…a proposito dell’automobile ad aria compressa, EOLO, "scomparsa dalla circolazione,"
l’autovettura esiste ancora ed è commercializzata a Carros, un piccolo paese vicino a Nizza (Francia) da una società che si chiama MDI Enterprises SA.Ne commercializzano diversi modelli, ad un prezzo contenuto (9.700 euro per una city car).L’auto non inquina, consente di percorrere 130 km ad un costo praticamente irrisorio (qualche centesimo di euro), e viene fornita con tanto di generatore per la ricarica.Recentemente è stato firmato un accordo con la TATA per la produzione e la vendita di queste auto in India (ma solo in India).Vi è tanto di modulo d’acquisto sul sito dell’azienda ma se lo compilate non ricevete alcuna risposta.
A Carros si scopre che l’azienda è stata fondata da un ex progettista Renault noto in Formula 1 negli anni ‘80, l’ingegner Guy Negre, il quale abita a San Remo (Italia) e va avanti e indietro da Carros con questa autovettura. L’azienda, non vende fuori Francia.E’ però interessata a sottoscrivere contratti per la produzione dell’auto ad aria compressa su licenza in Paesi terzi, inclusa l’Italia.Costo dell’operazione: oltre 6 milioni di euro più royalty annuali sulle vendite.Provare ad acquistare la macchina da un francese?
... il motivo delle mancate vendite sembra sia dato dalla difficoltà di brevettare l’autovettura, con conseguente rischio che possano copiarla, per il semplice motivo che il compressore ad aria compressa usato per le auto era già funzionante nel comune di Lille (Francia) dal 1919 al 1956.(??)"Poi nel ‘56 venne eletto sindaco della città un ex dirigente di una nota casa automobilistica e tutto andò in soffitta."
Nota. Dal 1919, subito dopo la fine della I guerra mondiale, e sino al 1956, l’intera rete tranviaria di Lille andava ad aria compressa, senza inquinare e al solo costo della manutenzione degli impianti.L’informazione è tuttora verificabile presso gli archivi comunali.E allora perché non si fa?Chi ci sta prendendo per i fondelli? Il problema non è solo economico. Nelle città italiane non si respira più.Ieri parlavo di cospirazioni....Stiamo parlando dell’aria che respiriamo tutti i giorni e facciamo respirare ai nostri figli... dov'è iperattivo Grillo VERDE tuttologo...e dove i vari"verdi Stercorari"???sono andati dove li hanno mandati?Ma comunque tutti fanno finta di non accorgersene, politici e giornalisti in testa…e gli imprenditori "coraggiosi" "de sinistra"tipo Gnutti, Colaninno, Tronchetti P ?? facile fare soldi con quelli di Pantalone!!
Continueremo a consumare petrolio e derivati, subendone gli aumenti di prezzo decisi a tavolino nel corso di una delle ultime riunioni del gruppo Bilderberg....petrolio?
…secondo la teoria della perfetta razionalità del mercato senza norme, il prezzo del greggio quadruplicato dovrebbe ottenere effetti razionali: la gente dovrebbe andare meno in auto e abbassare il termostato del calorifero, i padroni di pozzi petroliferi marginali rimetterli in funzione, le grandi aziende petrolifere spenderebbero di più in nuove esplorazioni e in nuove raffinerie, le ditte automobilistiche produrrebbero auto più piccole e risparmiose; in breve, il petrolio tornerebbe a prezzi decenti, per la nota legge della domanda ed offerta….Questo in effetti avvenne nel 1973, (chi c’era, lo ricorda in bianco e nero…)quando fu l’OPEC a rialzare il prezzo del greggio.
Ma adesso non funziona. E dov’è l’intoppo?Nella titanica speculazione puramente finanziaria che si è buttata sul mercato dei derivati petroliferi. Oggi, «nessuno
speculatore che tratta in greggio se lo fa consegnare; invece, lo accaparra finchè il prezzo sale», e siccome la speculazione stessa continua a far salire i prezzi, il petrolio non giunge al mercato del consumo .«Il trading speculativo si avvantaggia su quarti di punto. Uno compra un contratto mentre il petrolio rincara, e lo rivende tre minuti dopo a un altro convinto che rincarerà ancora di più. Non è ignoto che gli speculatori, dopo comprato il contratto, spargono voci che implicano la penuria del bene, cosa non difficile da quando ci sono TV con trasmissioni finanziarie non-stop, che si aggrappano ad ogni straccio di notizia». In Italia poi le notizie sono da 5° Mondo….
Così le Borse-merci, nate per stabilizzare i prezzi, si sono trasformate in mostri che ne amplificano selvaggiamente le variazioni. Ciò grazie alla lievità dei «margini», che i fautori del libero mercato senza regole hanno impedito agli Stati di alzare…stato 0 speculatore 100!! Cittadini nel mezzo = inflazione = costi +alti…
«In genere, per comprare un contratto future si chiede un margine del 10%. Metti sul piatto 10 mila dollari e compri un documento che vale 100 mila dollari di greggio. Ma se non sei "tirchio" metti sul piatto 100 mila dollari, e compri un contratto da un milione. Cinque minuti dopo, se il greggio rincara di un dollaro, hai fatto un milione!!!».Queste dunque «non sono più normali transazioni tra produttori e consumatori, previste dalle regole economiche classiche» elaborate dagli economisti da università come il Cretinetti Padoa S. Don Prodi, l’insipido Ciampi e simili, che continuano a ripetere la lezione che gli hanno insegnato. E le sinistre, insieme ai grandi media, a deridere Tremonti come «protezionista».«Questi commerci, privi di regolamentazione, non hanno più alcun ruolo economico utile; sono una forma di gioco d’azzardo professionale, e parassitario, che distorce le transazioni tra produttori e utilizzatori», questo strangola l’economia reale; e mentre la strangola, ne ricava profitti indebiti ed astronomici…. Le bancarotte fraudolente sempre più gigantesche - Enron, Parlamat, Société Generale, Northern Rock - non bastano a convincere questi servi sciocchi dei poteri forti. Deve venire Kenneth Griffin, gestore di uno dei più grossi fondi speculativi, il Citadel Investment Group (20 miliardi di dollari gestiti) a rivelare che la finanza internazionale è stata abbandonata al giudizio di «ragazzini appena usciti dalla business school, che controllano il mercato dei capitali in America», mentre i loro super-capi e amministratori delegati «capiscono solo in parte» il tipo di affari che questi ventenni stanno facendo.
Mentre anche le banche italiane, assicurazioni e grandi gruppi privatizzati (ENI, ENEL, fate voi) vantano profitti in crescita del 30-50%; e ciò, sulla pelle di una popolazione produttiva che si impoverisce di giorno in giorno…. Ricordo che solo Tremonti ha osato dire che dietro a tutto questo ci sono gli "illuminati". Ma questo è un parlare criptico per la maggioranza dei giornalisti…
I quali ad es anzichè chiedere a Bertolaso qualcosa sulle discariche e il riciclaggio, sono fortemente interessati al suo probabile doppio stipendio…o alla sua compatibilità…giornalisti di merda allevati a pane e politica "ombra"(e falsa) di sinistra, e a novella 2000…
E’ invece il **Financial Times, non Liberazione, a scrivere: «I pochi pesci grossi fanno miliardi sia che i mercati salgano o che scendano, e le loro banche strappano il sostegno dello Stato mentre i pesci piccoli perdono la casa». Griffin e il Financial Times, non Veltroni, parlano, ora, della necessità di «porre regole al mercato»…. Ma i nostri giornalisti, politici, chi li informa? Cosa leggono? I fondi di caffè? Le "ombre" sui muri?
L’ex capo del fondo Monetario, Koehler, attacca le «grottesche remunerazioni» dei banchieri d’affari responsabili «della massiccia distruzione di ricchezza» che stiamo vedendo e soffrendo. E invoca il ristabilimento di «una cultura bancaria continentale europea». La cultura economica europea c’era, si chiamava Stato sociale di mercato, si chiamava «modello renano». Creato da Stati autoritari (Bismarck, fu il primo a introdurre la previdenza obbligatoria per gli operai; Mussolini fu il primo a fare altrettanto in Italia), Lo scopo non era la massimizzazione razionale del profitto (individuale), bensì «dar fondamento ad un patto sociale che consenta la decente convivenza tra classi sociali differenti, e quindi un ordine che non sia solo costrittivo, di polizia». Solo che, in mano alle «democrazie pluraliste», il modello s’è guastato: a causa della corruzione delle democrazie stesse.Esempio: l’IRI, da ente di salvataggio di industrie e competenze nazionali strategiche, fu trasformato in distributore di tangenti ai partiti. Un quarto di secolo di liberismo globale senza Stato ha devastato molto più che i beni materiali e reali. Ha devastato mentalità, cancellato anche la sola idea che il politico debba occuparsi di qualcosa chiamato «bene comune» e patto sociale;
c’è ancora qualcuno che ha una volontà di operare per regolamentare e ridistribuire?
Se abbiamo optato per la "libertà" e la "flessibilità" nelle scelte della vita, dal matrimonio, al lavoro, dall’aborto, al consumo di droghe, se un gay ha il diritto di avere un figlio, se non c’è relazione fra la mia storia nazionale e la mia vita e i miei valori perché devo essere omogeneizzato nella cultura multietnica…se il mio stato non è sentito più "mio" perché stupirsi che accadano queste cose. Perché stupirsi che qualcuno pensi a se stesso e si dia 3 miliardi di dollari di reddito, e lasci altri concittadini, connazionali alle prese con mutui impossibili…è il caso di dire che se non c’è più religione non c’è più freno a niente. Forse la cosa che abbiamo voluto ignorare, e svalutare di un popolo, la tradizione religiosa, era, è (vedi i mussulmani) il vero collante di una civiltà che è ora al declino, proprio come la sua religione! …
**(sempre citato pro domo politica loro,della sinistra, e mai per i bene amati compagni lavoratori o per l’Italia tutta)
per continuare con le stranezze…
In Finlandia l’attuale governo sta ovviando alla situazione della scarsa autonomia delle auto elettriche con la creazione di una rete per la sostituzione di batterie in luogo delle attuali stazioni di servizio: l’automobilista si ferma, viene sostituita la batteria scarica con una carica, e riparte. Non si paga la batteria, ma solo il servizio di ricarica.Questo elimina in un sol colpo la scarsa autonomia ed il tempo di ricarica rendendo competitive le auto elettriche rispetto a quelle con motore a scoppio.Con questo sistema non vi sarebbero nemmeno scompensi sociali ed economici nel settore della distribuzione dei carburanti: le attuali stazioni di servizio verrebbero riconvertite nell’attività di sostituzione e ricarica delle batterie.Sembra un sogno, tanto è semplice. Eppure non si fa.Lo stanno facendo in Finlandia. Ma da noi nemmeno lo si dice. Perché?
Altro caso strano….
Toyota Prius, Prezzo: da 23.000 a 25.000 euro, secondo gli allestimenti, valore già scontato dell’incentivo statale di 2.000 euro (così mi dicono).Grazie al motore elettrico che opera sino a 50 km di velocità, i consumi dell’autovettura si aggirano intorno ai 20-25 km con un litro di benzina. Interessante ma non eclatante…. Che la lobby del petrolio controlli tutte le società che producono mezzi di trasporto? Il sospetto è lecito….
Ci sarebbe la possibilità di modificare alcune auto ibride che nascono con trazione mista benzina /elettrica per aumentarne di molto le prestazioni e per avvicinarsi al mondo delle auto elettriche in maniera più soft, …. Stiamo parlando ad esempio del kit plug-in che permette di trasformare una normale Toyota Prius in una macchina puramente elettrica per almeno 50 km»… in tal modo la Prius con 1 litro di benzina percorrerebbe 50 km.50 km con un litro di benzina!!! Adesso non sarebbe niente male!! O no?
Il kit in realtà è rappresentato dalla sostituzione delle attuali batterie utilizzate sulla Prius con altre al Litio più efficienti e moderne, da tempo presenti sul mercato.La sostituzione delle batterie tuttavia costa 12.000 euro e, soprattutto, fa cessare la garanzia su quelle vecchie.Quindi l’operazione non è conveniente su una Prius nuova.Domanda: Perché queste batterie non sono montate già all’origine sulla Prius???Tutti acquisteremmo un’auto che fa 50 km con un litro di benzina!La risposta è ovvia, proprio per questo non vengono montate, se no il petrolio a chi lo vendono? E la storia ricomincia . O no?
lunedì 26 maggio 2008
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