ECONOMIA, no mia. Loro, Nostra?
In deflazione, il debito (mutui, carte di credito, prestiti-auto) diventa schiacciante, anche se il denaro è a tasso zero; perchè i redditi scendono, mentre il debito resta fisso, e dunque a tassi reali comunque troppo alti.
Ormai, in USA ma anche in Europa, la deflazione è instaurata.
Già si comincia a vederne il sintomo più sinistro: rallentano gli acquisti di auto e case. Non solo perchè la gente è più povera; anche perchè c’è l’aspettativa che forse, tra sei mesi e un anno, le case e le auto te le tireranno dietro, pur di venderle.
Questo crea il circolo vizioso deflazionista: ritardi gli acquisti in attesa di ribassi; a forza di ribassi, le ditte falliscono perchè non riescono a pagare i «loro» debiti; alla fine anche tu non puoi comprare l’auto nuova al 50% di sconto, perchè sei stato licenziato e non hai più reddito…
…Bernanke, dopo aver studiato tutta la vita come scongiurare la deflazione post-29, giunto alla prova suprema della sua esistenza, per cui si era preparato - ha fatto cilecca. Quanto al ministro del Tesoro Hank Paulson, la sua potenza intellettuale era attestata dal semplice fatto d’essere stato il capo supremo, e strapagato, di Goldman Sachs. Paulson, ha immediatamente stanziato una cifra astronomica, estorcendo ai contribuenti e al Congresso 700 miliardi di dollari. Ma per quale scopo? non salvare l’economia reale (di cui a Goldman Sachs non sanno nulla), bensì le finanziarie speculative (anche noi in Europa). E ha cercato di farlo in modo che le banche e gli speculatori non pagassero alcun prezzo per la crisi che hanno provocato. Anzi.
Con i 700 miliardi, Paulson - o meglio lo Stato americano - ha voluto comprare tutti gli «attivi tossici», ossia tutti i titoli-spazzatura oggi invendibili che le banche hanno, a prezzi superiori alle loro attuali quotazioni (che sono più o meno zero); insomma liberare i bilanci delle banche dai crediti sub-prime ed altri derivati putrefatti, non solo gratis, ma facendo loro anche regali.
Ora però ha rinunciato. Il genio della finanza si rimangia tutto!
Il 12 novembre Paulson ha ammesso che «comprare gli attivi illiquidi connessi ai mutui» non è «il modo più efficace di usare i fondi» che ha estorto. E ha annunciato che ne userà una parte per iniettare capitale nelle banche (ossia: in cambio dei soldi, almeno si farà dare azioni delle banche), per sostenere i prestiti dati agli studenti, ai compratori di auto a rate e alle carte di credito; e per ridurre i pignoramenti, aiutando i padroni di casa col mutuo che non possono pagare, a ristrutturare il mutuo, e restare nelle loro case con rate che possano permettersi.
Un aiuto all’economia reale, finalmente. Ma lo fa con un ritardo fatale, quando ormai le case sequestrate sono una valanga. Al punto che la superbanca Citigroup ha rinunciato a pignorare gli immobili dei suoi debitori insolventi: ciò che otteneva era solo un parco di case vuote, abbandonate al saccheggio e dunque con valore precipitante, su cui per di più doveva pagare le tasse di proprietà.
Della Banca Centrale Europea non è nemmeno il caso di parlare: Trichet si è rivelato anche più torpido e confuso economista dei suoi compari americani; qui non siamo alla stupidità, ma al mongolismo clinico.
A far la cosa giusta subito, senza perdere tempo, è stata la dirigenza cinese. Con lo stanziamento colossale di 600 miliardi di dollari (un sesto del PIL cinese) per il lancio alla grande di infrastrutture come ferrovie e reti elettriche, case a basso prezzo e spese sociali - sanitarie - insomma lo stimolo fiscale keynesiano - ha mostrato più audacia e più intelligenza degli intelligentissimi americani.
Ma è vero che c’è una differenza sostanziale: la Cina i soldi ce li ha! Sono le sue riserve, guadagnate a forza di esportazioni e di lavoro (malpagato) dei suoi cinesi. E invece l’America, se vuole spendere 600 miliardi in un programma keynesiano di spesa pubblica, dove li prende?
Come al solito: a credito dalla Cina. Ossia deve spacciare ai cinesi altri Buoni del Tesoro denominati in dollari.
Fino ad oggi, la Cina ha sempre accettato questi BOT in pagamento delle sue merci, perchè così facendo dava agli americani il denaro per comprare i suoi prodotti. Così ha finanziato e rifinanziato di continuo il consumo americano. Ossia: quando i BOT venivano a scadenza, non pretendeva denaro vero (magari oro), ma si contentava di altri BOT a scadenza più lontana. PERO’ oggi l’americano comprerà meno merci cinesi, e a Pechino lo sanno, e diminuisce perciò la loro propensione a prestare soldi all’america! Loro non fanno come NOI che vogliamo più soldi in tasca gratis (come i 600 $ che Bush a dato ai suoi concittadini) o inventandoci “rottamazioni” bensì conta di creare lavori per i cinesi, costruisce le basi per la prossima fase di sviluppo, per un’economia ancora più forte in futuro. E’ persino simbolica la decisione di puntare sulle ferrovie - disprezzato dalla finanza speculativa - la più trascurata delle infrastrutture (in Italia non meno che in USA), è stata la spina dorsale dello sviluppo europeo e americano di due secoli fa: creò ricchezza che prima non esisteva… E l’America e l’Europa, intanto, dovranno emettere BOT su BOT, sperando che qualcuno li compri. In tempi di credito diffidente e scarso, sarà da vedere chi li compra. Ma diciamolo, conviene comprare ancora titoli dei debiti pubblici occidentali?
Si sa che quegli Stati non li ripagheranno mai veramente, ossia con il flusso di cassa proveniente dagli introiti fiscali. Questi Paesi hanno debiti pubblici colossali (USA come Italia), si stanno impoverendo, la loro popolazione (in Europa) è vecchia, la demografia in ribasso, i giovani sono più ignoranti e quindi meno produttivi e creativi, la de-industrializzazione ha fatto perdere competenze tecniche alla nostra civiltà, sicchè il capitale investito qui rende poco; dietro quei BOT, insomma, non c’è prospettiva di un ritorno del capitale e di frutti solidi, risultato di una creazione di ricchezze reali. Al massimo, l’Occidente li ripagherà stampando moneta, ossia la moneta deprezzata.
E perchè i cinesi dovrebbero comprarli, dovrebbero rifinanziarci all’ infinito?
Non sono mica cretini come ad es.l'ultimo commento dell'ottimo commentatore di Repubblica Giuseppe Turani. Turani immagina che vi sia SOLO un problema di fiducia, ricostituita la quale le borse riprenderanno naturalmente a salire.
"Adesso non c’è nemmeno bisogno di mettere da parte i soldi, ci sono già (hanno provveduto le banche centrali a riempire il mondo di liquidità). Tutto quello che serve per vedere la Borse rinascere è solo un minimo di tranquillità (politica e finanziaria). Poi, la propensione al rischio si riformerà nel giro di una notte o due e torneranno tutti a comprare i titoli, che nel frattempo sono scesi a valori spesso ridicoli e quindi molto convenienti. Anche i più sprovveduti, a quel punto, si sentiranno in grado di poter osare. E la giostra ripartirà."
E tutto questo mentre arrivano le pesanti conferme di un sistema che non riesce a correggere o riformare se stesso. Le conferme sono due.
La prima.
Secondo il Financial Stability Report della Bank of England, le banche centrali hanno emesso in queste settimane 7.000 miliardi di dollari in prestiti, acquisti di titoli e garanzie fornite al settore finanziario.
La seconda.
La fiducia tra le stesse banche non è comunque tornata, come dimostra il fatto che lo scorso 31 ottobre i depositi degli istituti europei presso la Banca centrale europea hanno raggiunto il massimo storico di 280 miliardi di euro. Quindi se i soldi sono li, vuole dire che non li prestano!
Questa sfiducia è del resto giustificata. Il Fondo Monetario Internazionale prevede che le perdite del settore finanziario si aggireranno sui 1’400 miliardi di dollari. Ciò vuol dire che vi sono ancora da scoprire 600 miliardi di dollari di presunti attivi che probabilmente valgono quasi nulla.
Ora ecco la novità.
La American Express, colosso delle carte di credito, ha chiesto al governo Usa un prestito di 3,5 miliardi di euro.
Soluzione vertice: moneta complementare, opere pubbliche, tornare a stampare moneta di proprietà dei cittadini e non della Banca d’Italia che è privata e non solo…
Soluzione base: Investire in un po di terra e coltivare l’orto…per qualche anno…e se proprio abbiamo denaro, ritornare a comprare l’ oro…magari anche il grano perché rincarerà molto.
lunedì 17 novembre 2008
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