Quando si contava qualcosa si era chiamati Cittadini, ora siamo il “pubblico” al massimo i “consumatori”…
Si dice che "i mercati azionari globali saranno chiusi dopo i meeting di emergenza del G7 e G20 previsti questo weekend e convocati con urgenza dal ministro del Tesoro Usa Hank Paulson".
In USA, la JP Morgan ha perso ancora il 40% in cinque giorni; eppure il suo rapporto fra capitale proprio e «attivi» (debiti) è sopra il 6%. Deutsche Bank è già sotto il 2%.
Le «assicurazioni» contro il suo fallimento (i famosi credit default swaps) sono salite da 80 a 133 punti base - segno che il fallimento viene ritenuto sempre più probabile dalla speculazione - eppure il vice-governatore della Bundesbank sostiene che «La Germania è immune fino ad oggi dalla paura della restrizione del credito».
Nel ’29 fu il fallimento di una banchetta austriaca a innescare la Grande Crisi, oggi è un paesetto: l’Islanda. Le sue banche devono sborsare 11 miliardi di euro da qui al 2009. Tutti i crediti vengono contratti, l’uno dopo l’altro: l’immobiliare, il credito immobiliare alle imprese, il credito al consumo, le carte di credito, le auto a rate, i leveraged buy-out....il mercato delle «commercial papers», con cui le aziende si procurano crediti trimestrali o anche a più breve, per la tesoreria. Queste linee di credito sono chiuse, paralizzate; aziende sanissime possono fallire. La ATT colosso delle telecomunicazioni USA naviga a vista, non riesce a farsi dare denaro...
Si ringrazino i vari Amministratori Delegati, i Grandi Banchieri, i capi di stato, i politicanti, i sindacalisti, i giudici, gli erocrati, dell’irresponsabilità con la quale hanno presieduto al baccanale, all’orgia: quanti miliardi hanno negato ai poveri, quanti alla costruzione di infrastrutture moderne, quanti ai salari dei veri lavoratori, perchè «il bilancio non lo consente», perchè «bisogna restare competitivi» (per i loro emolumenti non mancavano mai). Ora sbattono via fiumi di miliardi per banche che se li tengono tutti, fino all’ultimo, senza alcun beneficio per le collettività, le società, le nazioni…
Notizia: -La FED ha deciso di prestare direttamente alle aziende. La banca centrale diventa il solo e unico sostegno di un sistema ormai morto, che non funziona più.
Se lo deve fare la Fed vuole dire che le banche private di investimento non hanno senso, non lo hanno mai avuto, era solo un modo per “regalare soldi agli amici”, impiegare giovani laureati spocchiosi…distruggere scientemente questa società.
La Fed diventa con moralità socialista pro-capitale, assurdo, senza dottrina, senza motivazione razionale altro che la necessità urgente.
E tutto a carico, alla fine, socialisticamente dei contribuenti.
Ma a questo punto, non sono solo le banche nè i loro attivi tossici a finire nel nulla, scrive Jorion un economista: «sono le monete stesse che rischiano oggi di essere compromesse dalle somme gigantesche mobilitate dagli Stati...è il valore delle divise che viene intaccato dal costo altissimo della disintossicazione dal grande baccanale».
Il che significa: inutile tenere gli euro anche sotto il materasso. Avete risparmiato mille euro? Magari, domani, potete compraci un uovo.
Ma la tragedia americana sta cominciando a stingere, in confronto a quel che accade in Europa. Secondo il Fondo Monetario, le 15 maggiori banche europee avranno bisogno di 700 miliardi di dollari per «rinnovare» (rifinanziare) i loro debiti entro fine anno.
Come faranno?
Già ora, le grandissime banche, le «solidissime» tedesche, emettono obbligazioni per raccogliere denaro, con un tasso disperato: 9% (chiaramente, il taglio di mezzo punto dei tassi primari non serve a nulla).
Non spero che Tremonti salvi dalla crisi, nessuno ce la farà; spero in un ritorno alla vecchia «dottrina dello Stato»: chi è al governo deve essere responsabile della comunità, pronto a pagare, e magari competente. : magari, il guadagno di questa crisi tremenda sarà una nuova serietà? Finalmente, un occuparsi del governare le cose abbandonate a se stesse da tanti anni, le strade coi buchi, le scuole che sfornano analfabeti semi-criminali, le bollette furbescamente rincarate senza motivo, i treni con le cimici per pendolari?
Secondo i dati della stessa Commissione Europea, nell’ultimo quindicennio in Europa, la parte dei salari nel valore aggiunto delle imprese è calato di 12 punti: lavoratori pagati sempre meno, e D’Alema zitto.
In Italia è andata anche peggio, perchè abbiamo il più forte sindacato ex-comunista (ma le teste sono le stesse) e per questo, anche i salari operai più bassi d’Europa: la CGIL non voleva turbare «il mercato» chiedendo paghe adeguate almeno per quei lavoratori che lo meritavano.
In USA hanno incitato l’immigrato messicano da 800 dollari al mese a comprarsi la casa col mutuo: mutuo al 125% sul valore dell’immobile, ossia il messicano che accendeva un mutuo su una casa da 100 mila dollari riceveva anche 25 mila dollari in contanti, subito. E quale messicano non avrebbe accettato? Era ovvio che mai avrebbe pagato le rate del mutuo. Ma alla banca non importava un fico, perchè quel mutuo mica se lo teneva nei libri contabili; lo spezzettava in corandoli, che chiamava «obbligazioni garantite da mutui», e lo rifilava a decine di migliaia di clienti nel mondo. Quando il messicano cessava di pagare, il problema era di quelle decine di migliaia, mica della banca emettitrice.
Ma avete mai sentito D’Alema, Veltroni o Cofferati esprimere una critica a questo sistema? Mai. Nei testi di Marx avrebbero trovato tutti gli argomenti per esprimere la critica, ma hanno taciuto, era un male minore? Ricordiamo tutti la “Lenzuolata” di liberismo del bersagliere Bersani, una gita fuori porta con il cestino per il pic nic!
Un ex comunista che portava il vessillo della libertà del mercato come verità assoluta!
Una contraddizione? No, solito politichese di chi non ha idee vere, per tirare a campare…eppure Marx (e non solo lui) lo aveva predetto:- in un sistema capitalista globale e senza limiti legali, i salari si riducono a livello di sussistenza, perchè la manodopera - una volta trattata come merce - è una merce abbondantissima, la cui offerta supera la domanda.
Nel capitalismo assoluto, (Marx) i lucri del capitale derivano solo da qui: dal fatto che il lavoro è meno retribuito rispetto al capitale prestato. Mai sentito negli ultimi 20 anni, esprimere un parere contrario a questo sistema da D’Alema o Veltroni, o Fassino?, ma stranamente “la globalizzazione” ci dicevano nei talk-show, insieme allo zombie Prodi, è un fatto ineluttabile, la concorrenza senza dazi è un fenomeno naturale…i Cinesi? Una opportunità!! ridevano di Tremonti, un ragioniere vecchio stile, in aria di fascismo!
Che però era da 13 anni che avvertiva se non il mondo, almeno l’Italia, con i suoi libri «Il fantasma della povertà» pubblicato nel ’95 a «La paura e la speranza» del 2007….
Meglio andare sull’Icaro in regata che leggere libri ? o,meglio ancora, la dove si comanda, privatizzare le centrali del latte, gli acquedotti comunali, le utenze pubbliche,i tassisti... Bisogna fare spazio alla grande distribuzione contro le piccole botteghe che sono «inefficienti» Bersani era tutto per la grande distribuzione, perchè aveva le COOP (ex) rosse da favorire.
Nessun ostacolo al capitalismo finale, quello che (come previde non solo Marx) non crea la concorrenza ma la distrugge, perchè crea enormi monopoli privati.
Loro comunisti? Ma se volevano una banca bella grande da far sognare… Era anche facile privatizzare, cioè svendere, aziende-gioiello. Più difficile privatizzare Alitalia, per dire. Ma per i catorci trovarono un trucco. Quello stesso usato per «privatizzare» persino quelli che gli economisti alla Marx chiamavano i monopoli «naturali»: strade, autostrade, ferrovie.
Le autostrade che rendevano, agli «amici» capitalisti di sinistra. I monopoli naturali non lucrosi, trasformati in società per azioni ma - ecco il trucco - con il Tesoro come azionista di maggioranza assoluta. Il che significava: le perdite le ripiana sempre il contribuente italiano. Solo che, ora che le Ferrovie sono private, devono avere un consiglio d’amministrazione: lo riempiamo di nostri compagni trombati alle elezioni, di personale politico da stipendiare, mica vorrete che lo stipendino i partiti. La famose banche d’interesse nazionale, ex IRI, parimenti privatizzate: e riempite di «amici» e clienti.
Il trucco ha avuto tanto successo, che l’hanno ripetuto a tutti i livelli locali:
tutte al solito modo: metà della proprietà al Comune, onde riempirne i posti dirigenziali di trombati di partito, e garantire che a ripianare le perdite sarebbe stato il Comune, ossia i cittadini.
Il vantaggio è duplice: ora «società private», soggette al diritto «privato», queste aziende non sono più tenute a trovarsi i fornitori con concorso pubblico, nè ad alienare i propri beni (pagati dai cittadini) per gara pubblica, nè a limitare le paghe ai loro dirigenti: sono diventati «manager», «consiglieri», «amministratori delegati», da pagare come si usa sul «mercato libero». Anche se sono solo parassiti.
Insomma, con queste pseudo-privatizzazioni, la sinistra - più che la «destra» - ha creato la Casta degli inadempienti pubblici strapagati e impuniti.
Tutta la «politica» di questi anni, fateci caso, è stata solo una fuga dalle responsabilità. L’ideologia del «mercato» e la moda delle privatizzazioni hanno dato la scusa di questa enorme inadempienza.
Le ferrovie non funzionano? Non è più compito dello Stato, ora sono private. I bottegai furbi alzano i prezzi in modo scandaloso? Non riguarda lo Stato, ma la famosa legge «della domanda e dell’offerta». Del resto, «non abbiamo gli strumenti», perchè lo Stato si è rimpicciolito, ha lasciato spazio al «mercato».
Le aziende municipali sono «private», se l’acqua rincara il biglietto dell’autobus pure, rivolgetevi a loro, le società per azioni. Non vorrete mica che i politici si occupino della gestione di aziende, che pensino minuziosamente ai mille problemi dei cittadini; i cittadini sono diventati «il pubblico» (come per la tv), al massimo «i consumatori».
Che scarico di pensieri per i politici. Che pacchia. Quanto tempo libero ben pagato per raccomandare veline, per tramare «alleanze» e sistemare «amici».
Nessuna preoccupazione, tutto divertimento, e un senso di onnipotenza che appaga, eh!
Adesso che non ci sono più prebende e favori da distribuire, ma solo grane da assumersi e da prendere decisioni pericolose per la carriera, su temi difficili e quasi incomprensibili come il «deleverage» e il «credit crunch» per non parlare del bisogno di sapere cosa sono i «credit default swap», nessuno ambisce più al posto di Tremonti, ma non possono fare a meno di reclamare più soldi per la gente, loro che hanno aumentato le tasse per il bene degli italiani(?)
Ma per confronto, guardate Cofferati: l’italocinese che a 60 anni si ritira dalla «politica» perchè ha trovato il grande amore, con cui ha fatto un bambino. E siccome lei - il grande amore - sta a Genova, lui non può fare avanti e indietro da Bologna, deve educare il suo bambino. E tutti a «rispettare la sua scelta», persino ad applaudirla commossi.
La verità evidente è un’altra: che Cofferati, come tutta la sinistra, non ha un progetto da proporre al Paese. Non hanno un’immagine del futuro a cui valga la pena di sacrificare la più piccola cosa, nemmeno obbligare la sposina a trasferirsi da Genova a Bologna. Non c’è più ideologia, non più un programma collettivo a cui dedicare una briciola dei propri comodi. E allora, senza un progetto comune, qualunque sacrificio personale sembra troppo.C’è la ricca pensione di sindacalista-parlamentare-deputato europeo, un bel pacco di milioni sicuri ogni mese. Cofferati, in fondo: come la sinistra, «non ha più niente da fare» e niente da dire. E allora, fa bene ad andarsene, in fondo è onesto.
Dovrebbe farlo anche D’Alema, non ha “diritto” a un paio di pensioncine italoeuroee, e lo yacht? e Veltroni, non s’è comprato l’appartamento con vista su Central Park? Sono stati pagati abbastanza, favoriscano all’uscita, non rompano le balle con le facce di circostanza, mentre qui la gente combatte o impazzisce dietro a un mutuo o alle carte di credito scadute, o al leasing infinito, o magari morirà tentando una rapina improvvisata.
Marx ha anche detto: «Il modo d’esistenza crea la coscienza» cioè : se il tuo modo d’esistenza è da miliardario privilegiato, e nemmeno da ricco imprenditore (che rischia) ma da redditiere e parassita, la tua «coscienza», la tua visione del mondo, sarà quella del parassita. Se vivi da miliardario, o da nobile, non ti metterai mai nei panni del proletario. Mai più. Darai ragione al capitalismo, la tua ideologia sarà quella.
Ma evidentemente ci sono persone che pensano (e votano) possano convivere l’ideologia proletaria e il panfilo, o il cashmirino….le parole sono davvero magiche!
lunedì 13 ottobre 2008
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento