Eleggiamo chi? E per che cosa?
Le prossime elezioni per il “parlamento europeo” rappresentano un momento determinante verso il governo mondiale. Verrà ratificata definitivamente una Costituzione (il nome di “trattato di Lisbona” è truffaldino come tutti i nomi dati dai detentori del potere agli organismi che devono portare all’unificazione del governo europeo) che obbligherà tutti i cittadini degli Stati europei ad obbedire a leggi che politici e governanti hanno tenuto ben nascoste.
Dei problemi posti dall’unificazione non ha parlato nessuno.
I motivi sono principalmente due. Uno riguarda i politici stessi: il loro unico interesse è occupare i posti, inventati appositamente per invogliarli a costruire sulla propria testa, oltre che sulla testa dei sudditi, una cerchia di potere superiore. Nessuno eliminerà formalmente né i parlamenti nazionali né quello europeo, ma si svuoteranno a poco a poco di qualsiasi funzione effettiva, come già adesso succede quando, con assoluto sprezzo del ridicolo, i singoli ministri rinviano con grande fracasso a Bruxelles le decisioni sull’immigrazione, o sui confini, o sull’aumento delle quote latte…Di fatto neanche i politici in carica, o quelli che si preparano ad essere eletti, sanno nulla del funzionamento delle istituzioni europee (sugli oltre settecento signori che paghiamo per toglierci il gusto di appartenere ad un Impero, non è molto lontano dal vero supporre che soltanto due o tre abbiano letto il trattato di Lisbona) e comunque nella novella torre di Babele dove si parlano 27 lingue diverse, è dato per scontato che la maggioranza passi il tempo occupandosi degli affari propri, mentre quelli venduti alle mille lobbies e multinazionali che si affollano a Bruxelles approvano la vendita dell’aranciata senza arancia.
Nota bene;
Le elezioni europee sarebbero valide anche se i votanti fossero soltanto l’uno per cento degli aventi diritto.
Bisogna riflettere sul fatto che nei confronti dell’unificazione europea i cittadini non possiedono alcun potere. Non votare non costituisce, infatti, un potere, in quanto i Governanti si sono messi al sicuro, assegnando la necessità del quorum soltanto ai referendum, ossia all’unico istituto con il quale, malvolentieri, hanno delegato un potere ai cittadini, sperando appunto nella non partecipazione. Tuttavia, non votare significa per il cittadino non riconoscere la validità del parlamento europeo, e per i governanti un ammonimento a procedere con cautela nel raggiungimento dei propri scopi.
“ Votare è un diritto e un dovere civico”…qui è presente tutto lo spirito della Dittatura di Bruxelles: sei libero soltanto se fai quello che hai l’obbligo di fare. E’ evidente che un “diritto” non è un diritto se è un “dovere”; ma non dobbiamo meravigliarci: le contraddizioni logiche sono il pane con il quale sono stati alimentati durante gli anni della costruzione europea le centinaia di milioni di cittadini-sudditi che dovevano imparare a “pensare” quello che pensano i governanti.
Cosa pensano dunque i governanti? Le stesse cose che hanno pensato e che continuano a pensare i grandi Banchieri, gli esponenti dell’Alta Finanza che hanno portato il mondo all’attuale bancarotta. Non per nulla i posti chiave dell’Unione europea sono occupati da economisti e banchieri, gli stessi che hanno fatto parte per anni delle grandi banche internazionali oggi fallite, o che sono state salvate dal fallimento dai rispettivi governi tramite i nostri soldi.
Si va avanti verso il Governo Mondiale come se nulla fosse perché di fatto i progettisti sono dei veri e propri folli, tanto folli quanto quelli che hanno inventato i cosiddetti “titoli tossici” con i quali hanno ucciso i capitali di Borsa.
Alcuni sistemi per tenerci in catene sono già stati attivati. La “corretta informazione”, in base alla quale si possono pensare e si possono dire soltanto le cose che le apposite Commissioni europee ritengono “corrette”; il “mandato di arresto europeo” in base al quale il cittadino può essere incriminato, arrestato e chiamato a rispondere dell’eventuale crimine da un giudice di ognuno dei 27 Stati dell’UE, sono soltanto alcuni esempi della Dittatura che ci attende.
La posta in gioco è una sola: annientare l’Individuo, giunto finalmente ad affermarsi come Soggetto, come Io, privandolo di tutti i riferimenti personali nei quali è radicata la sua identità, quali il proprio territorio, la propria patria, la propria lingua, i propri costumi, per immergerlo nella Democrazia Universale, ossia nel potere dei pochi che governeranno il mondo.
Liberamente tratto da un articolo di Ida Magli
martedì 9 giugno 2009
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