E’ proprio vero che l’Europa è più solida, come ci ripetono?
La UBS ha attivi (esposizioni) per 5 volte il prodotto interno lordo svizzero (il 484 per cento) la ING per tre volte il PIL olandese (290 per cento), che va aggiunto al 121 per cento della Rabobank olandese. La banca Kaupthing in Islanda ha esposizioni pari a 6 volte il PIL islandese, (nel frattempo lo stato ha dichiarato fallimento! ) ma ha messo in crisi la Gran Bretagna (che lo era già) detiene infatti anche i conti correnti di 150 mila cittadini britannici (L’Islanda ha in tutto 320 mila abitanti!!). Insomma nessun paese da solo può salvare le sue proprie banche, che si sono indebitate per più volte il prodotto nazionale.ED [ dubbio che basti l’intera Unione;
ma il peggio è fare, come la Merkel, il «ciascuno per sè», il salvataggio dell’Hypo, ammesso che riesca, costerà ai contribuenti tedeschi il 4 per cento del loro PIL nazionale e avendo una Deutsche Bank esposta per l’equivalente del PIL nazionale…brutta me la vedo.
Si tenga presente che l’esposizione delle tre più grandi banche americane, tutte nei guai fino al naso, è «solo» il 35 per cento del PIL americano!!!
Quando la maggioranza delle banche ha titoli “tossici”, tutte vogliono vendono i loro attivi, e nessuno glieli compra. E gli «attivi» si rivelano-azioni o immobili - pezzi di carta senza valore, o a valore calante a precipizio. Le vendite innnescano la spirale ribassista che fu tipica del post-1929. Il credito si fa scarso o nullo. Il denaro (lo pseudo-denaro creato dalle banche) diminuisce drasticamente. Aziende falliscono, la disoccupazione cresce. I consumi diminuiscono.
E’ il ciclo della deflazione. Che appare già instaurato: il petrolio è calato, come il rame e il mais; le prime diciannove materie prime sono calate del 10% in una settimana, il più rapido declino dal 1956. Sono calati i prezzi delle case in USA, Spagna, Inghilterra, Irlanda e presto anche da noi. Il prezzo dei trasporti navali di merci, è calato, da maggio, del 75%.
Al contrario dell’inflazione, che favorisce i debitori riducendo il loro debito reale, la deflazione schiaccia i debitori: gli interessi che devono pagare, comunque abbassati, diventano eccessivi, impagabili.
La paralisi dei mercati interbancari (le banche non si fanno più prestiti a vicenda, nemmeno per 24 ore) rivela il panico che domina oggi. Ciascuno si pone senza posa la domanda: quanto vale la firma della mia controparte (il debitore). Dopo, si finisce per chiedersi: quanto valgono davvero l’insieme degli attivi soggiacenti?».
Il collasso delle Borse e la fuga generale dalle banche e dai loro depositi suggerisce che ci si comincia a fare la seconda domanda, anche se gli attori non ne hanno piena coscienza.
Diventa imminente la domanda finale: «Quanto vale il debito americano»? Tutti quei Buoni del Tesoro di cui la cassaforte cinese e quella giapponese sono piene, che ogni Stato detiene come «riserva» sicura, è veramente sicura?
Quando questa domanda si imporrà, allora la crisi di liquidità, o la crisi di insolvenza, saranno superate. Comincia la crisi sistemica, il si salvi chi può.
Per questo bisogna che la FED e la BCE diano denaro non più alle banche ma alle imprese, e subito.
Per poi «riunire un corpo di esperti indipendenti che ridefiniscano il ruolo delle Banche Centrali», e si chiudano quelle private che sono la causa prima della distruzione di ricchezza in atto.
Nazionalizzare le Banche Centrali, farne emettitrici di moneta di Stato, capaci di vietare alle banche la creazione di pseudo-capitale. E subito.
Fine del SIGNORAGGIO…INFORMARSI E DIFFONDERE
http://video.google.it/videoplay?docid=8208628600166597158
I segreti del signoraggio - www.giorgiosimonetti.net:
lunedì 13 ottobre 2008
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