Riparliamo di immondizia
Cosa ci hanno raccontato, per anni e anni? Che il pattume in generale, ma quello partenopeo in particolare, ammucchiato senza uno straccio di raccolta differenziata («tale quale», in gergo) non può essere trattato, ripulito, riciclato, trasformato in combustibile e bruciato.
Falso.
Succede già. A Venezia. Dove lo stesso tipo di immondizia viene smaltito senza problemi dal più grande impianto europeo di Cdr (Combustibile Derivato dai Rifiuti) che manda in discarica solo il 6% di quello che arriva coi camion e le chiatte. E dov' è l' inceneritore? Dov' è questo mostro orrendo le cui fiamme fanno inorridire i campani che da anni, dipingendosi già avvolti dai fumi neri della morte, si ribellano all' idea di ospitarne qualcuno? A tre chilometri dalle bancarelle del mercato di Marghera. A cinque da Mestre. A otto dal campanile di San Marco. Senza che nessuno, neppure il gruppuscolo ambientalista più duro e puro e amante delle farfalle, abbia mai fatto una manifestazione, un corteo, una marcetta, un cartellone di protesta. Prova provata, se ancora ce ne fosse bisogno, che sotto il Vesuvio sono troppi a giocare sporco. L' impianto in riva alla laguna, ai margini di Marghera pare una clinica. La bolzanina «Ladurner» l' ha costruito (dal primo scavo nel terreno al fissaggio degli interruttori elettrici) in dodici mesi. Impianto pulito. Silenzioso. Efficiente. Apparentemente quasi deserto. «Quanti dipendenti? Meno di un centinaio. Al Cdr, su tutto il ciclo, 28 persone», spiega Fiorenzo Garda, dell' azienda altoatesina. Sei in meno di quanti bivaccano al call-center napoletano del Pan (Protezione ambiente e natura) dove, stando al rapporto della commissione parlamentare, ogni centralinista riceve mediamente una telefonata a testa alla settimana. Ventotto persone che, scivolando tra capannoni, rampe e officine, ricevono ogni giorno i rifiuti urbani di Venezia (comprese Mestre, Marghera, le isole), Chioggia e larga parte della Riviera del Brenta per un totale di 300mila persone. Meglio: per un totale equivalente a una popolazione di 300mila abitanti. La Serenissima è infatti una città speciale per almeno due motivi. Il primo è che, scesa nei decenni a 50mila residenti, accoglie ogni anno quasi 20 milioni di turisti (meglio: 20 milioni di presenze giornaliere, per una media di circa 55mila abitanti supplementari al giorno con punte di 150mila) ai quali è praticamente impossibile imporre la raccolta differenziata. Il secondo è che un conto è portar via la campana della carta e del vetro coi camion in terraferma (dove la «differenziata» sta mediamente al 45%) e un altro con le barche nei canali. Risultato: le «scoasse» veneziane sono uguali alla «munnezza» napoletana. "L’affare immondizia napoletana"
è costata fino ad oggi almeno un miliardo e duecento milioni di euro.
I rifiuti veneziani no, quelli i soldi, agli azionisti pubblici, li fanno guadagnare. Dice Gianni Teardo, responsabile tecnico degli impianti, che quest' anno(2007) il complesso di Marghera, costato 95 milioni di euro (un dodicesimo dei soldi spesi in Campania) va in attivo.
Spiegare come la spazzatura venga «bollita» per una settimana in enormi cassoni («biocelle»), asciugata, sminuzzata, passata al setaccio per separare quello che può essere riciclato tra i metalli, la plastica o la carta, sarebbe lungo. Basti sapere che, mettendo insieme questo lavoro con quello a monte della raccolta differenziata e poi una seconda e una terza operazione di filtraggio, l' impianto veneziano si vanta di mandare in discarica nell' entroterra di Chioggia solo il 6% del pattume trattato. Che dovrebbe essere ridotto entro un paio di anni al 3%. «Anche se puntiamo a ridurlo ancora, fino ad azzerare il ricorso alla discarica».
Ferri, plastiche e carta vengono venduti sul mercato.
La metà del Cdr prodotto e compattato in «brichette» simili a corti bastoncini è ceduto all' Enel che lo brucia al posto del carbone per fare energia.
Tutto ciò che può essere usato allo scopo diventa «compost» per fecondare i terreni troppo sfruttati e in fase di desertificazione. E quel che resta, infine, viene bruciato.
Direte: oddio, vicino a Venezia! Esatto: in faccia a Venezia. Senza una protesta. Sotto il controllo dell' Arpav. Con un rapporto giornaliero sui fumi emessi. E sapete cosa salta fuori, a vedere i dati certificati dalle autorità sanitarie? Che un inceneritore di ultima generazione come quello veneziano, tra filtri e controfiltri, sta molto al di sotto dei limiti fissati, che sono da cinque a quindici volte più rigidi rispetto a quelli delle centrali termoelettriche o dei cementifici. Ma c' è di più.
Fatti i conti, quel camino che smaltisce ciò che resta dei rifiuti di 300mila abitanti butta nell' aria ogni ora circa 60mila milligrammi di polveri.
Pari a quanti ne escono, stando alle tabelle Ue, dai tubi di scappamento di quindici automobili di tipo Euro2. Per non dire di quelle più vecchie, che inquinano infinitamente di più. Direte: e se queste polveri fossero più aggressive? Massì, esageriamo: ogni camino come quello di Marghera inquina come una cinquantina di auto Euro2. E sapete quante ce ne sono, in Campania, di auto così o più vecchie e inquinanti?
Oltre 2 milioni e 200mila. Pari a 44mila inceneritori come quello di Marghera.
Confronto tra i due impianti, sulla laguna di Venezia e quello di Acerra "il furore di Bassolino"
L' impianto di Mestre è stato costruito in 12 mesi dalla ditta Ladurner di Bolzano. È costato 95 milioni di euro e riceve ogni giorno i rifiuti urbani di Venezia, Chioggia e larga parte della Riviera del Brenta, per un totale di 300mila persone. Butta nell' aria ogni ora circa 60mila milligrammi di polveri, pari alle emissioni di 15 automobili Euro2 Periferia di Acerra
L' impianto di termovalorizzazione di Acerra (Napoli) è stato progettato nel 1998, ma i lavori di costruzione non sono ancora stati terminati: l' inaugurazione non è prevista prima della fine del 2008.
Per realizzarlo è stato stanziato un appalto di oltre 200 milioni di euro; le sue tre linee di forno-caldaia dovrebbero operare in parallelo, bruciando ciascuna 27 tonnellate di Cdr (combustibile derivato dai rifiuti) compatibile all' ora…
Inoltre per l’onore italico:
Il 12 dicembre 2006 il termovalorizzatore di Brescia è stato classificato al primo posto e definito dalla Wtertc (Waste to energy research and tecnology council), un organismo indipendente formato da scienziati di tutto il pianeta, come
«il migliore impianto del mondo».
Anche quel Walter Ganapini che ieri sera "lunedi 5 maggio" era a "La 7" pensava che gli inceneritori sono del demonio, ma gli è bastato diventare, "del Demanio"nel febbraio scorso, cioè assessore all’Ambiente di Bassolino per cambiare idea e firmare la delibera regionale che stanzia 21milioni di euro per il completamento dell’inceneritore di Acerra. Lo stesso che contestò quand’era presidente di Greenpeace!!! In questo paese basta un po di denaro pubblico e subito si cambia bandiera!
In questo paese ridotto a discarica di marciume ideologico, ci facciamo prendere per il culo, crediamo ancora alle parole di profittatori, gente che in vita sua non ha mai fatto un cazzo (cioè non ha studiato e non avrebbe i titoli…vogliamo parlare dei sindacalisti, del "cinese" o di Bertinotti) ma parla e argomenta e….e chi è Pecoraro? Suo fratello? Luxuria? Cicciolina? Percy Allum? Fulvia Bandoli? Giuseppe Gomella? Fulco Pratesi? Patrizia Gentilizi? Franca Rame?....
Questi hanno passato la vita a trovare il pelo nell’uovo del mondo, stando in un bar, su un attico, in vacanza…scoprendo che c’è sempre un politico, un giornalista che li termo"valorizza" e sono diventati qualcuno, ma che cosa hanno fatto? Chi è questa gente sempre informata su tutto con una laurea in NIENTE??? Che cazzo di lavoro fanno? un ministro, un comico alla moda, un maestro di pensiero… il segreto è creare gruppo di fancazzisti meglio se sotto una bandiera, e poi essere autoreferenzialisti. Cioè IO sono buono perché lo dico IO!! E non si discute!!! Lo detto io!
Chi dice la verità?
NOI!. Sempre!!
Ma chi siete?
NOI!
Ma siete sicuri?
CERTO, siamo NOI!!!
È la variazione di "Aspettando Godot" piece teatrale surreale, ma che in Italia va in scena da almeno 40 anni…e nessuno che abbia scoperto il trucco!
….Si Però Grillo sa di «polveri sottili e di nanoparticelle nocive alla salute» esclusivamente in base a ciò che gli dicono tanti scienziati ecologisti che giudicano i termovalorizzatori un dono del demonio…salvo però non dirci cosa farebbero questi scienziati dalla penna rossa, loro, per risolvere il problema!!! Raccolta differenziata, certo. Speriamo che in garante della privacy non contesti la discriminazione fra i generi di immondizie…si finisce nel pattume per sempre.
Se poffà?
mercoledì 7 maggio 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento