniziative dell'ONU per il disarmo nucleare e per la messa a punto di una nuova agenda per il mondo musulmano e le relazioni est-ovest. "

Le doti di recitazione di Obama - davanti ad un gobbo tv - e la sua viscida retorica sulla pace e la diplomazia potrebbero apparire a prima vista valide, ma la realtà circa quello che di fatto sta facendo per portare avanti i piani del PNAC per una guerra infinita evidenzia perchè il premio per la Pace sia solo un gioco malato.

Se davvero Obama voleva portare la pace nel mondo, come mai le sue prime nomine sono state principalmente di falchi della guerra neo-liberal, falchi che avevano un passato di sostenitori dell'avventurismo guerrafondaio ?

Se Obama è un simile gigantesco pacifista, allora perchè ha di già inviato altre 21.000 truppe in Afghanistan, con minimo altre decine di migliaia pronte a seguire ?

Se Obama progetta di tirar via le truppe USA dall'Iraq e di portare la pace nell'area, allora perchè ha fatto retromarcia sulle sue promesse ed ha garantito che decine di migliaia di soldati resteranno nel paese?

Se Obama è così meritevole che gli venga riconosciuto il suo impegno per la pace, perchè ha allora intensificato gli attacchi di droni - tipici dell'era Bush - su Afghanistan e Pakistan, attacchi che hanno ucciso e ferito innumerevoli civili innocenti ?

Se Obama è così interessato a promuovere la pace, allora perchè protegge dall'incriminazione dei criminali di guerra che hanno violato la Convenzione di Ginevra ?

Al di là dei vuoti luoghi comuni forniti dai suoi amici snob elitari, la vera cosa tragicomica su Obama che riceve il premio è stata illustrata da un paio di persone che i media allineati non hanno osato citare.

Issam al-Khazsraji - un lavoratore giornaliero a Bagdad, ha detto alla Reuters : " Quello non si merita il premio. Tutti questi problemi - Iraq, Afghanistan - non sono stati risolti... L'uomo del 'cambiamento' non ha ancora cambiato niente.

" Liaqat Baluch, un leader anziano del partito conservatore religioso Jamaat-e-Islami, in Pakistan, ha definito il premio uno 'scherzo' imbarazzante. "

" Portando avanti i suoi piani per la prosecuzione della guerra, Obama porterà a termine il lavoro di Bush e della sua cricca militare, " così lo scrittore Chris Floyd che prosegue : " [ nel farlo manda ] un fiume apparentemente senza fine di militari americani a morire - e, in un numero ancor maggiore, ad uccidere - con una azione criminale che ha aiutato il nostro paese a far bancarotta mentre spediva per il mondo ondate violente di instabilità ed estremismo. Così riempirà ancora di più la cloaca della corruzione e dei profittatori di guerra, benchè abbia già raggiunto proporzioni sorprendenti, di portata storica. "

Floyd riassume perfettamente il perchè il Premio Nobel per la Pace ad Obama sia una disgustosa farsa ed un insulto per quelli che veramente, al mondo, lottano per la pace, ed è una ulteriore testimonianza che il Premio Nobel per la Pace sia l'espressione di un gregge di elitari leccaculo che si conferiscono premi l'un l'altro così da potersi mostrare al pubblico come salvatori globali mentre in realtà sono essenzialmente un crocchio di bugiardi e di artisti della menzogna e della mistificazione.

Paul Joseph Watson

Fonte > Prison Planet.com | 9 Ottobre

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