martedì 27 ottobre 2009

Vero o Falso.....

ALBERTO DA GIUSSANO…ASSENTE? NO. FALSO STORICO!!
IL CASO. Il film «Barbarossa» si vende come pellicola storica; in realtà gli esperti hanno smentito da tempo l'esistenza di Alberto da Giussano…
Uno: Alberto da Giussano non è mai esistito. Due: il «giuramento di Pontida» probabilmente pure. Adesso che nelle sale d’Italia imperversa (pare comunque con successo inferiore alle aspettative) il kolossal di Renzo Martinelli Barbarossa, chi glielo dice alla Lega Nord che il film sul quale ha puntato per far risalire le sue radici sino al Medioevo è in realtà un polpettone che non rispetta affatto la storia? Eppure è così, praticamente tutti gli studiosi sono d’accordo; e davvero non si sa dove Federico Rossi di Marignano (consulente storico della pellicola) abbia – sono parole del regista – «trovato traccia del carroccio, oltre che naturalmente di un certo Alberto da Giuxano».
Lo storico settantenne Rossi di Marignano, del quale in concomitanza col film è uscito anche un libro sullo stesso argomento, risulta laureato in economia, diplomato in pittura e licenziato in scienze religiose: tutto fuorché storia...), è stato subito massacrato da parecchi studiosi con le carte accademiche in regola.
Uno su tutti: Franco Cardini. Il quale – avendo già scritto nel 1991 La vera storia della Lega Lombarda (Mondadori), dove Alberto da Giussano non è citato nemmeno una volta – ha evitato di far da consulente alla pellicola, poi si è affrettato a pubblicare sul suo sito un lungo articolo: «La storia raccontata dal film è profondamente falsa. A parte il giuramento di Pontida che forse non ci fu mai e Alberto da Giussano che fu inventato nel Trecento, il mostrare il Barbarossa come una specie di “dittatore centralista”, per giunta “straniero”, che spietatamente impone il suo tallone di ferro e le sue ruberie fiscali a un popolo oppresso il quale alla fine giustamente si ribella, è semplicemente ridicolo».
Insomma, come si vede, viviamo sempre più nel falso, di falso, e di falsità…

…la terra si sta scaldando…. è falso!!
Lo rivela, se mai non bastasse, tal professor Nicola Scafetta, uno scienziato di 39 anni originario di Gaeta che nel 1998, dopo essersi laureato in fisica a Pisa, se n’è andato “tomo tomo cacchio cacchio”a continuare i suoi studi in un’università del Texas e poi s’è trasferito a far ricerca e a insegnare al Free-electron laser laboratory della Duke University, uno dei più prestigiosi atenei degli Stati Uniti, fondato nel 1838 a Durham, nella Carolina del Nord. Scafetta è membro dell’Acrim (Active cavity radiometer irradiance monitor), centro mondiale di studio dell’irradianza solare associato alla Nasa, l’ente spaziale americano. Insomma, è uno di quelli che da noi vengono definiti «cervelli fuggiti all’estero». lo scienziato italiano è l’unico al mondo ad aver elaborato una previsione scientifica sull’evolversi delle temperature planetarie da qui al 2100. Se le temperature seguiranno la sua previsione, continueranno a diminuire fino al 2030 per poi aumentare di nuovo fino al 2060. Oggi il «politicamente corretto» afferma che è l’uomo, con le sue emissioni di gas serra, a governare, anzi a sgovernare, il clima. Lui invece sostiene che è l’intero sistema solare.

« L’Intergovernmental panel on climate change teorizzò che l’uomo governa il clima, e per questo essere è stato insignito del premio Nobel per tale teoria… quello che forse non si ricorda che gli fu dato un Nobel per la pace, non per la scienza….(”un falso Nobel” Un nonsense Nobel!!” ) Secondo questi signori, il nostro pianeta rischia di raggiungere un punto di non ritorno se non s’interrompono al più presto le emissioni di CO2».
Si scopre così che i modelli dell’Ipcc, nel tentativo di contemplare la massima quantità di informazioni possibili, hanno incluso un numero enorme di parametri. Ma con un numero enorme di parametri liberi si può ottenere qualunque risultato…soprattutto quelli a cui si è interessati!!
Lo Scarfetta ha notato la presenza di cicli: i più importanti sono un ciclo di 60 anni e uno di 20. I cicli di 60 e 20 anni sono due cicli naturali, che influenzano tutto il sistema solare: il periodo sinodico di Giove e Saturno, precisamente 20 anni, e il periodo dell’orbita combinata di Giove e Saturno, precisamente 60 anni. Giove e Saturno col loro movimento intorno al Sole producono onde gravitazionali e magnetiche, che investono tutto il sistema solare e fanno letteralmente “ballare” anche il Sole e la Terra.
Ora per farla breve l’analisi da lui fatta evidenzia che almeno il 60% del riscaldamento del clima terrestre osservato sin dal 1975 è causato dalle attività del Sole e degli altri pianeti. E, se così è, dovremmo attenderci un raffreddamento fino agli anni Trenta di questo secolo!!! . Il futuro previsto dallo Scarfetta appare ben diverso dalle proiezioni catastrofiche dell’Ipcc.
C’è nella comunità scientifica qualche altro studioso convinto che non siano le attività umane a governare il clima?
«Ne esistono moltissimi. Faccio parte di un comitato non governativo, l’Nipcc, Nongovernmental international panel on climate change, che ha prodotto quest’anno un corposo rapporto, il Climate change reconsidered, il quale è giunto alla conclusione che è la natura, e non l’uomo, a governare il clima. Questa conclusione è stata fatta propria da oltre 31.000 scienziati americani».

Come è falsa la nuova malattia che incombe: l’omofobia
stanno già preparando il vaccino?…forse.
La proposta di legge sulla cosiddetta omofobia era prevista nel programma elettorale di PD + IdV e non era prevista nel programma di PdL + Lega. PdL e Lega però non l’hanno voluta fermare in sede di Commissione, e così il 12 ottobre la proposta di legge (relatrice la PD Anna Paola Concia) è andata in discussione in Parlamento. Stoppata grazie alla pregiudiziale di incostituzionalità proposta dall’UdC e approvata a maggioranza, la proposta di legge tornerà, stavolta con un disegno di legge presentato dal Governo.
MA tutto questo «volerla approvare a tutti i costi» è già una prima vittoria per la lobby gay, che ha inventato l’omofobia per zittire il dissenso.
Fino a prova storica contraria, e fino a ieri ci si sposava “naturalmente con una persona dell’altro sesso” e i figli erano concepiti…naturalmente…
Ma ad un certo momento la lobby gay si inventò e ci ribattezzò «eterosessuali», e nessuno reagì. Io rifiuto la neolingua gay e affermo che il mio percorso di vita non è «eterosessuale», è semplicemente un percorso «normale», non avendo in sé niente di anormale.
La distinzione da fare è tra rapporti sessuali e rapporti omosessuali: questi ultimi sono scelte personali (una persona può avere tendenze omosessuali e scegliere di NON avere rapporti), sono infecondi e privi di rilevanza sociale. Ma la neolingua gay parlò di rapporti «eterosessuali ed omosessuali», come se fossero due opzioni sullo stesso piano. Il fare figli o il non farli non sono proprio irrilevanti per una comunità! Guarda caso il dictat degli imam islamici è di fare 5 figli a coppia per impadronirsi dell’europa nel giro di un ventennio!! (O.Fallaci)
Poi qualcuno cominciò a sostituire la parola «omosessuale» con la parola «gay». Più spiccio, dicevano. Spiccio e falso: omosessuale e gay non sono sinonimi. Gli omosessuali non gay sono la maggioranza: sono persone riservate, che non amano il chiasso, che non vanno in TV e non sfilano in piazza, che non rivendicano diritti particolari. Ognuno di noi ne conosce qualcuno.
Nelle nostre menti però tutti gli omosessuali si sono trasformati in militanti gay, e questo falsa completamente il dibattito. Io credo che la maggioranza degli omosessuali sono «omosessuali non gay».

Poi la lobby gay inventò il «genere». Solo una parola elegante da usare al posto di «sesso»? No, un’invenzione ideologica che sostituisce i due sessi, reali e constatabili alla nascita di ognuno, con 5 o 7 opzioni di «genere», di carattere culturale. Mi rifiuto di mettere la “cultura” nella biologia, poiché i sessi sono due e sono un dato genetico constatabile da chiunque in natura; il resto sono opzioni personali, irrilevanti per la società…(a meno di essere “holliwooddiani” ….come da articolo seguente )

Infine la lobby gay inventò l’omofobia. Ha un «suono» simile a una malattia, ma è una malattia inesistente, inventata dall’ideologia gay per i suoi scopi….gettare scompiglio fra la gente, dividere le coscienza, esasperare tutto fino alla concessione finale dello status “diverso = superiore”, perché va sempre così, c’è una minoranza che arriva e fa casino al punto che non se ne può più, allora i politici ipocriti e codini gli danno per “par condicio” uno status giuridico….Conoscete casi di persone rifiutate sul lavoro perché omosessuali? Si sa, è cosa di ogni giorno invece il caso di donne a cui si rifiuta il lavoro perché giovani spose a “rischio” di maternità., o di donne che non fanno carriera perché potrebbero rimanere incinta…(e nessuno parla di “madri fobia”)
Persone omosessuali siedono in Parlamento, sono ai vertici di diverse regioni, sono presenti nel mondo dell’arte, del teatro, della TV, del cinema, della letteratura, della moda, nelle università e nelle scuole di ogni ordine e grado, hanno una disponibilità di reddito ben superiore alla media, hanno organizzazioni nazionali a loro disposizione: la discriminazione non esiste, anzi qualche illustre personaggio afferma che l’essere gay l’ha aiutato nella carriera.

La finta malattia detta «omofobia» serve solo a zittire coloro che contestano l’ideologia gay (si dà dell’omofobo un po’ come un tempo si dava del fascista). Io credo che non esista discriminazione basata «sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere» (che sono libere opzioni personali se non le si vuole modificare con terapie mediche. Ho già scritto di un amico medico che si è trovato a curare –perché così si dice da medico- uomini che venivano da relazioni normali, ma che improvvisamente, chi a 40, a 30 o altra età, si trovava a desiderare rapporti con rappresentanti del proprio sesso…”la cura” è semplice come la diagnosi…niente Dna, ma alterazioni ormonali a seguito di episodi emotivi forti, stress….) mentre c’è una evidente e chiara discriminazione per la famiglia «costituzionale», società naturale fondata sul matrimonio. Tutti sanno ad es. della legge sul part time alle donne che vogliono seguire i figli…provate a chiedere quante aziende la applicano!!
Tutto va verso la rottura dei rapporti familiari, nessuno si alza a dire niente, ne da sinistra ne da destra, che infatti sono esattamente allineati per venderci al mercato globale dei polli.
«Ma ci sono le aggressioni ai gay!»dirà qualcuno.
A parte che la fumosità delle statistiche su queste aggressioni è totale (ad esempio: nessuno ci comunica quante aggressioni a gay sono fatte da altri gay; nessuno fa una statistica sull’ambientazione di queste aggressioni), le aggressioni ai gay vanno perseguite e punite come ogni altra aggressione. Col passaggio di questa legge, accadrà che un’aggressione a me o a voi verrà punita con meno rigore rispetto all’aggressione a un gay.
Si arriverà alla «omocrazia»? In un’Italia in cui si può satireggiare chiunque fino all’insulto, con l’approvazione di questa proposta di legge un militante gay non potrà nemmeno essere contraddetto. Se passa la legge in Parlamento, nasce una nuova «casta» intoccabile…dopo quella ebraica.

C’è da appaltare una radio per trasmettere le dirette del Parlamento italiano: FALSO
tutti i partiti si preparano a rinnovare la convenzione con cui Radio Radicale si è fatta affidare le dirette dal Parlamento. E’ un servizio pubblico – o così si dice – per cui Radio Radicale riceve 10 milioni di euro l’anno, e questo da decenni.

…dovrebbe essere evidente a tutti che qui c’è un grave conflitto d’interesse. Un servizio pubblico, che dovrebbe svolgere la radio pubblica, è stato affidato non solo a un privato, ma a un partito. La convenzione per trasmettere le sedute parlamentari, inoltre, non viene mai messa a concorso fra diversi concorrenti: è inteso che la devano fare i radicali. E perchè?

Per far vivere il partito radicale, è ovvio. Un partitello che il 93-94 % dei contribuenti italiani non votano, ma di cui pagano l’esistenza con venti miliardi di lire l’anno. Qualcuno, probabilmente in grembiule squadra e compasso, ha sancito che i radicali «devono» vivere; e siccome nessuno li vota, devono vivere di denaro pubblico.

Naturalmente, loro ribattono che il servizio pubblico lo forniscono, e bene. Ma si provi a mettere a concorso quel servizio pubblico coi 20 miliardi di lire annue annessi, e in un attimo vedrete nascere cooperative disposte a fare quel servizio in modo apolitico e neutrale pur di prendere 20 miliardi!!
Sarà che i radicali sono un trans-partito trans-versale e transessuale, e stanno in tutti i partiti maggiori…regioni comprese?
No, non è una cosa legittima. Non si può affidare un servizio pubblico a un partito. Non senza concorso, almeno. Il conflitto d’interesse esiste solo per Berlusconi !!…FALSO!

Al Roma Film Festival ha vinto un film «italo-danese» che narra «la imprevedibile storia d’amore omosessuale fra neonazisti» deve essere un caso! Italo-danese? Storia d’amore omosessuale. Fra neonazisti. Nessun comico romanesco avrebbe potuto inventarsi una gag del genere in questa settimana di Transgender quotidiani… La realtà, nell’Italia dei film pagati con sussidi pubblici, supera ogni scenetta e gag possibile. Il Corriere, compunto e serio, ci informa che il film «non aveva un distributore, ma finalmente la società Lucky Red di Andrea Occhipinti l’ha comprato. Così anche i cinespettatori italiani potranno vederlo».
Non aspettiamo altro. Ecco i film che l’Italia (un po’ danese) sa produrre: segno certo della mancanza di talento, si prova a fare un film su un imprevedibile amore omosessuale. Ma siccome gli omosessuali che hanno rapporti in film non fanno più scandalo, facciamo che sono anche neonazisti. Altro scandalo, perchè essere finocchi passi, ma neonazisti no. Non si deve.
Che brivido proibito: stivaloni, teste rasate, croci uncinate, e Natalì di via Gradolì (con l’accento sulla i, come dice la Carlà che è una nota f…à)

Ingrandire per vedere: è gente che incontrate nella vostra vita di gente normale? Che vorreste incontrare? Labbroni e tettoni al silicone, sete cafonissime. E chi è quell’essere in primo piano con il trucco sulle rughe rapaci e il sbaffo del rossetto? Di che sesso è?
Trattasi, ci informa per fortuna Dagospia, di tale «Valentina Verany». Pare che sia una pittrice, così dice lei…anche se dipinge fuori dalle labbra…avrà influenze cubiste??


E del comportamento di Polanskì…(con l’accento sulla i,come.. )
“all’avanguardia, una scelta di stile di vita non convenzionale di una persona creativa e di talento”…

La vita di Polanski come fuggitivo non è stata esattamente una valle di lacrime. Ha diretto un certo numero di film, alcuni dei quali con importanti stelle di Hollywood. Il suo film del 2002, Il Pianista, fu largamente acclamato, vincendo un oscar come Miglior Regista, oltre a altri riconoscimenti.
Ovviamente non dobbiamo dare troppa importanza al fatto che Il Pianista ricevette questi riconoscimenti poiché fare film sull’olocausto, è risaputo essere la chiave del successo per l’Oscar.
D’altronde, fare film come La Passione di Cristo non porta altro che infamia e accuse di antisemitismo. Il perché debba essere così è uno dei “grandi” misteri della vita.

Un articolo del Los Angeles Times (sotto riportato) discute della differenza fra l’atteggiamento verso Polanski fra le élites di Hollywood e il resto del paese: dalle politiche di Michael Moore alla violenza e sesso sullo schermo, il business del cinema viene costantemente assalito per il fatto di non condividere i valori del paese. Raramente l’argomento della moralità è stato così rancoroso come nel caso di Roman Polanski.
Hollywood si sta mobilitando a favore del regista fuggitivo. Importanti registi cinematografici stanno firmando una petizione pro-Polanski, Whoopi Goldberg dice che il regista non ha commesso un vero stupro e Debra Wingers lamenta che “l’intero mondo artistico soffre” per questo arresto.

Il resto della nazione sembra avere una prospettiva drammaticamente diversa dell’arresto di Polanski nel fine settimana. Anche se sono passati decenni da quando se ne è andato da Los Angeles prima della sua irrogazione della pena nel 1978, Polanski deve essere estradato e pagare il suo debito, questo è il pensiero. Non ci sono scuse per aver obbligato una ragazzina di 13 anni a fare sesso. Le persone che lo difendono non hanno principi. Nelle lettere al direttore, nei commenti sui blog di internet e negli interventi sulle trasmissioni radiofoniche e canali televisivi, il sentimento nazionale è contro Polanski , e contro il sostegno di Hollywood del settantaseienne regista, in modo preponderante.
L’articolo continua ritenendo che il rifiuto di Hollywood di condannare Polanski è semplicemente un modo di proteggere se stessi. Come prova, l’articolo evidenzia che quando Mel Gibson sfogò il suo rancore anti-ebraico dopo essere stato arrestato per eccesso di velocità e guida in stato di ubriachezza da un ufficiale di polizia ebreo, a Hollywood sembrò non importasse a nessuno.
Perché Hollywood è sola nel sostenere Polanski? la risposta è che l’atteggiamento hollywoodiano riflette la sua identità ebraica.
Uno studio sociologico che confronta gli atteggiamenti della élite di Hollywood agli atteggiamenti tenuti dal pubblico generale e dalle élite tradizionali (non ebraiche) dell’America bianca prima degli anni 60 (cioè: leader politici, affaristici e militari, nonché figure religiose della Chiesa Cattolica e Protestante…
La più grande differenza fra Hollywood e gli altri gruppi era sull’ “ individualismo espressivo “.
L’individualismo espressivo fornisce idee di liberazione sessuale (inclusa l’approvazione dell’omosessualità ed il matrimonio fra persone dello stesso sesso), relativismo morale ed un disprezzo per le istituzioni religiose (cristiane). Gli artisti si sa, sono anche più tolleranti verso stili di vita insoliti o devianti e da parte di minorità religiose e gruppi etnici.
In breve, gli atteggiamenti di Hollywood riflettono gli atteggiamenti culturali della sinistra liberale appartenente alla comunità ebraica, atteggiamenti che sono ostili alla gente tradizionale e alla cultura dell’America e dell’Ovest. Qualunque cosa si possa dire di lui, Polanski è il reperto N° 1 nella categoria degli stili di vita insoliti e deviati.
Come ho già potuto evidenziare altre volte, i movimenti intellettuali ebraici che dominarono negli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale, abbandonarono le loro radici marxiste a favore della promozione dell’individualismo radicale fra i non ebrei. Essi lo fecero non per la loro fedeltà agli ideali dell’Illuminismo, ma come utile strumento per mettere fine all’anti-semitismo e prevenire i movimenti di massa di destra.

Un aspetto dell’individualismo radicale fu la mancanza di identità razziale dei bianchi. Per la Scuola di Francoforte, il non ebreo ideale era qualcuno che fosse completamente staccato dai gruppi, inclusa la sua razza, la sua affiliazione religiosa cristiana e addirittura la sua famiglia.

Infatti, una persona bianca col senso di orgoglio etnico veniva analizzata come un qualcuno che soffriva di un problema psichiatrico, una diagnosi che non era applicata a nessuna altra razza o gruppo etnico. Polanski può così essere esempio di individualismo espressivo e nello stesso tempo dimostrare la sua identità ebraica girando un film sull’olocausto.
Per i non ebrei, l’individualismo espressivo significa non identificarsi con la propria razza o gruppo etnico.

Un altro aspetto dell’individualismo radicale è la sessualità disinibita. La psicoanalisi fu particolarmente importante come strumento intellettuale per minare i costumi tradizionali sessuali americani, profondamente intrisi nella tradizione religiosa cristiana della cultura americana.

La deviata e pervertita sessualità di Polanski si sposa bene con l’individualismo espressivo, sebbene ne è senz’altro una versione piuttosto estrema.
D’altra parte, le responsabilità del matrimonio monogamo, la famiglia e i parenti non aderiscono a questo profilo culturale. Tuttavia l’individualismo espressivo è uno stampo culturale che ha influenzato una notevole parte della popolazione bianca.
Una tendenza verso l’individualismo espressivo è parte della vena individualista nella cultura tradizionale americana, ma era un fenomeno marginale, ristretto ad aree come il Greenwich Village ed il mondo dell’arte, non era certo parte della culture delle scuole e delle chiese nelle cittadine dell’America anglo-tedesca del Midwest.

L’individualismo espressivo divenne una parte integrante della controcultura degli anni 60, specialmente della componente hippy di quel periodo. A quel punto, come afferma Eric P. Kaufmann, esso divenne radicato nella cultura di massa americana, invadendo il mondo intellettuale e la gente di alto livello scolastico dei mass-media, delle università e del governo.
Questo movimento di individualismo espressivo al centro della cultura americana è stato portato dai movimenti intellettuali ebraici che descrivo in Culture of Critique, in particolare la psicoanalisi e la Scuola di Francoforte (assieme ai loro alleati fra gli intellettuali di New York ed i loro propagandisti nella comunità ebraica organizzata e nei media).
Nel loro contesto, questi movimenti sono ostili alla cultura cristiana tradizionale dell’America, ai suoi costumi sessuali, al suo orgoglio etnico e addirittura all’idea che i bianchi abbiano il diritto o un interesse legittimo a mantenere il loro status come maggioranza politica.

Questi movimenti razionalizzarono e promossero questo elemento di cultura americana ai più alti livelli del discorso intellettuale.
Un altro esempio che riflette la promozione ebraica dell’individualismo espressivo fra i non ebrei, può essere notato nei recenti articoli della D.ssa Lasha Darkmoon sull’influenza ebraica nel mondo dell’arte. Essa evidenzia la predominanza degli ebrei ricchi fra i collezionisti di arte, critici e galleristi.

Mentre conservano la loro propria identità etnica, essi promuovono esattamente il tipo di non ebreo apprezzato dagli autori della Scuola di Francoforte di The Authoritarian Personality.
Un individualista espressivo con nessuna appartenenza alla sua razza, alla sua famiglia, alla religione cristiana o alla tradizionale cultura dell’Occidente.

Il risultato è che un individualista estremamente espressivo, come l’artista britannico Damien Hirst, può guadagnare centinaia di milioni di dollari costruendo opere d’arte come una cassa di vetro con vermi e mosche che si alimentano su una testa bovina in decomposizione. Oppure uno squalo sospeso in formaldeide. Una recente mostra di Hirst ha realizzato vendite per almeno 200 milioni di dollari.

Hirst è la pura creazione del ricco collezionista d’arte ebraico Charles Saatchi il quale fu impressionato dalla testa bovina infestata di vermi di Hirst e gli fece da promotore per i successivi dieci anni. Hirst si è comportato come il prototipo individualista espressivo, incluso l’abuso di alcool e droga, nonché comportamento personale oltraggioso e violento: Hirst ha ammesso gravi problemi di alcool e droga per dieci anni dagli inizi degli anni 90 (proprio quando Saatchi fu il suo promotore).
“Iniziai a prendere cocaina e a bere. Diventai un maledetto rottame balbettante “
Durante questo periodo era conosciuto per il suo comportamento selvaggio e per le sue azioni estroverse (noi psicologi la chiamiamo psicopatia disinibita), incluso, ad esempio, mettere una sigaretta in punta al pene davanti a giornalisti. Era un frequentatore abituale del club intellettuale Groucho Club di Soho a Londra dal quale fu cacciato in occasione di questi comportamenti.
Kevin MacDonald (Editore del The Occidental Observer e professore di psicologia alla California State University di Long Beach

Lo scandalo del prof negazionista
ROMA - Dalla comunità ebraica romana al rettore, sono durissime le reazioni alle tesi negazioniste del ricercatore Antonio Caracciolo, docente di filosofia del diritto alla Sapienza di Roma.
La Comunità ebraica romana preannuncia un'iniziativa legale: "Ci sono molti "signor nessuno" - dice il presidente, Riccardo Pacifici, parlando da Israele - che pensano di aver una ribalta e una notorietà cercando di sorprendere o di stupire. Questi signori devono sapere che i tempi dell'indignazione della protesta non hanno più senso. L'Italia. l'Europa le Nazioni Unite hanno fatto propria la lezione della Shoah a tal punto che il 27 gennaio, Giornata della Memoria è celebrata ovunque. Questi "signori" in alcuni paesi europei, purtroppo ancora non in Italia, (per me ogni commento a questo fascista è superfluo) sono perseguiti dalla legge per le tesi che sostengono. Ed è per questo che, come abbiamo fatto con altri, adiremo le vie legali".
Il sindaco, (neo ebreo ad onorem) Gianni Alemanno, che domenica volerà ad Auschwitz nell'ambito dell'iniziativa del Viaggio della Memoria, chiede che si prendano provvedimenti: "Mi attiverò con il rettore - ha spiegato - affinché il professore venga sospeso (per una opinione diversa??). Per Alemanno il professore "o è in malafede o non ha nessun fondamento culturale".
Il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, si dice certo che "sarà l'università stessa a reagire": "Le notizie apparse oggi su Repubblica sono la drammatica conferma di quello che diciamo da tempo: la nostra missione (di un presidente di provincia??) è evitare che la memoria diventi storia e che si perda la forza che deve avere la comprensione dei fatti storici. La cosa che più mi preoccupa è che ci sono tanti casi di negazionismi non affermati con questa spudoratezza ma che vivono nell'ambiguità di posizioni di non coerenza, che sono anche peggiori di chi si assume la responsabilità di dirlo". Politichese fumoso ma buono per riempire di autoreferenzialismo chi lo pratica.
Tra quanti chiedono l'allontanamento del docente, Flavio Arzarello, coordinatore nazionale della Fgci, e il presidente del consiglio comunale di Roma, Marco Pomarici, secondo il quale "non è tollerabile che determinate affermazioni circolino liberamente nella più grande Università europea,(grande per numero di studenti ma non certo per qualità!) e per di più, in un corso dove si insegna la filosofia del Diritto. (chissà che diritto è quello di negarlo ad un altro?forse si chiama rovescio?) Simili teorie possono generare odio e recrudescenze di antisemitismo è di tutta evidenza quindi che Caracciolo non è adatto all'insegnamento e va allontanato". (Se era gay, pedofilo, o aveva chiesto favori sessuali alle allieve per superare i suoi esami era OK!! )
L'assessore alla Cultura, Umberto Croppi: "È necessario coltivare e approfondire il tema della memoria e la scuola riveste un ruolo fondamentale. Serve una presenza pedagogica su questo punto".
Il rettore della Sapienza Luigi Frati: "Vada a Dachau"

Il sito "Informazione Corretta", che già seguiva i blog del docente, commenta: "In altri paesi sarebbe già stato condannato da un tribunale, in Italia no. La legge c'è, è la Mancino, ma non è mai stata applicata. Finirà a tarallucci e vino anche questa volta".(i cani fascisticamente corretti se ne dispiacciono!!)
Il ”presidente della Regione”, Piero Marrazzo: " vorrei poter guardare negli occhi questo professore", per potergli "trasmettere le immagini che io mi sono portato da Auschwitz, dallo Yad Vashem"."Vorrei che lui andasse a Birkenau ed entrasse nella stanza dei bambini". Mi sa che ora rischierebbe di «trasmettergli» non le «immagini di Auschwitz», nè della «stanza dei bambini di Birkenau», ma la stanza di Natalì, il transessuale che «conosce da sette anni», in via Gradoli..
L'eco della notizia arriva anche al Festival Internazionale del Film, in corso a Roma e dove i fratelli Joel e Ethan Coen, nell'ambito della presentazione del loro ultimo lavoro, hanno commentato: "Mamma mia! Ci sono molti pazzi nel mondo, è molto strano sentire cose di questo genere in un contesto accademico". Certo che a Hollywood dove sono tutti ebrei è più difficile!
Si difende il proff. "Ai miei studenti - dice a proposito della sua attività accademica - insegno a ragionare. Ne ho pochi, meno di una decina, perché Scienze politiche non è molto frequentata, il programma di quest'anno verte su un libro di Carl Schmitt che io ho tradotto, quindi non tratto i temi dell'Olocausto". Il Proff. Caracciolo ci tiene anche a sottolineare di aver tradotto e curato, con un propria prefazione, diversi libri del giurista e filosofo politico tedesco Carl Schmitt, sostenitore del regime nazista.
Il docente non sembra voler arretrare rispetto alle sue posizioni: "Mi sento in una botte di ferro, io sono un ricercatore e ho l'obbligo e il diritto di ricerca".
(Fonte > Repubblica.it)
questa è la storia, purtroppo ripetuta, del «calcio dell’asino»: il leone era morente, e allora l’asino si fece finalmente coraggio e lo scalciò. Decine di asini fanno a gara a scalciare il leone, ora che possono farlo senza pericolo…ora che “tutti” sono stati convinti, nessuno può esimersi, tutti gli asini si producono in calci spaccaossa, perchè c’è Pacifici che guarda e prende nota degli asini più zelanti, di chi calcia più forte.
Il fatto è che il leone scalciato, qui, non è un leone se non per inerme coraggio: Antonio Caracciolo, uno fra i maggiori studiosi di Schmitt, a 58 anni, è ancora solo un ricercatore alla Sapienza. Facile perseguitarlo, togliergli il magro stipendio da precario, metterlo alla fame.
Una massa di asini strapagati, parassiti privilegiati ben accomodati al potere, con poltrone inamovibili e di emolumenti miliardari a spese del contribuente, sta spaccando le ossa a uno studioso povero e precario, che solitario accampa il suo diritto di ricerca… il povero ingenuo crede di vivere in un regime di libertà e democrazia!

Ma non sono esattamente il tipo di scene che, come ci hanno raccontato ad nauseam, avvenivano nella Germania degli anni ’30. Allora vuol dire che non abbiamo imparato nulla dalle continue visite ad Auschwitz!!
Purchè ne sia data licenza dal potere, è sempre lo stesso tipo di persone ignobili che perpetrano le stesse ignobili persecuzioni su deboli che non possono difendersi.

Diceva Solgenitsin, in ogni momento storico c’è una quota di vili e di meschini, o di criminali assetati di sangue, su cui il Potere malvagio - qualunque sia - può contare per compiere atti ripugnanti: come delatori, aguzzini, kapò, linciatori, si offrono volontariamente. Non importa l’etichetta ideologica: ogni scusa è buona agli asini per scalciare, quando gli danno il permesso di farlo.

Oggi, i nazisti di questa generazione sono Alemanno, Frati, Croppi, Zingaretti e Marrazzo, il nano della FGCI; mentre l’ebreo, oggi, è Antonio Caracciolo. Del resto, la frase del rettore Frati contro Caracciolo rivela più di quanto l’asino capisca: «Vada a Dachau». Sì, a Dachau, a Dachau! Sbattiamoli tutti a Dachau, quelli che non si adeguano al pensiero conforme! Bello ed equo-eco-solidale…


DAL CORRISPONDENTE A GERUSALEMME - Quel che non fanno i turchi, lo fanno gli italiani. E i generali israeliani ringraziano: le manovre aeree congiunte Nato-Turchia-Israele che Ankara aveva cancellato dieci giorni fa (motivazione ufficiale: «Non possiamo prestare il nostro cielo a chi ha massacrato i palestinesi di Gaza») sono state ospitate la settimana scorsa in Sardegna. Prove di guerra: con la discrezione che si usa in queste circostanze, cinque F-15i, cinque F-16i, un Boeing 707 per il rifornimento e un Hercules con l' equipaggiamento tecnico sono arrivati da Tel Aviv alla base di Decimomannu e qui si sono esercitati in una «simulazione di combattimento a lungo raggio», che sarebbe poi la simulazione d' un attacco all' Iran. Non erano presenti altre aeronautiche oltre all' italiana, spiegano fonti militari israeliane. L' appoggio del governo italiano alle scelte militari del governo Netanyahu appare sempre più netto: prima con la rinuncia della nostra Aeronautica alle manovre delle polemiche in Turchia, in segno di solidarietà con gli esclusi; poi col voto all' Onu di venerdì scorso, uno dei pochi Paesi europei che hanno bocciato il Rapporto Goldstone e le accuse di crimini di guerra a Gaza.

Battistini Francesco Fonte > Corriere della Sera | 20 ottobre

Israele chiederà di modificare il diritto bellico internazionale Netanyahu sfida le Nazioni Unite.
TEL AVIV - Israele chiederà di modificare le leggi di guerra internazionali. Il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha incaricato ieri, martedì, il suo Governo di avviare un'iniziativa di questo tipo con il sostegno di altri Paesi.
La decisione è giunta a circa una settimana dall'approvazione da parte del Consiglio Onu per i diritti umani del rapporto Goldstone sull'operazione "Piombo Fuso" e nello stesso giorno in cui le Nazioni Unite hanno annunciato che il rapporto sarà discusso dall'Assemblea generale entro la fine dell'anno.

Il documento, che accusa Israele e Hamas di aver commesso crimini di guerra e contro l'umanità nei ventidue giorni di scontri a Gaza dalla fine del 2008, è stato duramente criticato dal Governo Netanyahu. Secondo il quotidiano "Yedioth Ahronot", il ministro della Difesa e vice premier, Ehud Barak, si è incontrato con i leader dei Paesi impegnati in Afghanistan e li ha trovati favorevoli a una modifica del diritto bellico.

"È nell'interesse di chiunque combatta il terrorismo - ha dichiarato Barak - modificare le leggi di guerra; dobbiamo sostenere le forze armate e dare loro libertà di azione". Fonte > L'Osservatore Romano
Avigdor Lieberman, il ministro degli Esteri razzista d’Israele, ha già cominciato la grande campagna di lobby. Ha scelto un bersaglio molle – Javier Solana, capo della politica estera della UE – e l’ha minacciato: Israele non può far progredire il processo di pace con i palestinesi finchè il rapporto Goldstone ha il sostegno internazionale.

«Ma di quale processo di pace stanno parlando? Non c’è nessun processo di pace. Il ministro degli Esteri non vuole nessuna pace»: così ha replicato Richard Goldstone, il giurista ebreo-sudafricano responsabile del Rapporto inviso ad Israele.
Verissimo: il ricatto è vuoto, dato che proprio Liebermnan ha dichiarato di non volere una sistemazione del problema palestinese.

Il fatto è che anche Goldstone, sionista appassionato, è esasperato dagli attacchi personali che riceve dalla lobby fanatica, dalle accuse di parzialità, e di essere un «ebreo che odia se stesso». E adesso, anche una parte degli ebrei americani, che si autonominano «J-street» (strada degli ebrei) sta criticando il comportamento israeliano, si rifiuta al richiamo alla disciplina etnica, ed espone una disillusione verso lo Stato sionista, mai prima espresso ad alta voce.
Il mutato atteggiamento si può spiegare solo così: a Washington c’è un altro padrone, con un programma che (anche se Obama non riesce ad imporlo) le diplomazie occidentali stanno sostenendo.
Alla fine, anche Obama cederà. Gli USA metteranno il veto al rapporto Goldstone al Consiglio di Sicurezza, ed eviteranno ai capi israeliani di essere trascinati al tribunale dell’Aja. Ma è chiaro che il mondo, finchè resta Obama, non accetterà una nuova operazione «Piombo Colato» a Gaza. Naturalmente il regime israeliano sta facendo un altro calcolo: che fra meno di quattro anni Obama non ci sarà più, perchè non sarà rieletto ad un secondo termine: la lobby sta lavorando senza scrupoli a questo fine.

Nessun commento: